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La manifestazione

Contrade dell’Etna posticipa ad aprile. Andrea Franchetti: “Un nuovo calendario degli eventi e nuovi spazi”

27 Novembre 2012
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Si sposta di un mese la data de “Le Contrade dell’Etna”.

La sesta edizione non sarà  più a marzo ma il 15 aprile 2013. “Occorre razionalizzare il calendario degli eventi enologici – motiva lo spostamento il patron Andrea Franchetti produttore sull'Etna con la cantina Passopisciaro- sempre più zeppo  e quasi tutti importanti. Scegliendo  questa data ci troviamo a ridosso del Vinitaly e questo contribuirà senz’altro a facilitare il coinvolgimento della stampa, soprattutto estera, e vestire il tutto di un paramento che imprima fascino e seduzione da un territorio le cui prerogative  si caratterizzano di unicità territoriale ed enologica e non si riveli una banale e impersonale en  primeur dell’Etna”. Sta molto a cuore quest’ obiettivo a Franchetti e lo pone al primo posto, perché far conoscere al mondo che l’Etna ha un fascino, territoriale ed ambientale, non paragonabile a nessun altro continente del vino, contribuisce a colmare quel piccolo vuoto che registra la sua storia enologica.


Andrea Franchetti

Sino a qualche lustro fa, sulla provinciale che circolarmente abbraccia l’Etna, campeggiavano decine e decine di cartelli “Si vende vino padronale”. Era vino del “pista e ammutta” schiaccia, con i piedi, e spingi , verso il tino. Solo poche cantine, da contarsi sulle dita di una mano, producevano vini di una sufficiente dignità. Un’ immagine ormai evaporata quasi del tutto “… e la missione di Contrade – aggiunge Franchetti – sta proprio nell’offrire la faccia nuova dell’Etna, il suo risorgimento, il suo approccio culturale, che non è legato al territorio, perché il territorio è lo stesso di centocinquantamila anni fa, ma all’uomo che si è integrato con la natura e lo ha coniugato con i saperi della scienza. E Contrade non avrà un senso se alle bicchierate degustative non allegheremo convivi e simposi dove ci si riunisce per raccontare questo nuovo spirito, la nuova mentalità e il cambiamento culturale che ha portato a raccogliere i risultati che tutti ora ci riconoscono”. Insomma, quella lunga storia che parte dal “genuino” vino “del contadino” del secolo scorso e arriva ai veri e tanti cru del vulcano più alto d’Europa.

Infatti i giorni della viglia saranno caratterizzati da queste elementi comunicativi e i dettagli saranno resi noti per tempo. Da subito però è annunciata la nuova gestione degli spazi. Per questa edizione saranno più ampi, non ci sarà la calca delle ultime edizioni, più spazio per gli espositori (secondo le previsioni in aumento) e ancor più per i visitatori.

Stefano Gurrera