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Pubblicato in Taormina Gourmet 2019 il 26 Ottobre2019


(ph Vincenzo Ganci)

di Manuela Zanni

Chiude la prima, intensa giornata di Taormina Gourmet la masterclass condotta da Andrea Camaschella insieme al docente Nicola Francesca che ha avuto come focus il progetto che unisce l’Università degli studi di Palermo al comparto vitivinicolo e brassicolo italiano.

Questa masterclass apre le porte sulla fervida realtà universitaria attuale che sfata il pregiudizio di una Università distante o, addirittura, irraggiungibile cui si sostituisce quella della sempre maggiore vicinanza e, in molti casi, commistione tra il mondo accademico e quello professionale. La giovane età dei docenti unita all'entusiasmo e alla competenze degli allievi sempre più dinamici e intraprendenti  sorprende ancora molti anche se tanti altri sanno che, in realtà i corridoi e i laboratori del dipartimento Saaf Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Palermo presieduto da Nicola Francesca e popolato dai suoi studenti rappresenta una bella eccezione destinata, fortunatamente, a divenire una consuetudine degna di nota. 


(ph Vincenzo Ganci)

La masterclass ha, così, dimostrato che l’università può diventare un punto di appoggio e di riferimento per cantine e birrifici, preparando gli studenti ad entrare nel mondo del lavoro. Il lievito rappresenta il punto di partenza con il quale enologi e birrai riescono ad apporre la propria “firma” alle proprie produzioni. Il campo della microbiologia rappresenta un patrimonio affascinante che apre la porta di un mondo fino ad ora sconosciuto.  Alcuni dei vini degustati sono sperimentali prodotti da Scienze e Tecnologie Agroalimentari Unipa in partnership con l'azienda Di Bella Vini e il winemaker Vincenzo Mercurio. Anche una birra è stata realizzata da Scienze e Tecnologie Agroalimentari Unipa in partnership con brewpub Ballarak. In entrambi i casi si tratta di un vino e una birra in cui i lieviti sono particolarmente protagonisti. 

Di seguito ecco i vini e le birre degustati

Timpa Season
Secca chiara. Naso di fiori di sambuco e spezie lievemente pungenti come il pepe bianco. Bocca fresca, sapida e pulita. 


(ph Vincenzo Ganci)

Centobocche season
Chiara e limpida lievemente agrumata più moderna delle classiche season. Chiude con un sorso fresco e piacevolmente citrico.

A seguire sono stati proposti in degustazione 10 vini provenienti da vitigni diversi ma anche dallo stesso vitigno in cui sono stati inoculati lieviti sperimentali provenienti da ceppi diversi. Si comincia con un Grillo realizzato con i raceni, ovvero gli acini non sviluppati, fornito dalle cantine Europa, cui sono seguite tre versioni di Catarratto fornito dalla Cantina di Bella  la cui differenza riguarda il diverso livello di filtrazione a cominciare da quello meno filtrato e, quindi,  più torbido e corposo fino alla terza più filtrata dalla maggiore finezza ed eleganza. È stata poi la volta di una bella versione di Catarratto macerato circa 60 giorni con bei sentori agrumati sorretti da un sorso fresco e sapido dalla spiccata mineralità. In chiusura è stato proposto un quartetto di Grillo dell'areale marsalese la cui differenza ha  riguardato oltre  la diversa distanza dal mare dei vitigni di provenienza anche, e soprattutto, i lieviti in essi presenti. Questa masterclass ha dimostrato che, grazie allo studio assiduo dei lieviti operato dalla microbiologia e alla loro sperimentazione all'interno di birre e vini, si possono ottenere risultati più che sufficienti, in alcuni casi sorprendenti, mostrando tante sfaccettature di uno stesso luppolo o  vitigno.

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