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Scenari

Boatos sul consorzio Brunello di Montalcino Cencioni e Machetti in corsa per la presidenza

22 Aprile 2016
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(Patrizio Cencioni e Andrea Machetti)

Si voterà tra poco più di un mese. Il 31 maggio. E già ci si guarda intorno per far convergere su qualche nome i voti dei circa 250 produttori di Brunello. 

A Montalcino è tempo di elezioni. Tra un mese, per l'appunto, si rinnova il cda di uno dei consorzi di tutela più importanti del vino italiano. Si conclude il mandato di Fabrizio Bindocci durato quattro anni e si dovrà dare un nuovo assetto alla compagine. Tra le indiscrezioni due nomi filtrano tra i possibili successori di Bindocci: quello di Patrizio Cencioni, vignaiolo di Podere Capanna, che è già stato presidente del consorzio in un momento un po' convulso per il Brunello di Montalcino. Cencioni è un produttore rigoroso e appassionato e da molti ritenuto all'altezza del mandato. L'altro nome è quello di Andrea Machetti, amministratore delegato di Mastrojanni, la tenuta di Montalcino della famiglia Illy.

Machetti, uomo d'impresa, sta facendo bene secondo i più informati e sarebbe l'altro papabile. Tra l'altro sia Cencioni che Machetti sono già nel cda uscente ed attivi tra commissioni tecniche ed altre incombenze dettate dalla vita di un consorzio. Un terzo nome è quello di Stefano Cinelli Colombini che avrebbe manifestato il desiderio di concorrere alla presidenza del consorzio. Ma al momento non è ritenuto tra i papabili fra i soci che hanno espresso qualche indicazione. Fabrizio Bindocci dopo 4 anni torna così a tempo pieno a svolgere il ruolo di amministratore delegato di Tenuta Il Poggione della famiglia Franceschi. Non solo. Bindocci ora è anche il presidente di Avito, il consorzio che raggruppa tutte le Doc toscane. Ancora è presto per dire quali margini di operatività e di scelte avrà questa nuova associazione. Intanto, a detta di tutti, è più che positivo il bilancio di Bindocci. L'avvio di una fondazione, la nuova sede, la sua capacità condivisiva di fare le scelte. Tutte piccoli e grandi cose che hanno portato il presidente quasi uscente a raggiungere buoni risultati di immagine e di sostanza.

E soprattutto il lavoro sul fronte della qualità. Le esportazioni volano, il valore dei terreni è stellate, la percezione di eccellenza è altissima. Con qualche piccolo scossone come quando Gianfranco Soldera, altro produttore molto noto, decise di uscire dal consorzio, notizia che fece molto rumore e che anticipammo (leggi qui) su cronachedigusto.it. Non dimentichiamo inoltre che il 2010 è stata un'annata strepitosa. Forse il consorzio non è determinante sulle singole annate. Ma il millesimo ben riuscito aiuta. Ed oggi il Brunello di Montalcino è uno dei grandi vini del mondo.

C.d.G.