Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Numero 186 del 07/10/2010

ITINERARI GOLOSI La cotoletta che vale il viaggio

07 Ottobre 2010
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ITINERARI GOLOSI

Da Figlmüller per  mangiare una delle più buone wiener schnitzel, ovvero la tipica cotoletta di vitello viennese. Tra storia e curiosità

La cotoletta
che vale il viaggio

Ha un diametro di circa 34 centimetri. E’ croccante, sottile e asciutta. E’ lo speciale wiener schnitzel, ovvero la tipica cotoletta di vitello viennese, che si mangia da Figlmüller.

Una visita alla capitale austriaca merita una sosta in questo storico locale, un beisl (una sorta di trattoria tipica) a pochi passi dalla cattedrale di Santo Stefano, nel pieno centro di Vienna, la cui tradizione risale al 1905.
Nel menu di Figlmüller, in Wollzeile al n.5, ci sono circa dodici piatti diversi, ma potrebbe essercene soltanto uno: è la mitica schnitzel, infatti, la regina delle ordinazioni. È lei che troneggia nella quasi totalità dei tavoli, impanata e accompagnata da bratkartoffeln, patate arrosto, o kartoffelsalat.
Figlmüller ha la fama di preparare la cotoletta più grande della città e, in effetti, non delude. Non entra in un piatto piano di normali dimensioni, ha la grandezza come di una pizza e un costo di 11,50 euro con contorno.
Dal 1905, Figlmüller viene gestito in maniera familiare, si è mantenuta la qualità dei piatti e l’atmosfera accogliente. Oggi siamo alla quarta generazione e all’apertura di tre sedi (nella Wollzeile 5, nella Bäckerstraße 6, e da Figls nella GrinzingerStraße 55, www.figlmueller.at).  
Il segreto della bontà della cotoletta della casa comincia dal taglio di carne: se ne usa uno pregiato  chiamato la”rosa”, con pochi nervi rispetto al normale, evitando quindi che si gonfi durante la frittura. E per assicurare che ogni schnitzel sia sottile e croccante, la carne viene sbattuta prima di essere fritta, con grande perizia e cura, finché non raggiunge un diametro di circa 34 centimetri.


Calogero Morreale affronta la wiener schnitzel

Un altro accorgimento che rende queste mitiche cotolette anche facilmente digeribili è l’utilizzo di olio pulito. In padella non ne friggono contemporaneamente più di quattro e subito dopo l’olio viene cambiato. E per tenere sotto controllo la temperatura di frittura che rende ogni cotoletta deliziosamente tenera e croccante, si utilizzano tre pentole differenti: il primo passo è un tuffo nell’olio molto caldo per chiudere i pori rapidamente e poi la frittura si “rifinisce” in due pentole aggiuntive. Se non bastasse, tra i pregi di questa delizia c’è anche l’assenza di unto. Dalla “casa” dicono infatti che se vi doveste sedere sopra una  Figlmüller’s, il vostro pantalone non dovrebbe macchiarsi d’olio. Provare per credere?
Fate attenzione che nei periodi di alta stagione è facile che si formino lunghe file per entrare. Meglio quindi evitare gli “orari di punta”. A questo punto sapete tutto, non vi resta che.. assaggiarla!

Calogero Morreale