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Pubblicato in L'iniziativa il 26 Novembre2012

Anfore vinarie etrusche, brocche ritrovate negli antichi corredi funerari, i primi vetri arrivati da Oriente.

La mostra 'Vino fra mito e storia', inaugurata a Siena nel weekend, ripercorre l'evoluzione della cultura del vino nel bacino del Mediterraneo, dai Sumeri fino all'epoca moderna, di cui le bottiglie esposte arrivate da tutta Italia sono testimonianza. 


Giuseppina Carlotta Cianferoni, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Siena,
Simone Bezzini, presidente della Provincia Di Siena,
Gianni Salvadori, assessore all'Agricoltura della Regione Toscana

Un percorso tra vecchio e nuovo che ripercorre la storia del vino dai primi tentativi di acclimatare la vite eurasiatica nelle nostre zone circa 7mila anni fa e si snoda tra i miti di Bacco e Dioniso, Antico Testamento e il carpe diem oraziano. Il nucleo principale dell'esposizione si trova nella sede di Enoteca Italiana alla fortezza medicea, dove le teche sono inserite tra gli scaffali pieni di bottiglie 'parlanti' che compongono la già esistente mostra permanente Parladivino, unica in Italia che permette di ascoltare la storia del singolo vino, dei terreni, delle denominazioni di origine o indicazioni geografiche riconosciute avvicinando un palmare ai sensori posti sotto ogni prodotto. 

'Vino fra mito e storia' si dipana poi in altri cinque musei della provincia (San Gimignano, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Montalcino e Montepulciano), che raccolgono suppellettili suddivisi per le diverse specificità, dai vetri di Montalcino agli scavi di Castelnuovo Berardenga. Organizzata dalla Provincia di Siena e dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, resterà aperta fino al 5 maggio del prossimo anno. L'ingresso è gratuito nella sede di Enoteca Italiana e comproso nel prezzo del museo negli altri casi. 

Bianca Mazzinghi

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