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Scenari

Le nuove etichette del vino, Matilde Poggi: “Bene l’elenco degli ingredienti, così il consumatore sa cosa beve”

29 Novembre 2023
Matilde Poggi Matilde Poggi

Informazione. Questa parola Matilde Poggi, presidente Cevi (Confédération Européenne des Vignerons Indépendants) e viticoltrice nell’azienda Le Fraghe, la ripete spesso nel corso della nostra intervista. L’argomento è la questione delle nuove etichette del vino. Che devono contenere obbligatoriamente l’elenco degli ingredienti. Obbligo che entrerà in vigore il prossimo 8 dicembre. “Noi avevamo fatto un po’ di resistenza all’inizio – spiega la Poggi – perché temevamo che si trattasse di un ulteriore balzello che gravava sulle casse soprattutto dei piccoli produttori. Invece, adesso, con la digitalizzazione dell’etichetta, questo rischio è stato parzialmente scongiurato”. Già, perché la norma approvata dalla commissione (con un cambio dell’ultima ora che ha spedito al macero milioni di nuove etichette, leggi questo articolo>) prevede in etichetta di un Qr code che rimanderà all’elenco degli ingredienti e alla tabella nutrizionale: “Il numero delle calori va inserito direttamente in etichetta – prosegue la Poggi – mentre è importante l’elenco degli ingredienti. Perché così il consumatore avrà la possibilità di leggere e scegliere. Ci saranno vini che avranno come ingredienti solo uva e solforosa, altri che riporteranno la quantità di coadiuvanti, additivi, acidi, tannini. Badate bene, tutte cose permesse in enologia, per carità. Ma il consumatore, così, è informato e può fare delle scelte”.

Sulla questione degli “health warnings“, ossia gli avvisi sulla salute su cui sta spingendo il governo irlandese per esempio, la Poggi dice: “Non credo che sia la soluzione corretta. Non serve a nulla proibire una cosa. Piuttosto vanno fatte campagne di informazione”. La norma, come detto, sarà in vigore dall’8 dicembre e impatterà sui vini che raggiungeranno la caratteristica finale dopo questa data. In questo momento ci sono ancora uve in fase di appassimento, così come vini che devono ancora svolgere la seconda fermentazione. “Noi abbiamo un po’ contestato alla commissione europea questa tempistica – dice la presidente – Dieci giorni appena tra la pubblicazione in Gazzetta delle novità e poi la loro reale applicazione sono un po’ pochini. Ma va bene, ci adeguiamo”. Il nuovo Qr code, però sarà gestito da società specializzate in questo campo, perché il collegamento non può assolutamente condurre al sito dell’azienda vitivinicola o ad altri siti che riportano informazioni commerciali: “Il link deve ricondurre a una pagina semplice in cui ci sia solo l’elenco degli ingredienti – dice la Poggi – e la tabella nutrizionale. E nient’altro. E, soprattutto, deve essere geolocalizzato. Ossia quando il cliente scansiona il Qr code, il collegamento deve aprirsi nella lingua del paese in cui è stato scansionato. Sicuramente ci si appoggerà a delle società specifiche. Il costo stimato è di 200 euro, in media, all’anno. Mentre il costo delle etichette inciderà soprattutto sui piccoli produttori. Perché i colossi stampano etichette anche ogni due-tre mesi. Mentre quelli più piccolini, anche per risparmiare, stampano spesso grandi quantitativi e quindi hanno etichette nei magazzini anche per due, tre anni. Noi, e l’abbiamo detto sempre, non siamo contro la burocrazia. Siamo contro le norme che penalizzano i piccoli produttori”.