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L'azienda

Il Kokedama dell’amicizia: una storia di contaminazione culturale tra Giappone e Mediterraneo 

05 Aprile 2024
Enrrico Russino, proprietario dell’azienda “Gli Aromi” di Scicli mentre lavora il kokedama Enrrico Russino, proprietario dell’azienda “Gli Aromi” di Scicli mentre lavora il kokedama

Arti botaniche giapponesi e milieu mediterraneo: sembra quasi un ossimoro ma le due realtà possono coesistere regalando un nuovo abito alle piante autoctone del territorio >siciliano nella forma del kokedama. Succede nelle campagne di Scicli, nel Ragusano, all’azienda “Gli Aromi” di Enrico Russino. Qui il proprietario ha fatto sua la tecnica e ha portato in Sicilia un richiamo orientale.

Una passione, quella di Russino per gli aromi che declina gli usi comuni e si trasforma ora in preparati gastronomici, ora in acque profumate, in deliziose confetture o in kit di coltivazione fai da te. E quando assume le forme del design prendono vita questi  meravigliosi scrigni verdi, i kokedama appunto, belli esteticamente, facili da gestire e che profumano di casa. 

L’ispirazione nasce dall’esplorazione: “Ho imparato la tecnica per curiosità, sfogliando libri e ascoltando i consigli di alcuni conoscenti asiatici”. La pratica, risalente al 1600, ha origini nel lontano Giappone e presenta numerose analogie con l’arte povera del bonsai – e altrettante differenze. Infatti, bonsai e kokedama sono agli antipodi per quanto riguarda l’alloggio della pianta: se i primi nascono tipicamente in vaso, nei secondi il coccio trova la sua alternativa nel muschio (Koke) che accoglie e compatta le radici (Dama). “Alla creazione dei bonsai è legata  anche una gestualità, i Kokedama sono creazioni molto più semplici” racconta Russino.

Una volta interiorizzata la tecnica, è l’impronta del maestro a lasciare il segno: “Ciò che abbiamo fatto è stato adattarla alle piante del nostro territorio” rimpiazzando bambù, piante grasse e le classiche a foglia larga da interni tipicamente utilizzate per questa composizione. “Abbiamo scelto il Melograno nano, l’Elicriso, il Rosmarino ricadente (o prostrato), il Mirto, piante rustiche, che si adattano ai nostri climi e che hanno basse esigenze di gestione” dice Russino, non disdegnando anche varietà orientali  come lo Xantoxilum Piperitum. 

Un requisito essenziale è quello delle dimensioni della parte aerea: “Abbiamo selezionato piante a crescita lenta e portamento compatto, in modo che la struttura non si sviluppi in altezza ma che abbia una compattezza nella parte superiore e risulti elegante”. E se nel bonsai la potatura è fondamentale, per i kokedama non sempre è necessario potare, soprattutto quando si tratta di piante pendule come il Rosmarino prostrato, che nel suo sviluppo diventa un perfetto complemento d’arredo, non solo per interni. 

“Sono piante che si poggiano su un davanzale o vengono appese attraverso il filo che tiene salda la sfera muschiata”. L’importante è che siano esposte alla luce del mattino – se possibile diretta – che ha un’ intensità più forte rispetto a quella del pomeriggio.” Spiega Enrico che l’esposizione alla luce diretta e non a quella flebile del pomeriggio è necessaria affinché la pianta non sia debole e cresca in bellezza. Per quanto riguarda l’irrigazione, questa avviene per immersione in acqua, per 2-3 minuti, ma solo quando il muschio inizia ad esser secco.  

Oltre all’aspetto estetico, ad affascinare è anche la leggenda legata questa pianta ornamentale: “Nei paesi orientali il Kokedama simboleggia l’amicizia” racconta il proprietario. Tradizione vuole che venga regalato agli amici come emblema del loro rapporto, fungendo anche da “dinamometro dell’amicizia”, infatti, aggiunge “Se le radici riescono a perforare l’involucro di muschio significa che il legame si è consolidato”. 

Il richiamo all’amicizia è un eco che alla contaminazione culturale, un’interpolazione di pratiche e usi che viaggiano fra luoghi lontani come il Giappone e la Sicilia, ma che si trovano così vicini nello spazio di una creazione deliziosa, come il kokedama.