Finalmente da Bruxelles giungono buone notizie per l’agricoltura italiana e la Ue nel suo complesso. La Commissione Europea, infatti, ha modificato la proposta di un nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica agricola comune. Una mossa a sorpresa della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che arriva, non a caso, a pochi giorni dalla nuovo vertice per l’intesa sul libero scambio con i paesi sudamericani, slittato dopo numerose proteste degli agricoltori europei, a lunedì 12 gennaio in Paraguay.
Un tentativo dell’Unione per cercare di superare lo stallo per la firma dell’accordo col Mercosur, soprattutto dopo il no da parte dell’asse Italia-Francia. Apertura, in tal senso, è giunta proprio dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in una nota ha espresso “soddisfazione” per la decisione della Commissione Europea di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Pac.
“Assieme alle risorse aggiuntive assegnate lo scorso novembre per venire incontro alle richieste del Parlamento Europeo – è il commento della premier -, quest’iniziativa non solo raggiunge l’obiettivo di confermare anche per il futuro il livello attuale di finanziamento, come richiesto dagli agricoltori italiani ed europei, ma mette a disposizione risorse aggiuntive. Si tratta di un passo in avanti positivo e significativo nel negoziato che porterà al nuovo bilancio UE, che dimostra che la linea di buon senso a sostegno dell’agricoltura europea portata avanti con determinazione dal Governo italiano trova sempre maggiore ascolto a Bruxelles”.
Cosa era successo
Nella proposta di budget 2028-2034, la Commissione aveva previsto un taglio del 22% al budget dedicato alle politiche agricole destinando all’Italia 31 miliardi di euro contro i 37,7 miliardi della dotazione pluriennale precedente. L’Italia si era opposta e aveva guidato il fronte di opposizione a politiche che non riconoscevano la centralità del settore primario e denunciando il rischio di rinazionalizzazione della Pac, ovvero che i governi potessero decidere di destinare le risorse agricole ad altri usi.
Adesso, la Commissione ha scongiurato questi rischi vincolando l’utilizzo di 5 miliardi di euro del cosiddetto Rural target a misure agricole nelle aree rurali e destinando ulteriori 4,7 miliardi di euro, facenti parte della riserva non allocata del budget italiano, sempre al settore primario. Per l’Italia il conto segna dunque +10 miliardi di euro all’agricoltura, mentre a livello di Unione europea l’aumento potenziale delle risorse può segnare un +94 miliardi di euro per le Politiche agricole e un budget complessivo di circa 387 miliardi di euro in sette anni.
Le reazioni: Lollobrigida “Un risultato che conferma serietà lavoro Italia”
“Quelle che arrivano da Bruxelles sono buone notizie e confermano la serietà del lavoro svolto dall’Italia” sottolinea il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida in una lettera inviata dalla Commissione europea al presidente del Parlamento europeo e al Consiglio Ue. “Ci eravamo opposti e abbiamo guidato il fronte del “No” alla proposta di revisione della Politica agricola comune che destinava all’Italia solo 31 miliardi di euro nonostante gli sforzi del vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto che ringrazio per il lavoro che ha fatto”.
Oggi “possiamo dire che non solo viene cancellato il taglio del 22% alle risorse dedicate all’Agricoltura nel periodo 2028-2034 – evidenzia -, ma viene addirittura aumentata di un miliardo la dotazione finanziaria rispetto al periodo 2021-2027. Cosa altrettanto importante è che nella sostanza non saranno più i Governi a decidere a quale settore dedicare le risorse, ma è la Commissione a stabilire l’ammontare da destinare in via esclusiva al settore primario. Così facendo la specificità della Pac è sostanzialmente salva”, conclude il ministro.
Coldiretti: “Ora servono certezze normative e garanzie operative”
Per Coldiretti, l’annuncio sui 10 miliardi in più per gli agricoltori italiani sulle risorse destinate alla Pac 2028-2034, che arriva grazie al” ruolo determinante” svolto dal governo italiano e dal ministro Lollobrigida, risponde “alle richieste avanzate da mesi dalla Coldiretti anche attraverso diverse mobilitazioni in tutta Italia e a Bruxelles, per ultima quella dello scorso 18 dicembre nella capitale belga. Si tratta di un miliardo in più in confronto alla programmazione attuale, con un netto passo indietro rispetto al folle tentativo della Von der Leyen di tagliare fondi agli agricoltori”. Allo stesso tempo abbiamo chiesto di azzerare subito il dazio sui fertilizzanti introdotto con il “Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere” (CBAM).
