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L'iniziativa

L’Alto Adige punta sull’enoturismo: 29 alberghi fanno rete. Degustazioni e tour

07 Giugno 2016
AltoAdige_BassaAtesina AltoAdige_BassaAtesina

Grazie a 300 giorni di sole all'anno e a panorami mozzafiato l'Alto Adige è una delle mete di villeggiatura più amate d'Europa, mentre la ricchezza di vitigni e terroir, concentrata su una superficie di appena 5.400 ettari, lo rende uno dei territori più interessanti per gli appassionati di vino. 

Non è un caso che il magazine inglese Wine Enthusiast abbia scelto la regione come una delle migliori dieci “wine destinations” del 2016 celebrandone la qualità dell'offerta vinicola, gli spettacolari paesaggi, l'ospitalità turistica e la cucina.
 
Oggi c'è un'opportunità in più per i visitatori che vogliono godere della bellezza e delle eccellenze dell'Alto Adige: Vinum Hotels, un circuito di 29 alberghi che promettono soggiorni interamente dedicati all'enologia, con degustazioni, visite alle cantine e alle vigne e workshop a tema. Gli alloggi sono distribuiti nelle sette zone di coltivazione della regione: una varietà di altitudini, terreni e microclimi che sta alla base della ampia e variegata offerta vinicola.
 
Partendo da Sud si raggiunge la Bassa Atesina, la zona con le temperature più calde durante il giorno, ideali per grandi vitigni internazionali come il Cabernet Sauvignon. L'altitudine varia dai 200 ai 1000 m sul livello del mare, dando spazio a eccellenze locali come i Müller Thurgau del comune di Magré e i rinomati Pinot Nero di Mazzon e Montagna. In quest'area sorge anche Termeno, patria del Gewürtztraminer.

 

Salendo a Ovest si entra nell'Oltradige, attraverso dolci declivi ricoperti di vigne e punteggiati da manieri e palazzi signorili. Il cuore della produzione enoica di quest'area è il Lago di Caldaro e i comuni di Caldaro e Appiano. Qui, accanto alla Schiava, vitigno rosso autoctono, dominano grandi bianchi come Pinot bianco, Chardonnay, Sauvignon e Gewürztraminer.
Nella conca di Bolzano, in un morbido panorama collinare, maturano altri due grandi autoctoni: il Santa Maddalena “classico”, versione più nobile e più corposa della Schiava, e il Lagrein. A Ovest del capoluogo troviamo la Val D'Adige, dominata dai meleti nel fondovalle e costellata di vigneti sui pendii. Qui nascono bianchi dalla tipica mineralità: il più caratteristico è il Terlaner, ottenuto da Pinot bianco, Pinot grigio e Chardonnay.
 
Per gli amanti dei rossi tappa immancabile è Merano, dove si può trovare la tipica Schiava della zona, accanto a Merlot e Pinot Nero. Se siete in cerca di un po' di relax tra un bicchiere e l'altro, la città ospita anche uno dei centri termali più grandi d'Italia. Dalla parte opposta abbiamo la Valle Isarco. Tra suggestivi paesaggi alpini di famose località come Bressanone, Chiusa e Novacella, questa area dà vita a bianchi freschissimi, da vitigni Muller Thurgau, Sylvaner, Kerner e Riesling.
All'estremo Ovest troviamo invece la Val Venosta: poche precipitazioni e terreni sabbiosi per vini raffinati ed eleganti come Pinot bianco, Pinot nero, Riesling e Schiava.

C.d.G.