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Pubblicato in L'azienda il 11 Febbraio 2019
di C.d.G.


(Olga Fusari e Axel Heinz)

di Michele Pizzillo, Milano

“Siamo un’azienda a trazione femminile. Da noi ci sono più donne che uomini, che curano con passione, occhio per il dettaglio e professionalità, operazioni fondamentali per la genesi dei nostri vini, dalla potatura alla raccolta, dalla selezione degli acini in cantina fino ad arrivare all’imbottigliamento”, ha detto Axel Heinz, direttore di Ornellaia, alla presentazione dell’11esima edizione di “Vendemmia d’Artista” che, come da tradizione, avviene a Milano, presso la sede di Sotheby’s Italia.

Questa introduzione di Heinz poteva passare come un dovuto omaggio alle grandi Signore di casa Frescobaldi, aggiungendovi anche l’enologo dell’azienda, Olga Fusari. A mano a mano che la presentazione prosegue, si scopre che “La tensione”, tema della “Vendemmia d’Artista” di Ornellaia 2016 è sviluppato da un’altra donna, la fotografa, regista e videoartista americana Shirin Neshat, che allude alla forza e alla dinamicità di questa annata attraverso le parole di Omar Khayyam, illustre poeta persiano dell’XI secolo, deve essere “goduta durante la nostra breve permanenza su questa terra”. Le etichette rappresentano dettagli di volti femminili, mani e corpi interamente coperti da scritture in lingua Farsi. Il contrasto tra la morbidezza della pelle e la natura grafica del testo seducono lo sguardo e scatenano l’immaginazione.

Se qualcuno, a questo punto, pensa che l’attenzione per le donne di questa azienda a trazione femminile finisca qui, si sbaglia. Lo diciamo perché è successo a noi, “svegliati” grazie all’entrata in scena di Luciano Ferraro, caporedattore centrale del Corriere della Sera, appena ha affermato che è finito il tempo di indicare la moglie di …, la sorella di …, la figlia di …, prima di introdurre Giulio De Rita, del Censis, che ha presentato la ricerca commissionata da Ornellaia per fotografare i meccanismi evolutivi in atto nella nostra società a partire dai tre grandi processi di rimescolamento e di affiancamento in atto: quello di genere, quello di cittadinanze, quello tecnologico. E, quindi, come le donne danno all’Italia un altro passo, visto che negli ultimi 15 anni è fortemente aumentata la quota percentuale delle donne professioniste (in ordine: avvocati, magistrati, prefetti, architetti, medici, giornalisti, commercialisti, diplomatici). Nel mondo delle imprese, però, le quote di partecipazione femminili alle posizioni di vertice sono cresciute di meno, tant’è che imprenditrice e socie d’azienda sono cresciute solo dell’1%. Per le donne, però, risulta importantissimo il “sapere accumulato”, cioè la propria preparazione di base, al punto che le imprese agricole gestite da donne, possiedono il 21% della superficie agricola utilizzabile ma producono il 28% del pil agricolo nazionale. E, Ornellaia e Sotheby’s, hanno sottolineato la presenza di donne in ruoli importanti, come l’enologa per l’azienda toscana e Serena Sutcliffe, presidente onorario della seconda società che dal 1990 al 2015 è stata al timone di Sotheby’s Wine. La sua esperienza, la sua scrittura e lo stile individuale, hanno ispirato molte donne a lavorare  nel vino.

A Milano, da Sotheby’s – allocata nel palazzo dove è nato l’Illuminismo milanese per iniziativa di Pietro Verri e Giuseppe Parini – per la presentazione della “Vendemmia d’Artista”, anche gli uomini hanno calcato la scena da protagonisti: dal marchese Ferdinando Frescobaldi a Giovanni Geddes di Filicaja, rispettivamente chairman e ceo di Ornellaia, che hanno ricordato come l’idea della “Vendemmia d’artista”, con i 111 grandi formati (100 doppio magnum da 3 litri; 10 Imperiali  da 6 litri e una Salmanazar da 9 litri) che verranno battuti all’asta, con il ricavato devoluto alla Fondazione Solomon R. Guggenheim a sostegno dell’innovativo progetto “Minds Eye” (l’occhio della mente), per aiutare le persone non vedenti o ipovedenti a sperimentare l’arte attraverso l’utilizzo di tutti i sensi, favorendo così lo sviluppo di impressioni creative, connessioni emotivi e ricordi, la cui percezione dura nel tempo.

Poi, ci ha pensato il direttore di Ornellaia a parlare della vendemmia 2016 che “rappresenta un’altra annata di grande successo che evidenzia tutte le virtù del clima di Bolgheri: sole abbondante, caldo non eccessivo, un’estate secca che ha consentito all’uva (51% Cabernet Sauvignon, 27% merlot, 18% Cabernet franc, 4% Petit Verdot) di raggiungere un perfetto livello di maturazione e concentrazione, sufficienti per ottenere un vino perfettamente maturo, opulento, intenso. Un vino del colore particolarmente scuro e da un complesso di aromi prevalentemente di mirtilli, cedro e spezie. Al palato è opulento, denso, bilanciato da una struttura tannica raffinata e un’acidità succosa e brillante. E’ un vino che resta in barriques per 20 mesi, ma dopo i primi 12 mesi viene effettuato l’assemblaggio e reintrodotto nella barriques, per altri 8 mesi. Più altri sei mesi di affinamento in bottiglia.  Conclusione con i ringraziamenti di Richard Armstrong, direttore Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation per il sostegno del progetto Mind’s Eye e Jannie Ritchie, worldwide head Sotheby’s Wine per essere stato coinvolto in questo superbo programma d’arte.  


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