Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
L'evento

Expo, i Cluster a regime da martedì

04 Maggio 2015
corea corea

(Il padiglione della Corea)

da Milano, Michele Pizzillo

I Cluster dovrebbero andare a regime a partire da martedì 5, data di inaugurazione di quello dedicato al riso. 

Che sarà, poi, la prima delle nove celebrazioni ufficiali dei villaggi espositivi che Expo Milano 2015 ha realizzato per ospitare i Paesi che non avrebbero potuto partecipare all’esposizione universale con un proprio padiglione, selezionandoli in base alle loro caratteristiche della filiera alimentare. Gli spazi espositivi dei Cluster sono 65 e ospitano complessivamente 84 Paesi. Sino a domenica tre maggio erano aperti solo 48 spazi, tre quarti del totale, dicono gli organizzatori di Expo 2015. Le cause che alcuni Paesi non riescano ancora ad aprire il proprio spazio, secondo gli organizzatori dell’esposizione universale, sono dovute principalmente al mancato arrivo degli arredi espositivi dai luoghi di origine. Vanno considerate, in questo contesto, le difficoltà logistiche di questi Paesi per organizzare la propria presenza a Expo Milano 2015, nonostante la loro grande voglia di partecipazione.


(L'albero della Vita)

Questo il comunicato diramato da Expo 2015 probabilmente dopo le proteste di alcuni paesi che hanno trovato posti nei Cluster – che insieme alla Cascina Triulza che ospita le organizzazioni del volontariato è un po’ il vanto dell’esposizione milanese – che per tre giorni hanno visto pochi visitatori rispetto alle code registrati già dall’apertura del sito ai cancelli di molti padiglioni come, per esempio il Giappone, la Colombia, la Corea, il Messico, la Cina. Padiglioni che si affacciano sul Decumano, l’asse centrale del sito espositivo che brulicava di una folla variopinta ma, secondo noi, con prevalenza di interi nuclei familiari disposti anche a fare lunghe code per attraversare una sorta di mondo in miniatura visitando i padiglioni di paesi spesso dai nomi impronunciabili o esotici.


(Cascina Triulza)

Il Decumano, un concentrato di architettura spettacolare che lascia a bocca aperta per la meravigliosa inventiva degli architetti che l’hanno ideata: una bellissima alternanza di stili ma anche di arte antica con la potenza delle tecnologie più avanzate. Bellissimi, per esempio, le gole desertiche degli Emirati Arabi, il “Vaso Luna” della Corea, l’alveare britannico, le suggestioni del bosco austriaco, le costruzioni in canne di bambù del Vietnam, l’architettura cinese, l’orto brasiliano, l’Albero della Vita. Ma anche la bellezza di alcuni dei Cluster più fortunati, quelli che si affacciano sul Decumano: dal cacao-cioccolato alle spezie, dai cereali-tuberi al caffè. “Fortuna” che ha toccato per esempio Eataly che occupa uno spazio strategico, proprio al centro del Decumano; stessa “fortuna” per Identità Golose, quando si sa che per mangiare la gente è disponibile a sottoporsi a qualche trasferta in più.


(Il padiglione della Cina)

A tutto questo, purtroppo, fa da sfondo una sorta di emarginazione per tre Cluster come il Bio-Mediterraneo di cui ne abbiamo parlato diffusamente, affiancato da quello delle Isole-mare-cibo e lo spazio delle Zone aride: chi arriva qui, forse casualmente perché si perde o ha voglia di allontanarsi dal mucchio, si trova proprio in una zona arida.
Ciò non toglie che Expo merita di essere visitata.