Bene il passo indietro della Commissione europea rispetto al taglio delle risorse alla Politica agricola comune (Pac), ma la partita sul Mercosur è ancora tutta da giocare. E l’esito non è ancora scontato. Ne è convinto Ettore Prandini, presidente Coldiretti, che in una un’intervista al Corriere della Sera ha ribadito la sua contrarietà a un’intesa che, allo stato attuale, rischierebbe di “indebolire fortemente l’Europa”.
Che la partita sia ancora aperta l’ha confermato anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigidica, che in un’intervista al Sole 24Ore ha detto chiaramente che “manca l’ultimo miglio, l’intesa sulle clausole di salvaguardia. I nostri diplomatici stanno verificando che le garanzie ottenute oggi siano supportate da elementi tecnici e politici. Venerdì al Coreper faremo il punto”.
Tornando al primo tema, secondo Prandini la proposta della Commissione Ue che introduce dei correttivi alla programmazione del Bilancio 2028-2034 con più risorse per l’agricoltura va nella direzione “che noi auspicavamo, dopo la presentazione del quadro finanziario predisposto a livello europeo, che “da subito avevamo contestato rispetto a uno scenario di carattere globale dove tutti gli altri Paesi investivano sempre di più in termini di risorse economiche mentre l’Europa si distingueva nel tagliare circa 90 miliardi di risorse alla Politica agricola comune. Per noi era inaccettabile e penso che sia stato un risultato frutto delle mobilitazioni di Coldiretti e del lavoro del governo italiano”. Una misura che introduce benefici “importanti” per gli agricoltori italiani: un miliardo in più di risorse rispetto a quella attuale, per un totale di complessivi 10 miliardi.
Sullo sfondo, però, rimane aperta la questione legata al via libera all’accordo commerciale tra l’Unione europa e il Mercosur: secondo le ultime indiscrezioni, il governo italiano e francese potrebbero fare un passo indietro, anche grazie alle migliorie apportate sul fronte del Pac, e votare a favore in vista dell’incontro lunedì 12 in Paraguay per la firma dell’accordo Ue-Mercosur.
“Mi auguro che questo non avvenga” avverte Prandini e se gli scenari dovessero cambiare, “è chiaro che non lo condivideremo”. Per il numero uno di Coldiretti è essenziale ottenere garanzie di reciprocità per i produttori italiani. Altrimenti, avverte, “rischiamo, in base agli accordi che si andranno a sottoscrivere, di essere fortemente indeboliti”.
Centinaio “Garanzie per agricoltori non sono in vendita”
Dello stesso avviso, anche il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio, che ieri ha ribadito la sua contrarietà a un simile accordo: “La Commissione europea non può pensare che le garanzie chieste dai nostri agricoltori siano in vendita. Un conto sono le risorse per la Pac, finalmente aumentate grazie all’intervento del governo italiano, un altro conto è l’accordo con il Mercosur, per il quale serve reciprocità nelle norme sanitarie, sociali e ambientali. Condivido la richiesta in tal senso da parte degli agricoltori e venerdì andrò ad ascoltare le ragioni di quanti scenderanno in piazza a Milano, per difendere i prodotti italiani e la qualità degli alimenti che finiscono sulle nostre tavole”, conclude.
Lollobrigida: “Garantire principio di reciprocità”
Come ha spiegato il titolare di via XX settembre, “occorre garantire che i prodotti agricoli dei paesi Terzi e importati in Europa rispettino le medesime regole sulla sicurezza alimentare imposte ai produttori Ue. Per garantire le imprese e i consumatori molto dipenderà dai controlli alle frontiere e sui mercati”. Su questo punto “c’è un accodo generale tanto che il commissario alla Salute Varhelyi ha dichiarato che il principio di reciprocità in futuro non sarà applicato solo al Mercosur, ma anche ai futuri accordi internazionali”.