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L'iniziativa

Olio alimento o condimento? Gli esperti si dividono. “Ma sia venduto a prezzi equi”

19 Novembre 2015
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di Manuela Zanni

L'olio d'oliva è un condimento o un alimento? Questo interrogativo sembra essere stato il filo conduttore della maggior parte degli interventi che si sono succeduti in occasione del Convegno “Olio extravergine di oliva: salute e ricchezza”, che si è tenuto presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo. 

La risposta non è apparsa sempre scontata, ma è dipesa l'importanza attribuita all'unisono alla qualità della materia prima utilizzata.
A chiederselo sono stati alcuni dei nomi più importanti del settore oleario tra cui il presidente dell'Ars Giuseppe Lupo, il neo assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici, l'eurodeputato Michela Giuffrida (componente della commissione Agricoltura a Bruxelles), Benedetto Belnome commissario Irvo, Lucio Monte direttore Irvo, Giacomo Gagliano direttore Icqrf Sicilia, Alessandro Chiarelli presidente Coldiretti Sicila, Manfredi Barbera presidente Cofiol, Maurizio Lunetta presidente comitato promotore Oevo Igp Sicilia, solo per citarne alcuni.


(Antonello Cracolici)

“Un litro di olio siciliano all'estero si aggira intorno ai 40 euro mentre noi lo vendiamo a 4 euro – spiega il vice presidente Ars Lupo – quindi i guadagni potrebbero aumentare in maniera esponenziale, ma per farlo le aziende dovrebbero essere in grado di supportare e sopportare questa richiesta proprio come fanno le grandi cantine rispetto ai piccoli produttori di olio”.
Per incentivare l'innalzamento della qualità di olio Stefania Leggio e Antonio Celauro hanno esposto il concorso internazionale sull'olio che si terrà a maggio presso l'Hotel La Zagarella di Palermo che prevede pacchetti turistici ad hoc, un premio di fornitura di olio. L'intento del concorso è il recupero di un gap, finora esistito, per valorizzare l'olio di qualità proveniente da ogni parte del mondo.


(Manfredi Barbera)

Ma il concorso non è stata l'unica iniziativa presentata poichè il professore Paolo Inglese della facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Palermo ha parlato della prossima apertura di  un corso di laurea  in Scienza e Cultura del settore agroalimentare, le cui lezioni si svolgeranno per la maggior parte “sul campo” in modo da ampliare la scelta dell'offerta formativa nel tentativo di fermare la fuga di cervelli che ormai rappresenta una caratteristica costante degli adolescenti siciliani.


(Lucio Monte, Luigi Caricato e Antonello Cracolici)

E se è vero, come sostiene Pino Gullo della Lega Coop Sicilia che “l’olio è la bandiera di questa terra e che noi dobbiamo abbattere i costi di produzione perché altrimenti resta confinato ai ristoranti stellati” lo è altrettanto che “l'olio è ricchezza e la sua produzione va inquadrata in quest' ottica, poichè, trattandosi di  un alimento e non di un semplice condimento merita un posto d'onore nel panorama della produzione italiana” come spiega Francesco Calandra dell' Ente di Sviluppo Agricolo.


(Lucio Monte)

Secondo Manfredi Barbera, rappresentante di Cofiol oltre che proprietario dei Premiati Oleifici Barbera,”l'olio, oltre ad essere un condimento ed un alimento è anche e soprattutto, un nutrimento poichè è a tutti gli effetti un succo di frutta. Questa riflessione è fondamentale per riportare l 'attenzione sulla nobiltà dell'olio che deriva dalla sua provenienza dalla terra. Il prezzo dell’olio, pertanto, non può essere troppo basso altrimenti chi lo produce non può continuare a farlo. Quindi deve intervenire la politica che con coraggio faccia scelte contro corrente, poichè è la benzina che fa camminare la macchina. La mia ricetta? Parte dall'ABC: Aggregazione, Business e Cultura”.


(Luigi Caricato)

Secondo Maurizio Lunetta l'olio non è una questione politica, ma, a tutti gli effetti, lo è diventata. A dare forza a questo argomento l'onorevole Michela Giuffrida, membro della commissione agricoltura presso il Parlamento Europeo secondo cui “la politica è lieta di essere tirata in ballo poichè ha un ruolo fondamentale nel ribaltare completamente il meccanismo finora innescato. La Sicilia, è molto competitiva ma manca l’innovazione. Bisogna stabilire delle scelte strategiche comuni altrimenti non saremo credibili. Se passa l'Igp Sicilia si apriranno nuovi scenari per noi siciliani e noi dobbiamo essere all'altezza di affrontarli”.
Anche il neo Assessore all'agricoltura Cracolici, insediato da 15 giorni ha comunicato il pieno sostegno da parte della Regione al marchio di identità che caratterizzi la Sicilia.

Possiamo riassumere la giornata di lavori con l'intervento del professor Caruso dell'Università degli Studi di Palermo secondo il quale se riusciremo a trovare la chiave per innovare alcuni sistemi obsoleti, assicurando ricambio e rinnovamento al settore oleifero, riusciremo, grazie alla indiscutibile qualità delle piante esistenti nel nostro territorio a raggiungere quelle caratteristiche di eccellenza che ci renderanno all'altezza della tradizione da cui proveniamo”.