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L'azienda

Oipà, il nuovo vino della cantina calabrese Giraldi & Giraldi punta tutto sul Magliocco

06 Marzo 2026
Oipà, il nuovo vino della cantina Giraldi & Giraldi Oipà, il nuovo vino della cantina Giraldi & Giraldi

Il valore del tempo nella cultura della vigna e del vino è essenziale. E’ lo spazio determinante nel quale affinare bottiglie, ma anche idee e visioni che prendono corpo nella traccia di attesa che solo un viticoltore matura nel rispetto del territorio e del suo lavoro. Un ritmo lento che merita dedizione, cura, capacità di resilienza. Spazio utile per trovare il giusto equilibrio tra il desiderio e la consapevolezza. Lo sanno bene Pierfrancesco e Alessandro Giraldi, fratelli e titolari della cantina Giraldi & Giraldi, che per la loro nuova produzione in bottiglia hanno lavorato silenziosamente per oltre dieci anni prima di vederla debuttare sul mercato. Si chiama Oipà l’ultima fatica enologica dell’azienda vitivinicola nata nel 2003 tra le colline che abbracciano il territorio attorno a Rende, in provincia di Cosenza. Un paesaggio armonico e ricco di vigne, piccoli torrenti e un ritmo naturale che offre lo spazio utile per un modello agricolo che sa ancora di artigianalità e recupero delle tradizioni, famiglia e dimensione sociale dell’esperienza produttiva.

La nuova etichetta da uve Magliocco accuratamente selezionate e coltivate in un vigneto di oltre vent’anni, è un omaggio intimo al padre dei due produttori, Francesco, e trasformato in uno speciale regalo per il loro «socio finanziatore a fondo perduto» – come simpaticamente affermano i due viticoltori cosentini – proprio nel giorno del suo compleanno (il 16 febbraio) in una serata evento celebrata presso l’enoteca regionale della Provincia di Cosenza davanti ad un pubblico di amici, operatori, giornalisti e istituzioni del territorio. Il nome scelto per il vino “Oipà” è il tenero appellativo calabrese con cui i figli chiamano il padre. «Un vino che nasce per onorare l’eredità familiare e celebrare i valori fondanti della nostra cantina, un legame tra generazioni che si trasforma in un tributo d’amore e rispetto» è scritto nella etichetta che porta con sé altri simboli che richiamano il valore dell’unità familiare attorno all’esperienza viticola dei due gemelli.

Un vino, prodotto solo in tremila bottiglie l’anno, che riposa per 24 mesi in barrique di rovere francesce, fa un assemblaggio in acciaio prima di completare il suo percorso con un anno di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. Un rosso annata 2021 che nel calice si lascia apprezzare per il bouquet complesso dove i frutti rossi maturi si accompagnano a note speziate che regalano eleganza e struttura a un assaggio che restituisce anche note balsamiche e grande carattere.

Fratelli con una tensione ed una attenzione per la viticoltura come elemento strategico per il racconto del territorio, nata già prima di avere una vigna da accudire. Ancora giovanissimi, ma con le idee chiare, vent’anni fa partecipavano con taccuino alla mano agli educational del nascente consorzio Terre di Cosenza. Su quei fogli carichi di appunti hanno saputo scrivere la loro visione di custodi della terra e la traccia di una scelta produttiva che ha saputo addomesticare i tratti nervosi e robusti del Magliocco rendendolo, nelle loro bottiglie, un vino riconoscibile per territorialità e fedeltà del vigneto.

La Cantina Giraldi & Giraldi in questi anni ha saputo essere dinamica e coerente nella voglia di esprimere in calici di qualità l’amore per l’areale produttivo. Accanto al nuovo nato, che allarga la famiglia delle produzioni, trovano spazio il bianco Arintha (da Greco Bianco al 90% e Chardonnay 10%), il rosato Donna Giuliana (Magliocco 60% e Greco Nero 40%) – omaggio alla madre – e i due rossi Monaci (Magliocco 100%) e Don Onofrio (Magliocco 80% e Cabernet Sauvignon 20%) nome originato dalla contrada dove nasce l’azienda.

A salutare il debutto di Oipà un parterre di ospiti variegato coordinati dalla giornalista Rachele Grandinetti: il presidente del consorzio Terre di Cosenza Demetrio Stancati, il direttore generale dell’Arsac Fulvia Caligiuri, il presidente dell’enoteca regionale di Calabria Gennaro Convertini, il presidente dell’Accademia del Magliocco Maurizio Rodighiero, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, e il presidente della Provincia di Cosenza Giancarlo Lamensa. Tutti testimoni a vario titolo di un progetto che coniuga viticoltura, sinergia familiare, coraggio di credere nelle radici territoriali, unendole ad una visione imprenditoriale di grande respiro che con modernità resta legata ad una tradizione artigianale che ricerca evoluzione e qualità.