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Vino e dintorni

Bottiglie di vetro per il vino, l’Antitrust archivia l’istruttoria: “Nessun cartello sui prezzi”

09 Gennaio 2026
Bottiglie in enoteca Bottiglie in enoteca

Per l’Antitrust non esiste alcun “cartello del vetro”. A mettere la parola fine sul presunto accordo tra i produttori di bottiglie di vetro per il vino in relazione agli aumenti applicati ai clienti nel 2022, è l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) che ha archiviato l’istruttoria con il Provvedimento n. 31783 ( Bollettino AGCM 1/2026). A darne notizia è stata l’Associazione degli industriali del vetro che, tra le nove aziende indagate, conta otto associate.

Le segnalazioni e l’avvio dell’istruttoria nel 2023

L’istruttoria dell’Antitrust ha avuto inizio nel novembre 2023 ed è stata avviata da segnalazioni, tra cui una proveniente dalla piattaforma di whistleblowing dell’Authority e ha coinvolto Berlin Packaging Italy, Bormioli Luigi, O-I Italy, Verallia Italia, Vetreria Cooperativa Piegarese, Vetreria Etrusca, Vetri Speciali, Vetropack Italia e Zignago Vetro.

L’esito dell’indagine

Nessun cartello, quindi, in quanto nel procedimento istruttorio, non “sono emersi elementi idonei a confermare la sussistenza di un’intesa fra le parti – scrive l’Autorità – nella forma di accordo o pratica concordata, avente per oggetto e/o per effetto di falsare la concorrenza nel mercato delle bottiglie di vetro per il vino”. Quindi, prosegue l’Authority, “non si ritiene di proseguire la presente istruttoria formulando addebiti alle Parti in merito alla violazione dell’art. 101 TFUE ipotizzata nella delibera di avvio istruttoria”.

Aumenti in periodi non sovrapponibili e con modalità diverse

Come emerge dal provvedimento di Comunicazione delle Risultanze Istruttorie, nel corso delle proprie indagini l’Autorità ha avuto modo di verificare che “le parti hanno effettuato le comunicazioni di aumento in periodi non sempre sovrapponibili e applicando modalità diverse per incrementare i propri prezzi (percentuale di aumento su tutti i prodotti o surcharge). Talune hanno, inoltre, inviato comunicazioni massive a tutti i clienti, altre hanno adottato delle contrattazioni ad hoc. Parimenti l’entità degli aumenti ha mostrato una certa variabilità tra le Parti”. Quindi, conclude l’Agcm “[…] non sono emersi significativi elementi che inducano a ritenere che le parti abbiano reagito agli aumenti delle materie prime in modo coordinato, sostituendo alla naturale concorrenza nel mercato una concertazione sui livelli e/o sulle modalità degli aumenti”.

Le reazioni: il plauso di Assovetro e Verallia 

“Si mette così finalmente fine – commenta in una nota Marco Ravasi presidente di Assovetro – a una vicenda che aveva messo in discussione la lealtà della concorrenza e la reputazione del settore. In un periodo estremamente complesso e difficile, le vetrerie si sono trovate costrette a reagire tempestivamente e gli aumenti del costo delle bottiglie sono dipesi da fattori esogeni, quali l’impennata dei costi dell’energia e delle materie prime. Importante è aver visto riconosciuta l’assoluta liceità della condotta delle vetrerie e aver stabilito la correttezza di un comparto che ha sempre servito al meglio i propri clienti”, conclude.

Per Verallia la decisione dell’Autorità “conferma che tali adeguamenti di prezzo sono stati determinati da un contesto straordinario caratterizzato da un significativo incremento dei costi – in particolare dell’energia e delle materie prime – nonché da una domanda sostenuta, e non da condotte concertate tra gli operatori del mercato”.  Verallia riafferma “il proprio costante impegno a operare nel pieno rispetto della normativa in materia di concorrenza, adottando politiche di prezzo indipendenti e responsabili, orientate alla qualità, alla continuità e alla sicurezza delle forniture, nonché alla creazione di valore sostenibile per i propri clienti”.