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Scenari

Ile de France verso la Igp

08 Maggio 2013
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La Ile de France otterrà l'Igp.

Il bacino viticolo del comprensorio di Parigi che era il più esteso di Francia nel XVIII secolo con 42mila ettari e polo produttivo vivace a quell'epoca, oggi ridotto ad una estensione di 200 ettari (un terzo de quali coltivato dalle autorità locali), potrebbe vedersi riconosciuto ben cinque Igp. 

Da pochi anni l’Indication Géographique Protégée ha sostituito la classificazione Vins de Pays. Quest’ultima è stata introdotta nel 1979 per consentire ai produttori di distinguere i vini prodotti sotto l’Aoc, designandoli per  origine geografica e differenziandoli da quelli da tavola. Ha sempre previsto regole meno restrittive e vincolanti rispetto alle Aoc anche in materia di etichettatura ma sempre con obbligo di analisi dei campioni, analisi sensoriale, paletti su varietà e tipologie di blend, o limiti sul quantitativo di vino da produrre (90hl per ettaro per i bianci e 85 hl per i rossi) o di solforosa.  

Attualmente nell’areale che circonda la capitale non vi sono Igp, e i produttori sperano di ottenere la prima entro i prossimi cinque mesi. Sarà quella di Suresnes, l’unico vigneto da cui si ottengono vini che vanno in commercio, ma per ora andati sul mercato sotto la classificazione Vino da Tavola. Tanti altri in quest’aera, tra cui i piccoli appezzamenti di Montmartre, sono destinati alla produzione di vino amatoriale o per scopri caritativi e culturali. 
 
L’Inao, l’Institue National de L’Origine er la Qualite, l'organo che oggi fa parte del Ministero dell'agricoltura e che si occupa delle certificazione delle denominazioni, fondato dal barone Pierre Le Roy di Châteauneuf-du-Pape, sta prendendo in esame adesso un dossier sulle Igp per questa parte di Francia presentato dal gruppo Les Vignerons Franciliens, che rappresenta anche i vigneron amatoriali e le atuorità locali impegnati nella conservazione del patrimonio varietale e nella salvaguardia della biodversità. Nel documento sono dichiarate le esigenze e i bisogni dei produttori. L'associazione inoltre ha stilato anche una proposta di legge per tutelare la categoria dei vignaioli amatoriali. Al momento, nell'Unione Europea, non vi è alcuna norma che li riconosce come tali.

C.d.G.

fonte: Decanter.com