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Scenari

Il mondo del vino di Uiv sui dazi Usa: “Va bene il 15% ma basta scosse tariffarie”

23 Febbraio 2026
Usa, la stabilità del mercato è una priorità Usa, la stabilità del mercato è una priorità

Uiv sollecita il ripristino del regime tariffario precedente e l’apertura verso India e Mercosur. Restano da chiarire le modalità di rimborso dei dazi già versati.

La parola chiave non è sollievo, ma stabilità. È questo il tono scelto da Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, intervenendo alla riunione della Task Force sui dazi convocata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Dopo giorni di tensioni e oscillazioni tariffarie (qui un nostro articolo) che hanno innervosito gli operatori e rallentato le spedizioni, l’ipotesi di un ritorno al regime del 15% omnicomprensivo, in vigore fino a pochi giorni fa, viene indicata come il punto di equilibrio più realistico.

“Ci auguriamo che si possa ripristinare il regime di tariffe al 15% flat – ha dichiarato Frescobaldi –. Non faremo festa per questo, ma almeno torneremmo a una condizione di relativa stabilità, pur con tutte le difficoltà che essa comporta”.

Il presidente di Uiv evita toni trionfalistici. Il 15% non è una vittoria, ma una soglia sostenibile. In una fase in cui il mercato statunitense resta centrale per l’export vinicolo italiano, la priorità è fermare le oscillazioni improvvise che alterano i listini, bloccano contratti già impostati e generano incertezza lungo tutta la filiera, dagli importatori ai distributori. Più della percentuale, ciò che pesa è la variabilità.

Resta inoltre un nodo ancora aperto: il rimborso dei dazi pagati nei giorni precedenti e poi annullati. Come verranno gestite le compensazioni? Con quali tempi e modalità? È una questione tutt’altro che secondaria per le aziende che hanno già versato somme significative in un contesto normativo rapidamente mutato. Anche su questo fronte il settore attende indicazioni chiare.

La prospettiva, però, non si esaurisce nel rapporto con Washington. Frescobaldi richiama l’esigenza di allargare l’orizzonte commerciale, guardando a nuovi sbocchi come India e Paesi del Mercosur, per i quali si auspica un’approvazione temporanea che agevoli gli scambi . È un passaggio che sottolinea una consapevolezza maturata negli ultimi anni: la concentrazione eccessiva su pochi mercati espone a vulnerabilità sistemiche.

C’è poi un fronte interno, europeo, che per Uiv assume un peso strategico. L’abbattimento delle barriere non tariffarie all’interno dell’Unione, come osservato anche dalla Banca centrale europea, potrebbe compensare in larga parte l’impatto dei dazi americani . Non si tratta solo di dazi, ma di armonizzazione normativa, semplificazione burocratica, circolazione più fluida delle merci. In un’Europa che ambisce a essere mercato unico, le resistenze amministrative rappresentano ancora un costo silenzioso.