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Birra della settimana

Il tortino carote e limone strizza l’occhio alla birra

28 Dicembre 2025
Tortino salato di carote al limone Tortino salato di carote al limone

Un antipasto leggero e gustoso e la sua vocazione per la… pinta

Facile nella preparazione, sostanzioso sotto il profilo dei parametri nutrizionali, decisamente duttile da abbinare. È il tortino di carote al limone: una ricetta accessibile anche in un approccio di cucina non professionale, che ci siamo divertiti ad accompagnare con tipologie birrarie di norma non così malleabili…

Ricetta veloce: quattro mosse e si va in scena

Pronto in neanche un’ora, il nostro piatto si candida – per il suo profilo sensoriale morbido ed elegante – al ruolo di antipasto per un pranzo veloce o, meglio ancora, una cena. E per servirlo in tavola, non c’è che seguire quattro mosse semplici semplici.

Punto uno: pelare le carote, tagliarle longitudinalmente a metà, farle bollire in acqua fino ad ammorbidirle per bene, quindi scolarle.

Punto due: passarle al frullatore insieme a un vasetto di ricotta, farne una crema, scaldarla a fuoco basso, aggiungere una noce di burro e poi mescolare uniformemente.

Punto tre: unire al tutto anche farina, uova, buccia di limone grattugiata e un pizzico di sale, amalgamando in modo completo.

Punto quattro: versare il composto in uno stampo le cui superfici interne siano state lubrificate con altro burro e spolverate con pangrattato, sistemare in forno preriscaldato a 180 °C, pazientare giusto una mezz’ora e infine servire in tavola.

Colorato e gustoso

Esplorando il tortino, alla vista spicca un caldo color arancio; al naso palpitano note tostate e lattee, oltre a quelle, ovviamente dominanti, dell’ortaggio e dell’agrume che recitano da protagonisti. Al palato, le strutture materiali del boccone mettono in evidenza una discreta carrozzeria sia amidacea sia lipidica, mentre l’impalcatura gustativa rivela un fondo di tendenziale dolcezza, tale – nella sua rinuncia a rilevanti variegature sapide, acide o piccanti – da aprire le porte, in abbinamento, anche a stili birrari contrassegnati da una nervatura amaricante ben pronunciata. Unico requisito essenziale imposto al bicchiere è, ovviamente, una proporzionata capacità di gestire la massa grassa e carboidratica apportata da burro e farina. Insomma, nel gioco delle coppie in tavola, siamo di fronte a un’equazione abbastanza aperta, alla quale abbiamo provato a dare queste tre soluzioni…

Con la Session IPA
Partiamo dai 4,3 gradi della Nerd Choice, iconica Session Ipa di casa Ritual Lab, a Formello, in provincia di Roma. Chiara e leggermente velata, le sue tinte paglierine introducono una bevuta dal corpo leggero ma non emaciato e una carbonazione assai pimpante che si rivela in grado di gestire, a dispetto della contenuta stazza etilica, il filamento lipidico e amidaceo del boccone. Quest’ultimo, poi, con la sua stessa massa grassa e la sua prevalente dolcezza, non entra mai in urto con il crescendo amaricante della sorsata: al contrario, lo asseconda e lo ammansisce, operando una sottrazione di sostanza materiale che risparmia ed esalta in sommo grado le olfattività della birra, in particolare quella ventilazione da agrume a scorza gialla che trova, nel limone del tortino, una corrispondenza assai precisa, sulla base della quale costruire una salda continuità sensoriale tra piatto e bicchiere.

Con la Pacific Pale Ale
Si prosegue con una Pacific Pale Ale, per l’esattezza la Jap targata Birrificio Abruzzese, di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, così battezzata in virtù del massiccio utilizzo, in luppolatura, della varietà nipponica chiamata Sorachi Ace, alla quale fanno da comprimari, nella fattispecie, gli statunitensi Citra e Cascade. In mescita, il colore paglierino attraversato da leggere opalescenze fa da preludio a una sorsata fluente, la cui carbonazione, unita ai 5,5 gradi alcolici, replica, e anzi migliora, nella gestione della materia amidacea e lipidica in dote al flan, i risultati già apprezzati in precedenza con la Nerd Choice. A medesime conclusioni, peraltro, si approda anche sondando le interazioni gustative fra birra e tortino: le densità grasse e dolci del secondo infatti urtano e anzi arginano la dorsale amaricante della prima, in un bel meccanismo di contrasto armonico. Quanto alla trama delle relazioni olfattive tra piatto e bicchiere, la dominante da crema al limone della birra va a nozze con la scorza grattugiata contenuta nel boccone.

Con la Double IPA
In crescendo con le taglie alcoliche, e procedendo nel criterio di abbinamento lungo un binario di coerenza con i primi due giri di giostra, si arriva a chiudere la sessione chiamando in campo le muscolarità della Hattori Hanzo, potente Imperial IPA da 8 gradi firmata, a Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, dal marchio Mukkeller, e basata su una ricetta che, in produzione, arruola quattro varietà di luppoli: Magnum, Columbus, Ekuanot e Citra. Il colore ambrato, innervato da sottili sospensioni, ammicca a un naso lievemente biscottato e profondamente agrumato, le cui note da cracker e arancia trovano, con il limone e le tostature del tortino, una rete di collimazioni affine, nell’impianto e negli esiti, a quelle già viste in opera con le prime due bevute. Simile, tra piatto e pinta, anche l’impatto gustativo, con la seconda che sfoga le sue irruenze amaricanti trovando, di fronte a sé, l’effetto ammortizzante delle robuste componenti grasse e amidacee del flan. Le quali componenti, infine, risultano ancor più facilmente fluidificate e smaltibili proprio grazie alla spinta etilica della sorsata, sostenuta oltretutto da una bollicina decisamente arzilla.

Birrificio Ritual Lab
Via del Praticello Alto 5/7
Formello (Roma)
Tel. 351 5525554
www.ritual-lab.it

Birrificio Abruzzese
Via Piana Santa Lucia 35
Castel di Sangro (L’Aquila)
Tel. 335 5767054
www.birrificioabruzzese.it

Birrificio Mukkeller
Via del Lavoro 1/3
Porto Sant’Elpidio (Fermo)
Tel. 347 4836146
www.mukkeller.it