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Pubblicato in Il caso il 31 Maggio 2019
di C.d.G.


(Gianfranco Micciché e Franco Manzato)

Botta e risposta tra il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè e il sottosegretario alle Politiche Agricole Franco Manzato sulla questione del rischio chiusura della tonnara di Favignana (leggi questo articolo).

"Oggi è morta la Tonnara di Favignana. Lo ha deciso un sottosegretario della Lega e la cosa - credetemi - non mi da pace - dice Miccichè - L'azienda Nino Castiglione, con un enorme sforzo economico e con il sostegno della giunta Musumeci, aveva da poco riaperto la storica struttura dando lavoro a centinaia di maestranze, restituendo al mondo una tra le più grandi tonnare del Mediterraneo e dal passato glorioso. Soltanto un leghista di Oderzo, comune che dista 50 chilometri dal mare, uno che non sa neanche cosa sia il mare - figuriamoci l'industria conserviera ittica - poteva rendersi protagonista di una distribuzione delle quote tonno a totale svantaggio di Favignana. Continuiamo così, continuiamo a votare Lega e Salvini, consegniamo le chiavi del Paese a gente che affama il Sud: facciamoci del male. Invito tutti i deputati siciliani a Roma, di qualsiasi schieramento o partito, ad inchiodare alle sue responsabilità l'uomo di Salvini e a chiedere una immediata revisione della distribuzione delle quote tonno".

"Ieri ho firmato il decreto ministeriale che assegna le quote individuali di cattura di tonno rosso tra gli impianti di tonnare fisse. Per la prima volta il Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, ha dato ordine a un settore, come è quello delle tonnare fisse, dove la cattura del tonno era affidata al caso, senza regole e con possibili squilibri tra gli impianti in attività". Questa la replica del Sottosegretario Manzato, che poi aggiunge: "Nella ripartizione delle quote di tonno, ci siamo basati su chiari principi di equità e tenendo conto dei dati storici delle catture delle singole tonnare. Abbiamo dato nel contempo la possibilità concreta di far ripartire la tonnara di Favignana, chiusa da oltre dieci anni, e quella di Cala Vinagra. Eppure oggi, proprio sulle quote assegnate alla tonnara di Favignana si sono mosse critiche, a mio avviso del tutto strumentali, nei confronti della ripartizione, che condannerebbero addirittura la tonnara siciliana alla chiusura".

"A tutte le voci negative, e a Edy Bandiera, che essendo l'assessore all'agricoltura in Sicilia non può non essere informato, vorrei chiarire che se ieri non avessi firmato il decreto di ripartizione di quote di tonno rosso, Favignana non avrebbe avuto quote di pesca e quindi alcuna possibilità di ripartire, perché la soglia massima di cattura assegnata dall'Europa era già stata esaurita dalle tonnare sarde - prosegue Manzato - E proprio per venire incontro alla tonnara siciliana, dal momento che non possiamo assegnare sulla carta catture che non sono disponibili, la quota aggiuntiva che è stata data all'Italia per il 2019, anziché dividerla tra tutti e cinque gli impianti, l'abbiamo ripartita solo tra le due tonnare che iniziano a lavorare quest'anno: Favignana e Cala Vinagra. Se non bastasse, all'assessore Bandiera, non dovrebbe infine sfuggire che grazie a un mio decreto del 16 maggio è possibile il trasferimento delle quote di cattura da una tonnara all'altra. Quote che verranno con ogni probabilità offerte dalle tonnare sarde e con le quali Favignana potrà sicuramente incrementare le 14 tonnellate assegnate. Al Ministero interessa garantire la sostenibilità finanziaria e l'equilibrio di tutti gli operatori, senza favoritismi e senza generare conflitti, creando le basi di una futura filiera tutta italiana del tonno rosso. Fatti concreti e non sterili critiche, che finiscono semplicemente per danneggiare l'intero settore, che danni andava chiedendo proprio quello siamo riusciti a realizzare ieri".

C.d.G.


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