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Pubblicato in La manifestazione il 17 Settembre2020

di Michele Pizzillo

Potrebbe sembrare superfluo, ma ribadirlo è sempre opportuno e, cioè, il “Festival Franciacorta in Cantina” non è solo belle degustazioni di straordinarie bollicine perché non mancano momenti culturali molti interessanti e, spesso, da non perdere.

E, viene in mente la famosa passerella realizzata nel 2016 sul Lago d’Iseo dall’artista Christo, recentemente scomparso. Questa volta, invece, uno degli appuntamenti culturali è in programma il 18 settembre, alle ore 18,30 in un bellissimo monumento di Rovato, il Convento dell’Annunciata - fondato nel 1449 dall’Ordine dei Servi di Maria, arrivato al terzo millennio integro di tutta la sua forza morale e oggi affidato alla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti -, con Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre, che presenterà il libro che raccoglie i temi che hanno caratterizzato i suoi incontri con Papa Francesco. Cioè, “Terrafutura” (Giunti e Slow Food Editore), che il fondatore di Bellavista, Vittorio Moretti, ha voluto per l’11esima edizione del Festival perché il clima, nel suo stretto legame con l’economia, l'etica e la spiritualità “possa diventare per noi tutti un momento di riflessione sul futuro del comparto vitivinicolo a partire da istanze di carattere qualitativo. Nel concetto di equilibrio, che da sempre Bellavista sostiene come cardine del proprio percorso di crescita, dovremo poterci ritrovare noi tutti produttori di vino per mettere in atto istanze e percorsi di rinnovamento che diano una risposta concreta e profonda ai grandi interrogativi che la questione ecologica ci chiama a risolvere in modo stringente".

Nel 2015 Papa Francesco ha rivolto al mondo – non solo ai cattolici, ma anche ai fedeli di altre religioni e ai non credenti – una esortazione di grande valore spirituale, etico e politico, l’Enciclica Laudato si’: una "riflessione insieme gioiosa e drammatica" sul grave deterioramento ambientale del nostro pianeta, sullo spreco di risorse naturali e umane provocato da sistemi economici e politici scandalosamente ingiusti e irresponsabili. Al tempo stesso, l’Enciclica è un francescano invito alla “riconnessione” con l’insieme delle creature viventi e con la Terra che tutti abitiamo.

In sintonia col messaggio di “ecologia integrale” lanciato da Papa Bergoglio, Carlo Petrini aveva scritto la Guida alla lettura della Laudato si’ pubblicata dalle Edizioni San Paolo. La loro condivisione di un impegno globale a "coltivare e custodire" i beni umani e terreni, procedendo con pragmatismo rivoluzionario verso una vita in armonia con se stessi, con la propria comunità e con la natura, si è approfondita nel corso di cruciali appuntamenti, fra i quali il Sinodo Panamazzonico. Questo volume rappresenta un altro radicale passo verso l’ecologia integrale e si apre con tre dialoghi tra Papa Francesco e Carlo Petrini. Nel clima amichevole e schietto dei tre incontri risalta la comunanza di vedute, la consapevolezza della gravità ma anche la fiducia nell’impegno quotidiano e comunitario perché, come sostiene Papa Francesco, non si dà ecologia senza giustizia, non si cura l’ambiente se le relazioni fra gli esseri umani sono viziate da esasperati squilibri economici e culturali.

Non poteva che essere il Convento dell’Annunciata in Franciacorta il luogo più adatto per parlare di questi argomenti. Perché, come molti monasteri che hanno salvato e trasmesso la cultura millenaria europea, questa abbazia è espressione di valori spesso dimenticati: l’accoglienza, l’ascolto, lo zelo buono, il piacere dell’opera compiuta, il silenzio per meditare e pregare, il rispetto per la natura. Un’idea di felicità che prescinde dal benessere materiale per riconquistare l’armonia procurata dalla regola dell’Ora et Labora. E, poi, l’ubicazione del Convento, sul Monte Orfano, dorsale di fondamentale importanza per la Franciacorta perché la protegge dall’umidità invernale e dal calore estivo della Pianura Padana, permettendo ai venti provenienti dal Lago di Iseo di non disperdersi e di formare un flusso costante di aria salubre che si rivela determinante per l’equilibrio della vigna. Ed è proprio su questo monte che ha inizio nel 1991 la storia di amicizia tra il patron di Bellavista, Vittorio Moretti e padre Sebastiano al quale l’enologo Mattia Vezzola ha chiesto l’affido di una piccola parcella di 5,45 ettari coltivata a Chardonnay. Attraverso un lavoro di ricerca presentato nel 1991 da Luigi Veronelli, Bellavista ha potuto attestare l’unicità storica, climatica ed enologica delle terre del Convento. Qui si faceva vino di qualità sin dal 1500 e qui il microclima ha caratteri unici. Altrettanto singolare è il profilo della vigna e del vino Chardonnay in purezza che porta il nome del Convento e ne racchiude tutta la splendida storia.

Non mancheranno i grandi vini, in questo caso le bollicine di Bellavista. Che, saranno abbinati ai formaggi lombardi. Bellavista e Slow Food, infatti, hanno organizzato tre laboratori del gusto condotti da Lorenzo Berlendis, per sabato 19:  dalle 11 alle 13, quello “All’inizio fu … lo stracchino”, con la degustazione e confronto di 3 selezioni di Franciacorta con lo Stracchino all’antica delle Valle Orobiche, lo StrachitUnt e il Gorgonzola; dalle 17 alle 19 “Alti pascolo lombardi” con 3 Franciacorta abbinati a Silter di Pascolo 2019, Bagòss di Bagolino invernale 2018, Bagòss di Bagolino estivo pascolo 2019; alle ore 19, presentazione del libro “Formaggi naturali” (Slow Food editore) con dimostrazione di cagliatura dello stracchino nella tradizionale caldera di rame.

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