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Scenari

Expo 2015, la Sicilia firma l’accordo: sarà capofila del cluster bio-mediterraneo

18 Settembre 2014
Paolo-Ezechia-Reale Paolo-Ezechia-Reale

Costo del padiglione tre milioni di euro. Ecco bandi e imprese che vi potranno partecipare. Dario Cartabellotta sarà il coordinatore


Paolo Ezechia Reale

Ora è certo. La Sicilia ha firmato l'accordo e sarà capofila del cluster biomediterraneo all'Expo di Milano.

Dopo tanta attesa l'assessore siciliano all’Agricoltura Ezechia Reale e l'amministratore delegato Expo 2015 Stefano Gatti hanno firmato l'accordo istituzionale per il cluster Bio-Mediterraneo. Con questa intesa si sancisce ufficialmente il coordinamento della Regione Siciliana del cluster durante il semestre di svolgimento dell'esposizione universale che si svolgerà a Milano da maggio ad ottobre prossimi. E pertanto la Sicilia, assieme a Lazio e Lombardia che avranno spazi individuali, è l'unica regione ad avere una doppia presenza all'Expo. Non solo nel padiglione Italia assieme alle altre 19 regioni ma anche un ruolo da protagonista nel contesto del Mediterraneo.

Non nasconde la soddisfazione l'assessore Reale: “Nel bacino mediterraneo, il pasto non è semplicemente l’atto del nutrirsi, ma rimanda a molti aspetti della vita sociale e culturale condivisi. Non parlerei, pertanto – ha dichiarato l'assessore –  solo di dieta mediterranea ma di stile di vita mediterraneo. Uno stile di vita che ha resistito alle regole della vita moderna. Ancora oggi, gli abitanti del bacino mediterraneo spendono più tempo nel preparare e nel consumare i cibi di qualsiasi altro popolo”. E poi Reale comprende bene il ruolo da protagonista che “consente alla Sicilia di assumere un incarico strategico nell'ambito del bacino mediteranneo anche alla luce di tematiche difficili come quella dei clandestini, degli spazi di pesca, della convivenza pacifica. Per la Sicilia è un'enorme opportunità”.

D'altra parte il cluster comprende undici nazioni: San Marino, Tunisia, Grecia, Libia, Malta, Albania, Montenegro, Algeria, Serbia, Libano, Egitto. Ma come sarà allestito il padiglione dedicato al tema bio-mediterraneo? Intanto va detto che la Regione ha investito poco più di tre milioni di euro. Soldi, specifica Reale, rinvenuti all'interno di quelli destinati all'agricoltura e alla pesca. Somme vincolate con un decreto e comunque “il modo migliore di investirli”.

Tutto lo spazio destinato al cluster supera i settemila metri quadri. La Sicilia da sola ne avrà poco più di quattromila. Il resto le 11 nazioni. Una piazza in stile mediterraneo con tante case attorno. Sul sito di Expo già è possibile vedere il rendering del progetto. Uno spazio enorme che bisognerà riempire di contenuti. L'idea dell'assessore è quella che lì devono trovare spazio qualità e prodotti certificati, quindi quelli a marchio Dop e Igp, quelli biologici e quelli ad alto contenuto di tipicità e tradizione. I bandi di partecipazione puntano sulla capacità delle imprese di scommettere, di mettersi in gioco per una manifestazione che non è una fiera ma una passerella di altissimo profilo.

“I bandi di partecipazione – dice Reale – puntano a questi aspetti. Chi vince l'accesso al padiglione dovrà poi gestirlo con mezzi finanziari propri e cercare di far fruttare una presenza in un contesto dove sono attesi venti milioni di visitatori. E non mancano le risorse per consentire a consorzi e imprese di partecipare ai bandi. Penso ai fondi comunitari previsti dalla misura 133. Ma non solo”.

A bando anche quattro spazi commerciali, ovvero due ristoranti, un wine bar e un panificio. Chi avrà i requisiti migliori vincerà l'accesso ad Expo. E a coordinare la mission, come annunciato lo scorso maggio dallo stesso Reale, sarà Dario Cartabellotta, il predecessore di Reale che aveva avviato l'iter del cluster, oggi direttore del dipartimento Pesca dell'assessorato all'Agricoltura

C.d.G.