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Scenari

Prodotti tipici censiti, l’Italia batte il record

23 Agosto 2013
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Si batte il record sulla tipicità.

In Italia sono stati censiti 4698 specialità alimentari del territorio prodotte con metodi tradizionali da almeno 25 anni. Dal 2000, da quando è iniziato il lavoro di catalogazione al livello regionale, sono più che raddoppiate quelle riconosciute. L’anno scorso ammontavano a 4671.

La Toscana è la regione che vanta più prodotti tipici, quasi il 10 per cento del territorio nazionale.  Se ne contano ben 463. Seconda la Campania con 387 specialità. Al terzo posto il Lazio con 384. Si posizionano a seguire: il Veneto (371);  il  Piemonte con 341; l’Emilia Romagna  con 307 specialità; Liguria che può contare su 295 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Calabria con 269 prodotti tipici censiti;  la Lombardia con 246, la Sicilia con 234, la Puglia con 232, la Sardegna con 181, il Molise con 159, il Friuli-Venezia Giulia con 153, le Marche con 150, l’Abruzzo con 147, la provincia autonoma di Trento con 109, quella di Bolzano con 92, la Basilicata con 77, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 32.

Tali numeri confermano la ricchezza della Penisola e ancora di più che si tratta della carta da giocarsi nello scenario globale e per risollevare lo stallo dell’economia nazionale. Le specialità del territorio, come dichiarato in una nota da Coldiretti, hanno raggiunto pari importanza e appetibilità, dal punto di vista turistico, del  patrimonio naturalistico, artistico. L’Italia è leader mondiale nel turismo enogastronomico con oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti nazionali ed esteri nel Bel Paese per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquistare prodotti tipici. 

Per più di un italiano su tre, cioè il 35 per cento, dipende proprio dal cibo il successo della vacanza.  Per essere perfetta non deve mai far mancare la degustazione delle specialità enogastronomiche locali. Anzi queste sono diventate l’ingrediente più importante della vacanza che batte la visita a musei e mostre, (29 per cento), lo shopping (16 per cento), la ricerca di nuove amicizie (12 per cento), lo sport (6 per cento) e il gioco d’azzardo (2 per cento).

C.d.G.