Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
L'iniziativa

“Social Farming 2.0”, arriva il progetto per la valorizzazione degli agrumi siciliani

31 Gennaio 2018
WhatsApp_Image_2018-01-31_at_12_09_29 WhatsApp_Image_2018-01-31_at_12_09_29


(Federica Argentati, Martino Ragusa, Cristina Broch e Giuseppe Rallo)

di Federica Genovese, Catania

E' stato presentato ieri, nell’Aula Magna della Città della Scienza di Catania il progetto “Social Farming 2.0. Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana”.

L'iniziativa è del Distetto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces, con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation. L’obiettivo è quello di promuovere e favorire l’inserimento sociale nella filiera agrumicola siciliana. A moderare la conferenza stampa Martino Ragusa, scrittore, gastronomo e giornalista. Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia ribadisce la missione del distretto: valorizzare la biodiversità agrumicola siciliana (Arancia di Ribera Dop, Arancia Rossa di Sicilia Igp, Limone di Siracusa Igp, Limone Interdonato Igp, Limone dell’Etna, Mandarino Tardivo di Ciaculli), “visto che – dice la Argentati – la Sicilia è la regione d’Italia con maggiore superficie”. La seconda, e più articolata edizione del progetto di formazione, è rivolta a chi è meno avvantaggiato nell’accesso al mercato del lavoro (giovani, donne, disoccupati, migranti) e, al contempo, ad imprenditori agricoli, tecnici, gestori di Opere pubbliche. Si punta ad una necessaria operazione di sistema, strategia condivisa tra enti ed imprese che ne sottoscrivono il patto, per cui il distretto si avvale già di partner di valore quali i Gal, l’Associazione “Gusto di Campagna” con cui collabora in progetti sulla multifunzionalità ed il turismo relazionale integrato; l’Ordine degli Agronomi e Forestali della Sicilia, il mondo della ricerca scientifica e delle organizzazioni di categoria (Cia, Confagricoltura e Coonfcooperative Sicilia).

Nove seminari e cinque corsi distribuiti tra le provincie di Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento, Messina, serviranno ad avvicinare a questo settore coloro i quali ne percepiscono un interesse. Non solo formazione e informazione, il progetto vede anche il potenziamento della piattaforma “Agrorà” che vuole essere al servizio dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e viene inoltre lanciato l’ “Agrorà Innovation”, novità di quest’anno è la call for ideas, per individuare idee e progetti che favoriscano innovazione di prodotto, di processo e di commercializzazione nell’ambito della filiera agrumicola. Le migliori idee saranno premiate, previa valutazione di un’apposita commissione, ed accompagnate concretamente nella fase di sviluppo. “Il settore ha bisogno di innovazione per offrire nuove opportunità e sviluppare un’idea di impresa sociale”, sostiene Federica Argentati.

Giuseppe Rallo, direttore dell’Alta Scuola Arces, interviene per la parte del collegio universitario di merito. Arces si occupa dell’organizzazione delle attività formative. Si scende dunque nel dettaglio nell’esposizione delle varie tematiche affrontate da corsi e seminari, che spaziano dalle “Tecniche di coltivazione degli agrumi” (corso che si svolgerà a Messina) all “E-commerce per l’ortofrutta di qualità” (seminario, Catania). I corsi, gratuiti, impegneranno gli allievi in 80 ore di formazione suddivise tra 40 d’aula e 40 in azienda. I seminari saranno aperti al pubblico mentre per il corsi vi sono 15 posti disponibili, più 50 via webinar (e con lo stesso mezzo sarà possibile seguire anche i seminari). Ai partecipanti saranno riconosciuti crediti dall’Ordine degli Agronomi. Tra i requisiti richiesti: residenza in Sicilia e disoccupazione. Tutte le info e l’accesso ai corsi su agrora.distrettoagrumidisicilia.it .

Cristina Broch al tavolo della conferenza rappresenta Coca Cola Foundation, a sostegno del progetto. Viene in questa sede esplicitato cosa si intende per “finanziamento non condizionato”: finanziare progetti ritenuti validi per il territorio senza intervenire nelle decisioni dei soggetti autori. Coca-Cola Foundation fa questo perchè ritiene importante che si produca nelle zone a più alto fatturato.  “La Fanta, per cui abbiamo 5 stabilimenti in Italia, impiega materie prime e forza lavoro locali, quindi c’è molto più italiano di quello che tutti pensano, Fanta è nata in Italia nel 1955 ed è fatta con 100% arance italiane, da sempre. Ed è così per altre nazioni come ad esempio Grecia e Spagna – dice la Broch – Siamo un business locale su scala globale, abbiamo dunque interesse che nelle località in cui operiamo ci sia benessere, quindi reinvestiamo tramite la Fondazione”.  Coca Cola Foundation sosiete il Distretto Agrumi di Sicilia già dal 2013.

Conclude la Argentati sostenendo che corsi e seminari non riusciranno ad infondere ogni conoscenza in merito al settore, o consegnare tutte le tecniche di un mestiere, ma possono rappresentare un’occasione, per chi non si è ha mai occupato di agricoltura o di agrumicoltura, per approfondire l’argomento, entrare in contatto con le imprese e, ottimisticamente, decidere di intraprendere quel percorso.