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Scenari

Limoni dell’Etna, passi in avanti per l’Igp: documenti all’assessorato all’Agricoltura

08 Luglio 2016
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di Geraldine Pedrotti

Continua la marcia del Limone dell’Etna verso il riconoscimento Igp. Dopo il Limone Interdonato e il Limone di Siracusa, in Sicilia anche il Verdello potrebbe vedersi riconosciuto il marchio di indicazione geografica protetta. 

A lavorare da più di due anni sul progetto è l’Associazione dei produttori di Limoni dell’Etna, che raccoglie una settantina di produttori del versante Est del Vulcano. A guidarla è Renato Maugeri, già consigliere di Confagricoltura Catania e proprietario di Zash, famoso boutique hotel di Riposto. Un lavoro che si è concretizzato nel dicembre scorso con la consegna alla Regione della domanda per l’avvio della procedura. Adesso dovrà essere l’assessorato all’Agricoltura a dare un parere che sarà poi trasmesso al ministero delle Politiche agricole e in seguito a Bruxelles per il via libera definitivo. “Siamo sulla buona strada per valorizzare un prodotto d’eccellenza che qui sull’Etna si coltiva da due secoli – commenta Maugeri – con tecniche che si tramandano di padre in figlio”.
Siamo sull’Etna, nell’area che va da Aci Castello a Calatabiano e che conta oltre 2 mila ettari di limoneti di Verdello. Qui dall’Ottocento si coltiva questo particolare tipo di limone, che viene raccolto in estate a differenza dei limoni tradizionali. Alla base della coltivazione del Verdello c’è la tecnica della forzatura, un’interruzione controllata dell’irrigazione dell’acqua in un periodo ben definito che porta la pianta ad una situazione di stress che le consente di produrre questo tipo di limoni. A rendere possibile questo è anche il terreno vulcanico, particolarmente drenante, che non trattiene l’acqua e facilita la pratica della forzatura. Motivo per cui il Verdello non potrebbe essere coltivato all’infuori dell’Etna.

“Il Verdello è un prodotto tipico dell’area etnea – spiega Maugeri – il riconoscimento Igp è fondamentale per valorizzarlo, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Quest’anno abbiamo registrato un aumento della richiesta dei Verdelli rispetto allo scorso anno, che ha consentito di aumentare il prezzo fino a 1,50 euro al chilo, contro i 50 – 60 centesimi dei limoni tradizionali. Immaginiamoci quindi quanto aumenterà la richiesta una volta ottenuto il riconoscimento Igp. Il Verdello è un prodotto di qualità, l’unico limone italiano che può essere raccolto e consumato d’estate. I consumatori stanno iniziando a preferirlo ai limoni d’importazione, spesso zeppi di prodotti chimici che permettono ai limoni di resistere a di settimane all’interno dei container”.
Il Verdello, inoltre, contiene un quantitativo maggiore di antiossidanti rispetto ai limoni tradizionali, perché la pianta, in una situazione di stress, trasmette al frutto sostanze maggiori rispetto al normale.

Ma quanto peserà il brand “Etna” su questo prodotto? “Tanto – sostiene Maugeri – ormai l’Etna è conosciuta nel mondo per le sue eccellenze, dal vino ai pistacchi, fino all’olio e alle ciliegie. Il prossimo obiettivo potrebbe essere quello di ottenere un unico marchio per tutti i prodotti Igp e Dop dell’Etna. Sarebbe una scelta vincente per tutti i produttori della zona”.