È sfida aperta tra le fiere dedicate all’olio di qualità: la vera scomessa è oggi. In Italia, infatti, gli eventi dedicati a questo settore si moltiplicano. Dopo anni in cui l’unico appuntamento principale è stato Olio Capitale a Trieste, nel 2025 è stata la volta di Sol2Expo a Verona (che nasce da una costola da Vinitaly) e di Evolio Expo a Bari. Le tre manifestazioni si distinguono per collocazione geografica e vocazione, ma tutte ambiscono a diventare un riferimento assoluto per il settore.
Bari
La seconda edizione di Evolio Expo, ne abbiamo parlato qui con Emilio Bianchi, direttore generale di Senaf che organizza l’evento per conto di Nuova Fiera del Levante, è in programma a breve, dal 29 al 31 gennaio negli spazi della Fiera del Levante di Bari. Solo per citare alcuni numeri, la scorsa edizione ha visto la presenza di 6.482 visitatori, 161 aziende espositrici, oltre 100 eventi e workshop e la partecipazione di 22 buyer internazionali insieme a 20 tra associazioni ed enti istituzionali.
Cuore pulsante delle fiere pugliesi e scenario naturale per un settore in cui la Puglia è protagonista assoluta, Evolio Expo si distingue come fiera professionale B2B dell’olio extravergine di oliva, con un focus esplicito sulla valorizzazione commerciale e sulle opportunità di business e networking nel bacino del Mediterraneo.
Anche per questa edizione le adesioni, previste dagli organizzatori, risultano in linea con quelli dello scorso anno. Un dato in netta crescita riguarda la presenza di buyer internazionali dei settori, stimati intorno alle 60 unità. Accanto all’area espositiva, il format amplia i contenuti e le aree di approfondimento, introducendo nuovi spazi dedicati alla formazione, all’innovazione e alla valorizzazione delle produzioni certificate, con un’attenzione particolare alle Dop e Igp e al dialogo con i canali Horeca e Gdo.
Verona
A Verona, per il secondo anno consecutivo, si terrà Sol Expo non più collegato al Vinitaly ma con un evento dedicato soltanto all’olio. È la scommessa di Veronafiere che punta su una fiera dedicata esclusivamente alla filiera del comparto che sta vivendo una fase importante di rinascita. La manifestazione ha debuttato lo scorso anno con la paretecipazione di 230 aziende espositrici su oltre 10 mila metriquadri di superficie, e 234 buyer provenienti da 34 Paesi e 70 top buyer selezionati e invitati da Veronafiere e ICE Agency per favorire incontri B2B qualificati.
L’anno scorso tutto si è svolto nella padiglione 1 e 2 mentre quest’anno, per motivi logistici e di spazio, si svolgerà dall’1 al 3 marzo nel padiglione 11 e forse verrà ampliato anche a qualche padiglione vicino con un vantaggio logistico perché c’è un parcheggio vicino che agevola sia gli espositori sia i visitatori. In questo momento, quindi, Veronafiere è protesa nel cercare di dare contenuti per rendere questa edizione più appetibile dell’anno scorso: in occasione della prima edizione, infatti, qualche espositore si è lamentato della poca affluenza di pubblico.
Da un lato c’è questa esigenza, dall’atro resta irrisolto il fatto che la Puglia, una delle più importanti regioni produttrici di olio del Paese, anche quest’anno non sarà presente al Sol perché la Regione ha fatto un’altra scelta, quella di concentrare tutti gli sforzi e le energie sull’evento che si terrà a Bari a fine gennaio (di cui parliamo anche in questo articolo). Una scommessa ambiziosa per Gianni Bruno, il brand manager di Sol Expo, su cui pesa la fatica di dare contenuti più forti e più attrattivi alla fiera quest’anno.
“Sol Expo è più di una semplice fiera ma un evento capace di raccontare l’olio a 360°, unendo esperienze sensoriali, percorsi divulgativi e approfondimento tecnico”, sottolinea in una nota l’ufficio stampa di Veronafiere. Una “vetrina internazionale” per il comparto olivicolo, ma anche “un luogo di incontro, formazione e scoperta, aperto a un pubblico sempre più attento alla qualità, alla salute e alla sostenibilità”. Non è solo una fiera business, ma un vero e proprio “momento di networking fondamentale per tutta la filiera olivicolo olearia internazionale”.
Trieste
Dopo gli appuntamenti di Evolio Expo di Bari e il SOL Expo di Verona, sarà Olio Capitale a chiudere il primo trimestre del calendario fieristico nazionale dedicato all’olio extravergine di oliva. La manifestazione, in programma dal 13 al 15 marzo nel Trieste Convention Center, è organizzata dalla Camera di Commercio Venezia Giulia, guidata da Antonio Paoletti, attraverso l’azienda in house e in collaborazione con l’Associazione nazionale delle Città dell’olio.
Con oltre 210 espositori e più di 12 mila visitatori nell’ultima edizione, Olio Capitale è diventato il luogo d’incontro privilegiato tra chi produce con passione e chi cerca eccellenza da proporre al mercato. In programma degustazioni guidate, incontri B2B con buyer internazionali provenienti da oltre 20 Paesi, masterclass, show cooking e il Concorso Olio Capitale, uno dei più seguiti a livello nazionale. Particolare attenzione, poi, al settore in costante crescita dell’oleoturismo con una sezione e un focus sull’offerta organizzati con Isnart.
Una fiera che si distingue per una formula unica e altamente riconoscibile, racchiusa già nel suo payoff: “Salone degli oli extravergini tipici e di qualità”, spiega in una nota l’ufficio stampa. Tipici perché “raccoglie e valorizza la produzione olearia di tutte le regioni olivicole italiane, offrendo ai visitatori professionali una visione completa della straordinaria biodiversità varietale italiana, con oltre 360 cultivar rappresentate – si legge ancora nella nota -. Una caratteristica che rende la visita a Olio Capitale un’occasione unica per confrontare territori, stili produttivi e approcci agronomici, impossibile da trovare in fiere focalizzate su una sola provenienza geografica. Un mix che rende Olio Capitale particolarmente attrattiva per buyer, ristoratori e distributori specializzati, che in un’unica visita possono confrontare stili, profili sensoriali e posizionamenti di mercato diversi”.
Extravergini, “perché alla fiera vengono ammessi solo produttori di olio extravergine d’oliva, escludendo totalmente altri oli vegetali. Questo assicura ai buyer, ai ristoratori, agli importatori e ai professionisti del settore un’offerta coerente, mirata e di alta qualità. Una scelta che garantisce coerenza, chiarezza e un elevato livello qualitativo dell’offerta, rispondendo alle esigenze di un pubblico professionale orientato al fine food e alla valorizzazione del prodotto”.