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Vino e dintorni

I Custodi delle Vigne dell’Etna, un viaggio nel tempo e nel territorio del Vulcano: il racconto di Carricante e Nerello Mascalese

23 Aprile 2026
La masterclass dei vini I Custodi delle Vigne dell'Etna: da sinistra Marco Marinetti, Mario Paoluzi e Federico Latteri La masterclass dei vini I Custodi delle Vigne dell'Etna: da sinistra Marco Marinetti, Mario Paoluzi e Federico Latteri

A Contrade dell'Etna la masterclass, condotta da Federico Latteri, di due etichette di una realtà impegnata nella salvaguardia delle vigne storiche etnee

Un viaggio nel tempo e nel territorio attraverso il Carricante e il Nerello Mascalese. È questo il filo conduttore della masterclass condotta dal giornalista e degustatore Federico Latteri insieme al produttore Mario Paoluzi, nell’ambito di Contrade dell’Etna 2026, ospitata al Sikania Garden Village.

Le etichette della masterclass dei vini I Custodi delle Vigne dell’Etna

Protagonista, la filosofia de I Custodi delle Vigne dell’Etna, realtà impegnata nella salvaguardia delle vigne storiche etnee, con un approccio che unisce tradizione e sostenibilità. Un racconto che parte dalla vigna, in contrada Taverna, nel territorio di Mascali ma di fatto più vicina a Sant’Alfio, sul versante est dell’Etna, a circa 700-750 metri di altitudine.

“In quindici vendemmie – spiega Paoluzi – l’uva di questo vigneto è sempre stata la migliore in assoluto tra i nostri Carricante”. Merito di una posizione privilegiata e di un impianto ad alberello ad alta densità (circa 8.500 ceppi per ettaro), distribuito su piccole terrazze in pietra lavica che garantiscono drenaggio e sanità delle uve. Un sistema che affonda le radici nella tradizione: “Seguiamo anche il “quinconce”, una tecnica antica che evita l’ombreggiamento tra le viti e assicura luce uniforme”.

Il Carricante, varietà simbolo del versante est, trova qui condizioni ideali: clima fresco, ventilato e piovoso, ma bilanciato da suoli drenanti. “Questo ci consente di portare in cantina uve sempre sane e intervenire pochissimo”, sottolinea Paoluzi. La vendemmia, generalmente tra la seconda e la terza settimana di settembre, è spesso anticipata rispetto ad altre zone dell’Etna, anche grazie all’alberello che favorisce una maturazione più precoce.<

In cantina, la filosofia è essenziale: pressatura soffice a grappolo intero, fermentazione in acciaio a temperatura controllata, affinamento sulle fecce fini per circa 18 mesi e lungo riposo in bottiglia. «Cerchiamo verticalità e bevibilità più che potenza», sintetizza il produttore.

La degustazione ha confermato come il Carricante, spesso considerato un bianco “di attesa”, sia capace di evoluzioni profonde e sorprendenti nel tempo, mentre il Nerello Mascalese si conferma interprete raffinato del territorio etneo. Un racconto coerente con lo spirito de I Custodi: preservare il paesaggio, valorizzare le varietà autoctone e restituire nel calice l’identità autentica dell’Etna.

Le degustazioni

La masterclass ha offerto un confronto tra diverse annate della linea “Ante”, Carricante in purezza, e “Aetneus”, rosso a base Nerello Mascalese.

Ante 2022

Annata calda e ricca. Al naso emergono agrumi maturi e leggere note fruttate insolite per il Carricante. In bocca volume importante, tessitura densa ma sostenuta da una marcata freschezza e chiusura sapida. Ancora in evoluzione, con una lieve traccia vegetale tipica della gioventù del vitigno.

Ante 2018

Annata fredda e piovosa, più complessa in vigneto ma di grande espressione. Il vino appare più compiuto: sorso polposo, acidità vibrante e primi cenni evolutivi con leggere note idrocarburiche.

Ante 2016

Il Carricante entra nella fase evolutiva: naso più maturo con sfumature mielate e idrocarburo più dolce. Al palato equilibrio tra polpa e tensione. Presenza di una piccola quota di altre uve bianche autoctone.

Ante 2013

Annata difficile ma sorprendente nel tempo. Naso meno dolce, con evidenti note saline. Sorso morbido ma verticale, testimonianza della capacità evolutiva del Carricante.

Passando ai rossi:

Aetneus 2020

(80% Nerello Mascalese, 20% Nerello Cappuccio, contrada Moganazzi – versante nord). Affinamento in tonneaux per circa 18 mesi e un anno in bottiglia. Naso fruttato con richiami alla macchia mediterranea. In bocca tannino morbido, coerente con l’annata calda, e finale sapido.

Aetneus 2018

Annata più fresca che dona maggiore snellezza. Profilo più teso, con tannino presente ma meno struttura complessiva.

Aetneus 2014

Annata importante, gestita con attenzione. Frutto maturo verso note terziarie, struttura piena e tannino rotondo, sostenuto da freschezza e sapidità.

Aetneus 2011

Include una quota di uve da contrada Feudo di Mezzo. Vino integro, con acidità viva e tannino fitto e robusto. In piena evoluzione, con prospettive di lunga tenuta.