Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Il progetto

Produttori di vino polacchi alla scoperta della Sicilia

05 Settembre 2012
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I produttori polacchi in viaggio studio in Sicilia mentre degustano 

Produttori e studenti polacchi in viaggio studio nella Sicilia del vino.

La Polonia certo non si annovera tra le nazioni, per tradizione, produttrici di vino, in termini di mercato, ma negli ultimi tempi in alcune zone del Paese si vive un certo fermento nel campo della viticoltura e dell’enologia. Per quella che veniva perpetuata come pratica ad uso familiare la prospettiva di introdursi e giocare un ruolo in tale settore c’è. Probabilmente ad influire sulla diffusione di una forma mentis imprenditoriale vi sono i cambiamenti climatici (sale a poco a poco di latitudine la coltivazione della vite verso il Nord d’Europa) o forse l’exploit economico che sta vivendo il Paese. Così c’è un mondo di piccoli produttori che comincia a perfezionarsi sempre di più e ad apprendere da chi porta avanti case history importanti nel mondo enologico. E’ quello che fanno anche i quattordici produttori polacchi approdati in Sicilia, nei giorni scorsi, con il programa di internazionalizzazione promosso dall’Istituto Regionale Vini e Olii di Sicilia. Hanno potuto osservare da vicino alcune delle aziende vinicole siciliane, piccole e grandi, per scoprire i terroir e confrontarsi con le tecniche di produzione adottate, grazie all'affiancamento dell'enologa Agata Zofia Tabis dell'Università di Cracovia.


Il gruppo di produttori in visita con il funzionaro
dell'Irvos Giuseppe Russo e l'enologa Agata Zofia Tabis

Un itinerario, durato cinque giorni, tra vigneti e paesaggi con degustazioni tecniche in cantina. La maggior parte dei produttori non era mai stato prima d'ora in Sicilia. Abbiamo chiesto a loro un commento sull’esperienza e il loro punto di vista su un mondo a cui guardano come un modello. Da parte di tutti c'è stata la sorpresa di trovare una Sicilia diversa da quella immaginata. Non una terra dove è semplice fare il vino, perché da sempre vocata e climaticamente favorita, ma piuttosto un'Isola dove ogni giorno ci si ritrova ad affrontare difficoltà. Così ha notato con stupore Mariusz Chryk, produttore di vino dell’azienda Zawisza: “Non immaginavo che anche qui potesse essere difficile fare vino. Praticare la viticoltura da noi comporta tanti disagi, ci sono temperature rigide, il terreno è quasi sempre bagnato, le condizioni sono spesso avverse. Ma ho visto che anche qui il produttore siciliano deve affrontare problematiche dovute al clima. Fare vino non è facile in nessuna parte del mondo”. 


Mariusz Chryk

La squadra che c’è dietro alle aziende siciliane è invece un parametro di riferimento per Agnieszka Karbowniczek, moglie del produttore Robert Nowak dell’azienda Poraj-Paczkow e che lo affianca. “Mi è piaciuto il modello della famiglia che ho potuto constatare alla cantina di Donnafugata, un team che produce bene, affiatato perché sanno dividere le loro capacità. E poi  sono d’accordo con Tucidide: curare vigna civilizza uomo. E ho scoperto il modo diverso con cui ci si approccia da voi ai distillati. Ho scoperto con piacere, nella distilleria Bianchi, come la grappa la si beve prima di tutto utilizzando il senso dell’olfatto”.

Da parte dei produttori il plauso all’Istituto Vini e Olii di Sicilia e al gruppo di funzionari ed esperti che li hanno accompagnati durante il viaggio. Il proprietario della cantina Comte: “Ottima e professionale organizzazione. Abbiamo ascoltato tutto quello che volevamo sapere. Il viaggio è stato preparato da persone che conoscono il vino: l’enologa Agata Zofia Tabis, Lucio Monte, Emilia Disclafani, Daniele Oliva, Giovanna Ponticello,  Giuseppe Genna, insieme  a Giuseppe Russo”. Per Andrzej Gabzdyl, produttore dell’azienda Raciechowice: ”Ho apprezzato il fatto che l’Istituto collabora con produttori ed enologi per supportare il comparto nel mercato mondiale e che lavora sulla ricerca per introdurre nuovi strumenti che possano aiutare le le aziende vinicole”.

Un commento entusiasta arriva anche da parte di una studentessa del gruppo in visita, Anna Drozdz: ”Mi ha colpito l'azienda Feudo Montoni, una perla nascosta in centro di Sicilia, ho respirato un'energia antica, ci siamo sentiti come a casa! Ho toccato con mano la fusione tra tradizione patrimonio familiare, eredità generazionale e forti legami con la terra”. 

Tappe del tour sono state la cantina sperimentale Dalmasso di Marsala, distillerie Bianchi, Feudo Montoni, Donnafugata e Martinez. “Abbiamo inserito questo viaggio studio per far conoscere i nostri vini e i nostri territori, grazie alla collaborazione di Agata Zofia Tabis.  Per noi è stata  anche occasione di conoscenza delle loro problematiche e di quello che fanno nei loro vigneti – dichiara Lucio Monte responsabile dell'area tecnico scientifica dell'Istituto -. Il bilancio del programma di internazionalizzazione è positivo, abbiamo in calendario ancora tante iniziative che prevedono partecipazioni a fiere, come a quella di Canton a fine novembre, oltre che attività di incoming”. Fra queste una è in corso e sta coinvolgendo giornalisti della stampa estera in un percorso che tocca alcune aziende vinicole dell'Isola. Come prossima tappa del programma, anticipa Monte, vi è anche un viaggio in Polonia, in programma al 17 al 20 ottobre, che porterà una delegazione di produttori siciliani alla scoperta del Paese del vino emergente. 

C.d.G.