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Scenari

Le Coop nella Gdo: “Nel 2026 consumi in frenata, proponiamo la chiusura domenicale dei supermercati”

07 Gennaio 2026
il presidente dell'Ancc-Coop, Ernesto Dalle Rive, e un carrello della spesa il presidente dell'Ancc-Coop, Ernesto Dalle Rive, e un carrello della spesa

Secondo il presidente, le principali imprese del sistema Coop “sarebbero favorevoli" e la decisione, oltre al vantaggio economico di non pagare il lavoro domenicale, sarebbe "una risposta" ai dipendenti che non vogliono lavorare il giorno festivo

Supermercati chiusi la domenica”. Mentre la crisi continua a mordere i consumi, per tagliare i costi della grande distribuzione, il presidente di Ancc-Coop, Ernesto Dalle Rive, lancia questa proposta. Una “riflessione” che come Coop “vorremmo condividere con il sistema della Grande distribuzione” ha spiegato nel corso di un’intervista al Sole 24 Ore.

La proposta Coop: 6 giorni di apertura

L’idea è di prevedere 6 giorni di apertura dei negozi. Secondo il presidente Dalle Rive, le principali imprese del sistema Coop “sarebbero favorevoli” e la decisione, oltre al vantaggio economico di non pagare il lavoro domenicale (una maggiorazione di almeno il 30 per cento riporta il quotidiano economico) sarebbe “anche una risposta” ai dipendenti che non vogliono lavorare il giorno festivo.

Lo studio Coop: un nuovo anno tra “preoccupazione” e “turbolenza” 

Come detto il 2026 si annuncia complicato per i consumatori, a causa delle tensioni geopolitiche: non a caso ‘preoccupazione‘ è la prima parola scelta dagli italiani per definire il nuovo anno. La indica, infatti, il 37% del campione intervistato per la survey dell’ufficio studi Coop realizzata a dicembre 2025 in collaborazione con Nomisma. Non manca tuttavia chi indica ottimismo (25%), curiosità e fiducia ma anche insicurezza (23%).

Cosa temono di più? Il mercato del lavoro, del territorio in cui si vive (lo vede ‘nero’ il 43% e solo l’11% lo associa a ‘positività’), la sicurezza (per il 47% ‘negativa’ a fronte di un 8% positivo), l’accesso ai servizi sanitari (negativo per il 48% contro un 9% positivo), l’economia italiana (percezione negativa al 42% contro il 21% positiva), i cambiamenti climatici (percezione negativa al 50% contro il 20% positiva).Il 43% degli intervistati utilizza la parola ‘turbolenza’ per descrivere lo scenario 2026, il 34% sceglie ‘instabilità’, mentre sarà ‘stabile’ per appena l’1%.

Consumi in calo e taglio su spese superflue

Secondo le stime Coop, quasi il 15% prevede di ridurre la spesa per beni e servizi. Un altro 64% pensa che resterà stabile. Pesano i rincari delle spese obbligate delle famiglie. Un taglio anche ai consumi fuori casa: la maggioranza degli italiani prevede consumi fuori casa stabili e un 30% in flessione, soprattutto tra i 55-65enni. Si rimane più tra le mura domestiche, quindi, con il 70% degli italiani (+4%) che cucinerà di più a casa anche pietanze complesse; in aumento il delivery.

Stando a un altro sondaggio realizzato dall’ufficio studi Coop, un campione di manager del largo consumo confezionato ritiene che il 2026 sarà un anno ancora difficile. Il 12% dei manager food & beverage intravede un miglioramento, il 66% stabilità, il 22% un peggioramento. Effetto risparmio: attesa una crescita delle vendite dei prodotti con la marca del distributore.

Infine il rapporto Coop prevede un calo dei volumi di prodotti venduti di quattro decimi di punto mentre, secondo le intenzioni di acquisto la crescita a valore sarà dello 0,9% Un trend, quest’ultimo, legato dall’aumento dei prezzi.