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La pizza più buona di New York è italiana: la scommessa “vinta” del Ribalta

03 Maggio 2016
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Fare la pizza più buona d'Italia e trovarsi a New York.

Può sembrare un paradosso o un eccesso di marketing. Sicuramente un'aspirazione di Rosario Procino e Pasquale Cozzolino che, nella Grande Mela da quasi tre anni, hanno dato vita ad una realtà che sta conquistando giorno dopo giorno gli americani, ma soprattutto gli italiani che vivono o gravitano a Manhattan per lavoro o vacanza. Lo stesso premier Matteo Renzi, nel corso di una delle sue visite a New York, è rimasto impressionato dalla qualità e dal gusto della pizza dei due imprenditori napoletani:”E’ stata una bella soddisfazione – afferma Rosario Procino – dopo aver gustato una nostra pizza ciliegino in alberto, Renzi ci ha convocato in hotel il giorno dopo per conoscerci e congratularsi con noi”.


(Pasquale Cozzolino)

Il premier italiano è solo uno dei tanti Vip italiani che hanno fatto e fanno tappa a Ribalta per assaporare la pizza che ha ricevuto anche l’approvazione di diverse testate americane prestigiose come Time Out e Good Morning America che l’hanno giudicata in questi anni come la migliore pizza di New York City. Una pizza preparata seguendo la vera ricetta napoletana, con una lievitazione naturale di 36 ore. “Cinque anni fa – aggiunge Pasquale Cozzolino, Executive Chef del ristorante – vivevo ancora in Italia e non avrei mai immaginato tutto questo. Trasferirsi a New York e diventare un punto di riferimento della cucina italiana all’estero è un orgoglio incredibile. Un piccolo successo, ma una grande soddisfazione. Il nostro punto di forza credo sia quello di non aver stravolto la nostra tradizione, quella napoletana e del sud Italia. I miei piatti sono semplici, autentici”. Come la pasta al pomodoro inserita dal Ny Magazine nel suo Best 2015 come la più fedele all’originale.

“Quando tre anni fa abbiamo deciso di iniziare questa avventura – aggiunge Procino – non volevamo soltanto avere un ristorante, ma un posto dove la gente, e gli italiani in particolare, si potessero sentire a casa. Un posto dove trovare buon cibo, ma anche riunirsi con gli amici per una chiacchierata o un bicchiere di vino”. Ecco perché adesso Ribalta è considerata anche una sorta di ambasciata italiana non ufficiale a New York.
“Noi ci abbiamo messo del nostro – continua Cozzolino – creando atmosfere italiane. Un luogo che non sa soltanto un semplice ristorante, ma anche un posto dove poter guardare una partita di calcio (Ribalta è sede di diversi fan club di squadre italiane) o partecipare a una presentazione di un libro tra una pizza e un buon bicchiere di vino. Il nostro obiettivo – conclude Cozzolino – è quello di non dare ai nostri clienti, soprattutto americani, semplicemente del cibo, ma educarli sulla storia della gastronomia e delle pietanze italiane. L’atmosfera rilassante e familiare, inoltre, non fa altro che far sentire a casa gli italiani e far sognare gli americani di essere in Italia”.

“E noi  – scherza Procino – sogniamo invece di essere la migliore pizza di Italia, anche se viviamo a sette mila chilometri di distanza”.

C.d.G.