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Scenari

Cantine argentine in difficoltà, possibili partnership con imbottigliatori nei mercati dove esportano

06 Maggio 2013
argentina argentina

Uno sguardo in Sudamerica.

Le cantine vinicole argentine potrebbero cercare imbottigliatori nei mercati dove esportano. Questa è la proposta avanzata al comparto argentino da Rabobank, una delle più grandi istituzioni finanziarie con struttura cooperativa e che offre i servizi alle imprese dell'agroalimentare e a molte del settore vinicolo. L'istituto ha reso note le criticità che sta vivendo l'Argentina del vino e che minerebbero la competitività nell'export. Sono schizzati in alto i costi di produzione con una drastica compressione dei margini. L'aumento sarebbe stato del 100% negli ultimi quattro anni. I prezzi delle uve cresciuti invece del 115%. Trend che però ha visto, in proporzione, una moderata crescita del valore dell'export del vino imbottigliato, solo del 60%. 

Parliamo di un Paese che detiene il 5% della quota mondiale di produzione, con un export che pesa 11,8 milioni di ettolitri (dato aggiornato al 2012) in calo rispetto al 2006, anno in cui ha toccato il picco più alto con 16, 3 milioni di ettolitri. Comunque rimane uno dei grandi Paesi produttori di vino oltre Atlantico dopo Usa e in ex aequo con il Cile. A fronte del deterioramento della redditività, accompagnata dalla svalutazione del Peso, una soluzione potrebbe proprio essere l'instaurare partnership con aziende imbottigliatrici dei Paesi dove esportano. La riduzione di investimenti potrebbe allettare le grandi aziende, poiché questa strategia taglierebbe fuori quelle piccole, con una migliore copertura geografica dei mercati di riferimento e con la possibilità di trattenere i margini di marca. 

Fino ad ora lo scenario non certo positivo riguarda i vini a fascia bassa, quelli che vanno a presidiare gli scaffali dei supermercati di mezzo mondo, ma il consiglio di Rabobank giunge proprio in vista delle previsioni che vedrebberom in questa situazionem compromessi nel prossimo futuro i vini a fascia media.

C.d.G.