Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Scenari

Piemonte. L’agroalimentare vale 12 miliardi di euro, a sostenere la crescita il formaggio

29 Novembre 2012
formaggipiemonte formaggipiemonte

Il Piemonte regione non solo di vini.

Quest’anno il fatturato dell’agroalimentare tocca i 12 miliardi di euro, e a creare il maggiore valore in questo paniere sono i formaggi. La regione è  la quarta in Italia nella produzione casearia. Il volume di affari registrato nel 2011 è stato di 2.845 tonnellate, pari a 40milioni di euro.  

Conta ben nove Dop di cui sei esclusive: Bra, Castelmagno, Murazzano, Raschera, Robiola di Roccaverano e Toma Piemontese. Il mercato dell’agroalimentare piemontese che annovera 67mila aziende agricole, 200 cooperative agricole, 6.000 aziende agroindustriali e 4mila artigianali, tiene soprattutto grazie ai formaggi. Alla luce di questi dati la decisione di  Assopiemonte Dop&Igp, che riunisce le piccole realtà consortili piemontesi e che svolge attività di  coordinamento generale delle attività dei Consorzi, di ampliare le proprie competenze ad  altri prodotti Dop e tipici del territorio. “In questi anni abbiamo collaborato con le Istituzioni con l’obiettivo di fare squadra e di far conoscere ad una platea sempre più vasta i nostri formaggi, il territorio e le nostre tradizioni – afferma Gianni Siccardi, presidente di Assopiemonte – Ma il merito di questi successi va in gran parte anche ai singoli consorzi ed ai loro associati, che da sempre hanno investito in qualità”.

A sostenere gli intenti dell’associazione anche l’Assessore all’Agricoltura Claudio Sacchetto: “I prodotti agricoli sono anche un simbolo delle nostre eccellenze nel mondo e contribuiscono ad accrescere la nostra immagine e accoglienza – commenta -. Il settore agroalimentare, e quello lattiero-caseario in particolare, attraversano una fase delicata, in cui si deve continuare ad investire. Crediamo fermamente che la valorizzazione dei nostri prodotti migliori e della qualità del nostro latte possa ripercorrere quanto già avvenuto in passato per i nostri grandi vini e vada comunicata anche attraverso momenti didattici, di intrattenimento, di degustazione, che possano offrire ai tanti turisti l’occasione per scoprire questa terra”. 

C.d.G.