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L'azienda

Dalla Germania alle zone di Chiaramonte: “Ora recupero l’Albanello”

22 Maggio 2023
Nikolas Resin con la moglie Waiata Nikolas Resin con la moglie Waiata

Creare diversità attraverso un’agricoltura rigenerativa è fra gli obiettivi della neo nata azienda agricola Kalma a Chiaramonte Gulfi guidata dall’enologo tedesco Nikolas Resin: “Ho studiato enologia e viticoltura in Germania e in Italia a Udine. Con mia moglie Waiata, sommelier, per una serie di vicissitudini ho viaggiato in Francia, in Spagna, e in Nuova Zelanda, ho lavorato nel Roussillon al Domaine Matassa, per me molto formativo. Durante gli studi in Italia già conobbi Giusto Occhipinti di Cos, con lui nel 2015 ho fatto la mia prima vendemmia a Vittoria. Questo territorio è incredibile, nonostante si trovi al Sud dell’Europa qui i vini hanno un grado alcolico basso che li rendono molto eleganti”. Affascinato dal terroir delle colline del ragusano, fra Vittoria e Chiaramonte Gulfi, Nikolas vanta una collaborazione anche con Arianna Occhipinti, la quale con lo zio Giusto rappresenta per lui un punto di riferimento umano e professionale: “Sono per me due vigneron importanti, loro per me fanno naturale sul serio”.

La “naturalità” in quei produttori che sono anche enologi si declina in termini tecnici, operazioni in vigna mosse da basi scientifiche e molta conoscenza, come chiarisce lui stesso: “È vero, naturale forse non è proprio un termine corretto. Quello che intendo è che vorrei eliminare l’uso della filtrazione ed evitare l’utilizzo della solforosa, seppur rischioso. Naturale vuol dire tanto e niente, per me, in sintesi, significa lavorare con poco intervento”. Poco intervento in vigna è per l’enologo tedesco un aspetto importante tanto quanto la volontà di creare diversità attraverso un’agricoltura rigenerativa. Questo si declina nelle sue parole in “un lavoro in sinergia con la natura” e prosegue: “Fra le scelte che mi hanno orientato a comprare questa vigna nel 2022 è che qui si ha la possibilità di trattare veramente poco, dove per trattare intendo zolfo e rame. Aspetto che non ho riscontrato in altri paesi. Lavoro seguendo un’agricoltura rigenerativa, non è un concetto nuovo ma se ne sente parlare ancora poco. Vuol dire creare resistenza e biodiversità, puntando sulla vita microbiologica del suolo e sul miglioramento della sua struttura. La vita del suolo è fondamentale perché questa permette alle piante di comunicare con questa natura. Nei tre ettari e mezzo di vigneto sono già presenti arance e olivi. In progetto quello di ampliare questa diversità piantando altre colture, ortaggi e altri alberi da frutta”.

La produzione di Kalma vanta al momento una referenza “Lifasi” vendemmia 2022, solo 3.500 bottiglie prodotte. Un Nero d’Avola e Frappato con un piccolissimo saldo di uva a bacca bianca, asciutto e dal tenore alcolico moderato che lo rende di beva scorrevole e dal tannino elegante. In cantiere un Nero d’Avola Pet Nat degorgiato dallo stile molto interessante che abbiamo avuto il piacere di degustare in anteprima in occasione della fiera “Teruar” a Scicli. Su quest’ultimo Nikolas aggiunge “Questo ancestrale è stato giusto una prova per capire. Questa è una tipologia di vino particolare, devi stare attento nella fase della prima fermentazione. Appena restano 20gr circa di zucchero residuo nel mosto si dovrebbe subito mettere in bottiglia e capire quando parte la fermentazione spontanea, il che non è prevedibile. È uno stile Pét Nat degorgiato, tolgo la feccia per renderlo più pulito. Uno dei punti che mi sta molto a cuore è che non vorrei usare lieviti, per tutti i rifermentati di solito si utilizza lievito e zucchero che vorrei evitare. Per questa prova abbiamo lasciato l’uva un po’ più matura, vorrei seguire una fermentazione spontanea, ci vuole moltissima attenzione e cura perché non sai mai quando potrebbe essere il momento esatto”.

Fra i progetti futuri il recupero dell’Albanello, un vitigno quasi scomparso di cui si hanno pochissime tracce fra Siracusa, Ragusa e Catania, per realizzare un vino dallo stile ossidativo: “Mi farebbe piacere anche fare solo bianco, un vino ossidativo fatto con mosto cotto o recuperare la tradizione dell’ambrato di Comiso. Si sa molto poco su questo vitigno aromaticamente non molto espressivo ma dalla bella acidità. Lo stile Marsala o Pre British è quello che mi piace, così come in Sicilia i vini di Pierpaolo Messina “Marabino” fermo restando che il vino che rappresenta di più la Sicilia per me è il Nero d’Avola”, commenta Nikolas. Una piccola realtà quella di Kalma che, proiettata a rimanere tale in asse con la sua produzione limitata, si rivolge a un pubblico di nicchia attento alle novità e a quei ristoratori desiderosi di offrile le novità. Infine lancia un messaggio per rilanciare il territorio ragusano che, ricordiamo, è fra le zone dell’unica Docg siciliana il Cerasuolo di Vittoria, pressoché sparita dai mercati internazionali a favore di altre tendenze: «Per rilanciare il territorio ci vorrebbero persone nuove, giovani con i quali confrontarsi. Se si guarda all’Etna, la quantità di nuovi produttori è maggiore rispetto ad altre zone. È un contesto più ampio anche in ottica di relazioni”.

Azienda Agricola Kalma di Resin Nikolas Anatol
Contrada Gerardo, 69 – Chiaramonte Gulfi (RG)
Instagram @kalma_wines
T. 333 9019666