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Scenari

Export vino italiano, Uiv: primo quadrimestre a -6,8%. Crescono Cina e Brasile

16 Luglio 2026
Un calice di vino rosso Un calice di vino rosso

Continua il momento difficile per il vino italiano sui mercati internazionali. Nei primi quattro mesi del 2026 l’export ha registrato una flessione del 6,8% in valore, attestandosi a 2,34 miliardi di euro, mentre i volumi sono diminuiti del 3,7%, fermandosi a 641 milioni di litri. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), che ha elaborato i dati Istat relativi al periodo gennaio-aprile.

Il rallentamento interessa sia i mercati extra Ue, dove il calo raggiunge l’8,7% in valore, sia quelli dell’Unione europea, in flessione del 3,9%.

Tra i principali sbocchi commerciali, gli Stati Uniti restano il mercato più in difficoltà. Sebbene ad aprile si sia registrato un lieve recupero (+1,6% nel solo mese), il bilancio dei primi quattro mesi dell’anno resta pesante, con un -15,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Segno meno anche per Germania (-6,8%) e Regno Unito (-6,1%), mentre il Canada mantiene sostanzialmente invariati i livelli dello scorso anno. In calo anche la Svizzera, che chiude il quadrimestre a -12,7%.

Le note positive arrivano invece da alcuni mercati emergenti. Il Brasile continua a crescere e registra un incremento del 17,8%, mentre l’intera area Mercosur sale del 36,4%. Positivo anche il dato della Cina (+9,7%) e quello della Russia (+28%), sebbene quest’ultima mostri un rallentamento dopo il forte aumento degli ordini registrato a inizio anno.

Le difficoltà proseguono anche nel mese di maggio. Secondo le elaborazioni di Uiv sui dati ufficiali disponibili, nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni verso i Paesi extra Ue segnano un -7,5% in valore e un -3,9% in volume. Negli Stati Uniti le spedizioni di maggio perdono circa il 15% in valore, con una contestuale riduzione del 10% del prezzo medio rispetto al 2025. Restano deboli anche Regno Unito e Svizzera, mentre Canada, Cina e Brasile confermano rispettivamente stabilità e crescita.

Per il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, il rallentamento riguarda ormai tutti i principali Paesi produttori. “Questi risultati confermano le difficoltà del mercato del vino e dei suoi scambi commerciali, in contrazione per tutti i Paesi produttori. La maggior presenza sui mercati di sbocco ed emergenti, oltre alla riduzione della produzione, sono le due direttrici che il vino italiano dovrà perseguire”, afferma.

Secondo Frescobaldi, il comparto dovrà puntare su un migliore equilibrio tra produzione e domanda. “Non è solo necessario promuovere ancora di più il nostro vino, ma anche riconoscere che grandi quantità immesse sul mercato non aiutano a valorizzarlo. Dobbiamo trovare un equilibrio tra domanda e offerta che sostenga il valore del vino italiano, tutelando il reddito delle imprese e la competitività del settore”, conclude.