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Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop: nel 2025 oltre 168mila bottiglie prodotte

21 Gennaio 2026
Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop

La crescita (+1,5%) ha interessato entrambe le tipologie della denominazione: l'Affinato, che ha superato le 107 mila bottiglie, e l'Extravecchio, che ha superato quota 60mila

Nel 2025 l’imbottigliamento dell‘Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop ha raggiunto 168.068 bottiglie da 100 ml, facendo registrare un incremento di 2.348 unità rispetto all’anno precedente con una crescita dell’1,5%. Lo fa sapere in una nota il consorzio sottolineando come questi numeri testimoniano “la solidità del comparto e l’apprezzamento costante del mercato per un prodotto simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana”.

La crescita ha interessato entrambe le tipologie della denominazione: l’Affinato, che ha superato le 107 mila bottiglie, e l’Extravecchio, che ha raggiunto quota oltre 60.900 bottiglie. Particolarmente rilevante il dato riguardante il centro di imbottigliamento del Consorzio di Tutela che ha aumentato il volume di bottiglie certificate di circa 40mila unità, salendo da 119 mila a quasi 159 mila. Risultati che “confermano il valore della tradizione produttiva modenese e il ruolo centrale delle acetaie modenesi nel preservare e tramandare un patrimonio unico, fatto di saperi antichi, tempi lunghi e rigore produttivo”, si legge ancona nella nota.

La storia del consorzio

Fondato nel cuore di una terra ricca di storia e tradizioni culinarie e incaricato nel 2009 dal Ministero dell’Agricoltura (MIPAAF, ora MASAF), il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP protegge e promuove questa eccellenza simbolo dell’Italia riconosciuto in tutto il mondo per la sua qualità ineguagliabile e le sue radici profondamente ancorate nel territorio di Modena.

In stretta collaborazione con l’Organo di Controllo (OdC), il Consorzio assicura che tutte le fasi della produzione siano certificate e conformi agli elevati standard di qualità richiesti dal disciplinare DOP. Questo impegno si estende alla vigilanza sui mercati, per proteggere il prodotto da imitazioni e pratiche ingannevoli, preservando la trasparenza e l’integrità che i consumatori si aspettano da un prodotto di così alto valore.

“Parallelamente ai risultati produttivi, – commenta il presidente del consorzio Enrico Corsini – il consorzio ha proseguito nel 2025 un articolato programma di attività di tutela e promozione, sia in Italia che all’estero, volto a rafforzare la conoscenza e il posizionamento dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP nei mercati di riferimento. La strategia del Consorzio ha continuato a puntare sulla valorizzazione culturale del prodotto, sulla tutela della denominazione e sulla promozione delle sue caratteristiche di unicità, autenticità e qualità certificata. Un percorso che ha voluto celebrare anche la bottiglia che custodisce il prezioso Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, dalla forma iconica disegnata negli anni Ottanta da Giorgetto Giugiaro, riconosciuta come oggetto di design e valorizzata anche dalla sua presenza all’ADI Museum di Milano. Questo racconto identitario ha trovato ulteriore espressione simbolica con la posa, lo scorso ottobre, dell’opera dell’artista Erio Carnevali, ispirata alla bottiglia dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, collocata su una rotonda all’ingresso della città di Modena come segno tangibile di appartenenza, cultura e orgoglio territoriale”.

La DOP modenese guarda al futuro “con consapevolezza e determinazione, continuando a investire nella promozione, nella tutela e nella diffusione della cultura dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, elemento identitario del territorio e ambasciatore del Made in Italy nel mondo”, conclude la nota.