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L'iniziativa

Le “spighe verdi” ai comuni rurali italiani più virtuosi: la nuova iniziativa di Confagricoltura

05 Ottobre 2015
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(Claudio mazza, Luigi Mastrobuono, Sandra Scarpellini, Adamo Coppola, Andrea Rinelli)

da Milano, Michele Pizzillo

L’Italia non è fatta solo di comuni che si affacciano sul mare o di soli fascinosi borghi antichi. Ci sono anche migliaia di centri abitati rurali, con specificità tali che possono attirare un altro tipo di turismo, quello di appassionati della vita all’aperto. 

E, quindi, si sono chiesti in Confagricoltura, perché non pensare ad un riconoscimento per i comuni più virtuosi, “quelli che meglio presidiano l’ambiente” dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi. Magari adottando la stessa metodologia che porta al conferimento della “Bandiera Blu” per invogliare a sviluppare un programma per lo sviluppo sostenibile dell’ambiente rurale. Detto, fatto. Nascono le “Spighe Verdi”, che l’organizzazione professionale degli agricoltori italiani ha presentato a Milano in occasione di Expo, ma in centro città, in un contesto molto prestigioso: la Casa degli Atellani dove è conservata la vigna che coltivava Leonardo da Vinci nei suoi soggiorni milanesi.

Il progetto nasce dalla collaborazione di Fee (Foundation for environmental education con sede in Danimarca) e Confagricoltura, con l’obiettivo di adattare i principi e la metodologia della ben nota certificazione “Bandiera Blu” alla realtà dei comuni rurali della nostra penisola. Perché, dice il direttore generale di Confagricoltura, Luigi Mastrobuono “l’attività agricola è parte fondamentale del processo di sostenibilità dei territori e il ruolo della nostra organizzazione è quello di evidenziare e diffondere tutte quelle buone pratiche di sostenibilità ed innovazione che le aziende già attuano o sperimentano. Ecco perché l’esperienza di Fee nella gestione del programma internazionale “Bandiera Blu” si integrerà con i principi del nostro progetto EcoCloud che è esempio di come le aziende agricole possano attuare pratiche sostenibili che coinvolgano e migliorino tutta l’azienda nei suoi aspetti ambientali, economici e sociali.”
Sulla scia del manifesto EcoCloud a cui aderiscono le aziende che accettano il decalogo di Confagricoltura sulla responsabilità ambientale che racchiude i valori di riferimento delle imprese nel loro cammino per uno sviluppo sostenibile; e dei numerosi benefici che “hanno avuto in questi anni le amministrazioni locali che hanno aderito a “Bandiera Blu” – sottolinea Claudio Mazza, presidente di Fee Italia – in quanto il progetto ha sollecitato e facilitato la loro programmazione ambientale delle politiche del territorio, siamo convinti che anche con “Spighe Verdi” si potranno coinvolgere le amministrazioni dei comuni rurali per promuovere un miglioramento continuo della gestione ambientale al fine di favorire la conservazione del paesaggio, il corretto uso del suolo, la valorizzazione dei centri storici e degli aspetti culturali dei luoghi, per finire con lo sviluppo turistico e l’educazione ambientale”.


(Mario Guidi)

E, per rendere concreti questi concetti, alla presentazione milanese di “Spighe Verdi” Confagricoltura ha fatto intervenire alcuni sindaci di comuni “Bandiera Blu”. Come quello di Castagneto Carducci, Sandra Scarpellini, che se fra la platea c’era qualche scettico, lei è riuscita a fugare qualsiasi dubbio. Un intervento esaltante, appassionante e dettagliato sugli effetti positivi della “Bandiera Blu” quello della Scarpellini che avendo la fortuna di amministrare un territorio che produce alcuni dei più grandi vini italiani, ha mostrato grande interesse per la nuova iniziativa: potrebbe essere un valido testimonial delle “Spighe Verdi”. Non meno appassionato l’intervento di Adamo Coppola, vice sindaco di un comune, Agropoli, con problematiche più complesse di quelli del centro toscano, tant’è che per un certo periodo la “Bandiera Blu” era stata revocato “ma siamo riusciti a riprendercela”. Mentre i sindaci di Montefalco, Donatella Tesi; di Tassarolo, Paolo Castellano e di Marudo, Claudio Bariselli si sono praticamente candidati a sviluppare il nuovo percorso del progetto “Spighe Verdi”.

“Con l’iniziativa “Spighe Verdi” – dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – i comuni potranno sviluppare politiche territoriali in armonia con  chi da sempre presidia il territorio, le aziende agricole, con positive ricadute anche sul turismo, sulla valorizzazione e sulla commercializzazione dei prodotti agricoli e dell’artigianato. La lunga esperienza internazionale di Fee nella gestione di programmi di educazione ambientale, la presenza capillare di Confagricoltura in tutto il Paese, anche attraverso la rete EcoCloud dedicata alla sostenibilità, ed il coinvolgimento delle amministrazioni interessate sono le basi per lo sviluppo del progetto, chegià a partire dal 2016 rilascerà le prime certificazioni”.

Ad illustrare la procedura operativa è stato Andrea Rinelli che, fra l’altro, ha fissato le date del progetto “Spighe Verdi”: entro il mese di novembre la candidatura; a gennaio la consegna della documentazione; a marzo i risultati e l’assegnazione del riconoscimento. E, a buona ragione, si può dire che il 2016 sarà l’anno della valorizzazione anche dei comuni rurali.