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Lutto

Paolo Rossi, da calciatore a vigneron: la sua passione per il Brunello di Montalcino

10 Dicembre 2020

di Maria Giulia Franco

Anche il mondo del vino piange il calciatore “campione del mondo” Paolo Rossi, scomparso la notte scorsa a 64 anni.

A ricordarlo è il consorzio vino Brunello di Montalcino che in una nota racconta di quando Rossi fece visita a Montalcino (Siena) concedendosi una degustazione delle migliori annate di Brunello “ad iniziare da quelle degli anni ’80, il periodo in cui giocava a calcio”, ricorda Bernardino Sani, ceo dell’azienda agricola Argiano. “Conservo con molto piacere una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva del 1982 da lui autografata – aggiunge Sani – una grande persona e un amante del Brunello, gli sarebbe piaciuto esportare in Cina le eccellenze di Montalcino: abbiamo parlato molto, fu una giornata speciale che concludemmo con un pranzo insieme”. Negli anni poi, il vino oltre che un piacere era diventato per il goleador anche un lavoro. Nella sua azienda Poggio Cennina, in Toscana, è stato uno dei primi campioni-vigneron. Mise anche il suo volto e il suo brand “Pablito” sui grandi vini del Belpaese in una linea che includeva pure il Brunello di Montalcino: uno dei suoi desideri era quello di diventare ambasciatore dei vini italiani nel mondo, proprio come aveva fatto con il calcio grazie alle sue reti.

L’azienda vinicola di Paolo Rossi è a Bucine, nella provincia di Arezzo, nel cuore della Val d’Ambra, uno dei territori più nascosti e incontaminati delle terre aretine, ricca di fascino e di storia, dove ha realizzato un sogno: un resort immerso nella natura, con agriturismo e produzione di vino e di olio. Producono il Borgo Cennina, da circa 7 ettari di Sangiovese che cresce lì nell’azienda e poi vinifica nelle cantine di Rocca delle Macìe. La caratteristica principale di tutta l’azienda l’agricola è di essere un’azienda biologica. Per ora starà brindando con Diego Armando Maradona.