Il vino italiano rallenta negli Stati Uniti, e non si tratta di una flessione marginale o di un semplice aggiustamento congiunturale. Nel secondo semestre del 2025 le spedizioni verso il mercato americano hanno registrato un calo del 23 per cento, un dato che fotografa con chiarezza l’effetto dei dazi entrati a regime e il progressivo indebolimento dei consumi, in atto da almeno cinque anni.
A dirlo è l’Osservatorio di Unione italiana vini, intervenuto a Roma durante la riunione della “Task force dazi” convocata dal Ministero degli Affari Esteri. In quell’occasione il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, ha parlato di una fase di tensione che non riguarda solo gli Stati Uniti ma, più in generale, i mercati extra-Ue, che nel 2025 chiudono attorno a un -6,5 per cento.
Il dato americano resta però il più significativo. Su base annua, le stime indicano un -9 per cento a valore negli Usa, mentre il confronto complessivo con il 2024 segna un -6 per cento a volume e un -9 per cento a valore, pari a 177 milioni di euro in meno. Solo nel secondo semestre il divario raggiunge i 225 milioni. Una contrazione che, tradotta in termini più ampi, porta il ridimensionamento complessivo vicino a un quarto delle performance registrate nel triennio precedente, segnando una cesura netta rispetto alla fase espansiva degli ultimi anni.
Secondo Uiv, l’applicazione definitiva dei dazi ha agito da acceleratore su una dinamica già in atto: l’erosione dei consumi nel mercato statunitense. Le imprese italiane hanno tentato di assorbire l’impatto riducendo in media del 10 per cento i propri listini, nel tentativo di preservare le quote di mercato. L’operazione ha consentito di mantenere il posizionamento rispetto ai principali competitor, ma non ha evitato il ridimensionamento complessivo del valore esportato.
Nel corso dell’incontro, Frescobaldi ha indicato nella diversificazione dei mercati una priorità non più rinviabile. L’attenzione si sposta sugli accordi commerciali, a partire da Mercosur e India, e sul rafforzamento della presenza nei Paesi terzi, anche attraverso le risorse straordinarie destinate a ICE – Agenzia dalla legge di bilancio. Sul fronte sudamericano, Uiv sollecita l’applicazione temporanea dell’accordo Mercosur una volta ratificato da uno dei partner, per evitare ulteriori stalli istituzionali.
Intanto la diplomazia economica prepara un business forum a Miami, annunciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e previsto per giugno. Un segnale che prova a tenere aperto il tavolo del dialogo in una fase in cui il mercato americano è sempre centrale, ma non più scontato.