Con oltre 5,4 milioni di forme prodotte nel 2025, il 39% destinato ai mercati esteri e una presenza in più di 80 Paesi, il Gorgonzola Dop si conferma tra le eccellenze più dinamiche dell’agroalimentare italiano certificato. I numeri sono stati presentati a Milano in occasione della 56ª assemblea annuale del Consorzio di tutela, che ha celebrato anche i 30 anni dal riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (1996), trasformando un prodotto dalle origini millenarie in un marchio riconosciuto a livello globale.
La produzione 2025 ha raggiunto quota 5.410.000 forme, sostenuta da una filiera composta da 37 aziende. Il dato più significativo resta però la vocazione internazionale: quasi quattro forme su dieci vengono esportate, con una domanda stabile e diffusa tra Europa, Nord America e mercati extra Ue.
Il posizionamento del Gorgonzola si inserisce nel più ampio quadro della “DOP economy”. Secondo le elaborazioni riportate dal Consorzio, il comparto dei formaggi DOP italiani vale complessivamente 5,859 miliardi di euro. All’interno di questo segmento, il Gorgonzola registra una crescita vicina al +7,1% rispetto al 2023, confermando un trend positivo sia in valore che in notorietà.
Anche il 2026 si apre con segnali di ulteriore espansione: nel primo trimestre dell’anno sono già state prodotte 1.404.901 forme, con un incremento del +3,77% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Accanto alla crescita produttiva ed economica, il Consorzio sottolinea il rafforzamento delle attività di tutela. Nel 2024 sono state effettuate 154 visite ispettive e 105 interventi di sorveglianza internazionale, con azioni coordinate in 96 Paesi per contrastare usi impropri della denominazione e tentativi di registrazione di marchi ingannevoli, spesso basati su varianti del nome “Gorgonzola”.
“La qualità non è solo materia prima, ma identità condivisa e lavoro di filiera”, ha dichiarato il presidente del Consorzio Antonio Auricchio, sottolineando il ruolo delle Dop come strumenti di protezione economica oltre che culturale. Il Consorzio evidenzia inoltre come la crescita del prodotto sia strettamente legata alla capacità di presidiare i mercati e rafforzare il valore aggiunto lungo la filiera, in un contesto in cui la domanda internazionale premia sempre più i prodotti certificati e riconoscibili.
Sul fronte comunicativo, il Gorgonzola viene sempre più raccontato come un prodotto “pop”, capace di adattarsi ai linguaggi contemporanei senza perdere la propria identità territoriale. Una narrazione che accompagna un’evoluzione ormai consolidata: da formaggio della tradizione a icona globale del made in Italy agroalimentare.
Di prodotto non omologato che va conosciuto per essere compreso parla Ilaria Vitali, fondatrice del Laboratorio di Antropologia del cibo dove persone da tutto il mondo si incontrano per cucinare insieme: “Credo ci sia una bellezza coraggiosa nelle venature del Gorgonzola, una diversità che offre tantissimi spunti per raccontarla, dalle leggende al suo valore di italianità nel mondo. A mio figlio però l’ho spiegato così, per superare le sue prime diffidenze: è il formaggio con i tatuaggi, quello che ha il carattere per distinguersi da tutti gli altri. Grazie alla tutela del Consorzio, il Gorgonzola oggi può considerarsi un viaggiatore consapevole che non teme il confronto con il mondo; è un’icona camaleontica che grazie al suo gusto forte, ma morbido, sa incontrarsi con il diverso senza mai perdere se stessa, perché sa esattamente da dove viene”.
La versatilità è sicuramente una delle principali caratteristiche del Gorgonzola sottolineata anche da Federico Fusca, “chef pop” con oltre 1,3 mln di follower che per il Consorzio ha creato numerose ricette: “E’ un formaggio che si abbina a tantissimi gusti diversi senza mai snaturarsi. A me piace raccontarlo in modo semplice, ma dandogli quel mood “pop” capace di raggiungere tantissime persone anche grazie all’utilizzo del macro. Un Gorgonzola bello cremoso in primo piano è semplicemente irresistibile”.