Ora, ribadisce Coldiretti, “agli annunci devono seguire atti legislativi europei che senza ogni dubbio e discrezionalità, garantiscano che questi soldi siano destinati alla difesa del reddito degli agricoltori.Importante anche sottolineare la modifica legata alle aree rurali che consentirà di utilizzare per gli agricoltori il 10% delle del Fondo unico, circa 48 miliardi, che è stato uno degli elementi che Coldiretti fin dall’inizio ha portato all’attenzione del Governo italiano e di cui si è fatta carico in tutti i dibattiti a livello europeo, ponendolo come elemento centrale”, conclude Coldiretti.
Queste risorse potranno essere utilizzate in modo concreto per affrontare il tema delle aree interne, delle aree collinari e delle aree montane, destinandole ai contadini che vivono e lavorano stabilmente in quei territori.
Coldiretti ribadisce che la Pac non è fatta solo di risorse, ma anche di regole. Per questo va sventato ogni tentativo di rinazionalizzazione della Pac della presidente Von der Leyen e della sua cerchia di tecnocrati Bruxellesi e Coldiretti continuerà a presidiare affinchè non vengano posti ostacoli tecnici e burocratici al pieno utilizzo dei fondi assegnati alle imprese agricole. Coldiretti continua a non fidarsi dell’alta tecnocrazia di Bruxelles.
A tal proposito Coldiretti prosegue la sua mobilitazione permanente e annuncia una serie di manifestazioni a partire dal prossimo 20 gennaio e fino alla fine del mese che coinvolgeranno oltre 100mila soci, che inizieranno con Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio. Si proseguirà poi anche in Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna. Saranno le occasioni per raccontare e difendere le conquiste ottenute nel negoziato sulla Pac e chiarire la nostra posizione di contrarietà ad un accordo Mercosur che non garantisca parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani.
Cia: “Da Ue segnali positivi, ora più garanzie”
I correttivi della von der Leyen alla sua proposta di riforma della Pac post 27, in primis i 10 miliardi in più per l’agricoltura italiana sono, chiaramente, “un segnale positivo, ma all’agricoltura servono chiarezza e, soprattutto, più garanzie, le stesse che ci faranno dire sì al Mercosur se assicurata, nero su bianco, la reciprocità richiesta – afferma in una nota il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini -. A quanto pare, la nostra mobilitazione del 18 dicembre a Bruxelles e il pressing del nostro governo sono stati determinanti, e devono continuare a esserlo, a tutela di tutti gli agricoltori e i cittadini europei”.
Prudenza e guardia alta restano, dunque, preferite da Cia rispetto all’ultima operazione von der Leyen che “si gioca la flessibilità e gli anticipi sul budget già previsto. Nella lettera della presidente della commissione Ue, infatti, si ritrovano i 293 miliardi per gli agricoltori stanziati dal prossimo bilancio Ue 2028-2034, i 6,3 miliardi della riserva di crisi e il 10% al target rurale. In aggiunta, la nuova concessione Ursula di ieri permetterebbe ai Paesi di attingere dal 2028 a due terzi della riserva per la revisione di medio termine, a livello Ue fino a 45 miliardi. Che per l’Italia vorrebbe dire: fino 4,7 miliardi della riserva non allocata e 5 miliardi di euro del target rurale vincolati a misure agricole”.
“Cifre e meccanismi -chiosa Fini- non di poco peso e che richiedono dettagli normativi più stringenti, oltre a impegni operativi più circostanziati. Ovviamente -aggiunge- più risorse per l’agricoltura sono una buona notizia, meno lo spettro del fondo unico con incognite non risolte sulla rinazionalizzazione e la competizione non solo tra Stati, ma anche tra settori. Inoltre, non ci dimentichiamo che la nuova proposta von der Leyen dovrà passare per i negoziati con il Parlamento europeo e soprattutto con i 27 governi. Con due anni di trattative e una marea di possibili evoluzioni geopolitiche, la nostra mobilitazione chiaramente continua”.
Quanto al Mercosur, sottolinea Fini: “va tenuto il punto sul rispetto della reciprocità e sui controlli nelle importazioni. La sua difesa va anche oltre l’accordo con il Sudamerica, pone le basi per tutelare e sostenere la competitività delle nostre aziende e delle nostre produzioni in tutti i futuri accordi commerciali. Dobbiamo avere coraggio nel guardare a nuovi sbocchi, ma anche nel dettare le regole di gioco su standard produttivi e di lavoro sui quali gli agricoltori europei e italiani hanno investito reddito e sacrifici”.