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L'evento

Non c’è pace per il Cluster Bio-Mediterraneo Infiltrazioni dal tetto e si allaga tutto

21 Maggio 2015
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L'assessore siciliano all'Agricoltura Nino Caleca: “Chi ha sbagliato pagherà”

Non c’è pace il Cluster Bio-Mediterraneo. Dopo alcuni giorni che sembrava stessero portando tutto ad una normalità, la pioggia di queste ore ha di nuovo fatto precipitare tutto. 

Dal tetto l’acqua continua ad entrare e gli spazi allagati non si contano più. Tanto che è stata chiusa un’intera area perché praticamente inutilizzabile.

Oggi la Commissione attività produttive dell’Ars ha sentito in audizione l’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca, e il responsabile unico del padiglione Dario Cartabellotta tra cui, subito dopo il flop dell’inaugurazione con i locali del cluster allagati e vuoti, c’era stato un duro scambio di battute. Caleca non ha usato mezzi termini: “Chi ha sbagliato pagherà”, annunciando l’ormai certa procedura di richiesta di risarcimento nei confronti di Expò”, passando in rassegna quanto previsto dal contratto stipulato dalla Regione: “Dovevano consegnare il padiglione il 30 dicembre del 2014. Ma noi abbiamo messo piede dentro il padiglione alle 23 del 30 aprile. Il mio pass è stato rilasciato alle 23 e fino a quell'ora all'assessore era stato negato l'ingresso al cantiere perché l'accesso era consentito solo agli addetti ai lavori. Anche l'assessore alle Attività produttive, Linda Vancheri, ha tentato di entrare ma non è riuscita. Il 24 è scattato il 'tutti fuori' per le bonifiche antiterrorismo e siamo rientrati solo la sera prima dell'inaugurazione ufficiale”.

Rimangono i dubbi sul rapporto, ormai piuttosto incrinato tra Caleca ed il responsabile unico del biocluster, Dario Cartabellotta.

Intanto la pioggia non agevola di certo le cose. Oggi, a causa delle infiltrazioni, ha chiuso lo stand della pasticceria.

“Abbiamo inoltrato una nota scritta ad Expo per il problema delle infiltrazioni tre giorni fa – dice a Repubblica Giuseppe Di Minio, delegato responsabile del Cluster Bio-Mediterraneo – senza mai ottenere risposta. Riteniamo che le nostre siano richieste legittime, perché potere offrire i prodotti siciliani nelle migliori delle condizioni possibili, è doveroso. Queste cose fanno male a noi, ma soprattutto all’immagine di tutta la Sicilia”.

Chiusura sulle polemiche della “trasparenza” dei soldi spesi per il Cluster. Caleca ha confermato che sul sito siciliabiomediterraneo.it, sarà possibile tenere d’occhio tutto. “Ma – ha detto Caleca – in cima alle cose su cui fare luce c’è il rapporto con la società Manpower per la gestione in loco di alcuni servizi: un contratto da 600 mila euro che si “sono aggiunti ai 3 milioni di euro destinati al cluster. Mi chiedo se non poteva essere utilizzato il personale dell’Ex Fiera del Mediterraneo”.

Nel mirino anche “il conto separato” utilizzato da Cartabellotta e la sua gestione. “Ci sono – ha detto Caleca – 100 mila euro per incarichi professionali: voglio sapere chi li ha ricevuti”.

“Manpower è aggiudicataria del bando delle risorse umane per Expo – ha risposto nel corso della sua audizione in Commissione Cartabellotta – In termini di costi sarebbe più alto utilizzare i nostri dipendenti, basti pensare ai costi che ci sarebbero per la permanenza a Milano. Manpower ha assunto tutti gli oneri in merito a oneri del lavoro”.

C.d.G.