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Turismo e dintorni

Orient Express Venezia apre con Heinz Beck: quattro gli indirizzi gastronomici nel palazzo

08 Marzo 2026
Heinz Beck in una delle sale dell’Orient Express Venezia Heinz Beck in una delle sale dell’Orient Express Venezia

Un ristorante da venti coperti, un bistrot veneziano, un cocktail bar e un salone per eventi: la cucina diventa il centro della nuova struttura.

Venezia accoglie una nuova insegna dell’ospitalità internazionale e, con essa, una firma nota dell’alta cucina europea. Dal primo aprile lo chef Heinz Beck guiderà l’intera offerta gastronomica dell’Orient Express Venezia, il nuovo hotel di lusso che apre nel palazzo Donà Giovannelli, nel sestiere di Cannaregio.

Il progetto appartiene alla rinascita contemporanea del marchio Orient Express, un nome che evoca oltre un secolo di viaggi e immaginari europei. Nato nel 1883 con la celebre linea ferroviaria tra Parigi e Costantinopoli, il brand è stato rilanciato negli ultimi anni dal gruppo Accor insieme a partner industriali e finanziari internazionali, con l’obiettivo di trasformare quell’eredità culturale in una rete di esperienze di ospitalità di alto livello: treni, hotel e persino yacht. Dopo l’apertura del primo albergo romano, La Minerva, nel 2025, Venezia rappresenta la seconda tappa italiana di questa strategia.

Il palazzo che ospita l’hotel affaccia sul Cannaregio, una delle zone della città dove la vita veneziana conserva ancora un ritmo meno esposto al turismo di massa. Costruito nel XV secolo e restaurato dall’architetta Aline Asmar d’Amman, l’edificio riapre con quarantasette camere e suite distribuite tra saloni storici e spazi ripensati con un linguaggio contemporaneo.

L’identità gastronomica della struttura sarà curata da Heinz Beck, cuoco tedesco nato nel 1963 a Friedrichshafen e da oltre trent’anni figura centrale della cucina italiana. Dal 1994 guida La Pergola di Roma, il ristorante dell’hotel Rome Cavalieri, tre stelle Michelin e riferimento della ristorazione europea. Ma la rete di ristoranti e consulenze si estende ben oltre Roma e Venezia: vanno considerati gli Attimi di Milano e dell’aeroporto di Roma Fiumicino, il Café Les Paillotes sulla costa di Pescara, Heinz Beck Season al Castello di Fighine nel Senese, la collaborazione gastronomica con il centro benessere di Palazzo Fiuggi e l’indirizzo internazionale Heinz Beck Gusto al Conrad Algarve in Portogallo.

Per Venezia sono stati sviluppati quattro ambienti diversi, per vocazione e atmosfera. Il fulcro sarà il ristorante, un piccolo spazio da venti coperti ricavato nell’antica Orangerie del palazzo. Qui la cucina si muoverà attorno agli ingredienti della laguna e dell’entroterra veneto, interpretati attraverso quella sensibilità che negli anni ha definito lo stile di Beck: tecnica millimetrica, sapori netti, attenzione all’equilibrio nutrizionale.

La guida operativa della cucina sarà affidata allo chef residente Pasquale Rivetti, mentre Beck manterrà la supervisione creativa. Tra i piatti annunciati compaiono preparazioni che combinano prodotti locali e costruzioni contemporanee: ricciola con latticello affumicato e piselli freschi, oppure gambero rosso accompagnato da carote e alghe della laguna.

Accanto al ristorante gastronomico nascerà La Casati, bistrot dedicato alla cucina veneziana interpretata in modo più verace e accessibile. L’ambiente si aprirà nei mesi estivi su un giardino interno di trecento metri quadrati, raro spazio verde nel tessuto urbano della città.

Il percorso gastronomico dell’hotel si completa con il Wagon Bar, concepito come omaggio ai bar delle storiche carrozze dell’Orient Express. Il riferimento è dichiaratamente Art Déco: cocktail classici, drink signature e una proposta di piatti leggeri e veloci disponibili dalla mattina alla sera.

Infine, il Salone Vittoria, antica sala da ballo del palazzo sul piano nobile, sarà destinato a colazioni, eventi e cene di gala, mantenendo i grandi lampadari settecenteschi e l’impianto scenografico originario. L’apertura veneziana segna dunque un nuovo capitolo nella trasformazione dell’Orient Express da mito ferroviario a marchio globale dell’ospitalità. E affida la sua identità gastronomica a una figura che da tre decenni osserva l’Italia con lo sguardo di chi viene da altrove ma ha scelto di costruire qui la propria storia professionale.

FP