È arduo per i nuovi ristoratori, in un mondo gastronomico che troppo spesso rischia di fotocopiarsi, distinguersi con una firma personale nel territorio di appartenenza, senza che il senso delle radici si ritrovi per forza imprigionato nella sola tradizione regionale?
In un momento di tensioni globali, caro vita e perdita di potere d’acquisto, con redditi individuali rimasti identici da anni se non diminuiti, il cliente è a caccia di pause soddisfacenti, dove mangiare bene senza poi rimpiangere l’esborso. Nella ristorazione rimane imprescindibile la buona esecuzione dei piatti ma non è secondaria la comunicazione della propria identità.
Si inizia dagli spazi. Sempre più diffusa è la cucina a vista, magari è presente un banco a contatto con i cuochi dove accomodarsi in tranquillità anche quando si arriva senza compagnia. Nel complesso si tenta di modellare un ambiente piacevole, con musica al volume giusto e buone scelte d’arredo, senza infilarsi in un abitino glamour che passa presto di moda. E, certo, menù interessanti e carte dei vini curate ma che non incutono soggezione.
Nel panorama generale emergono alcune realtà costruite in due, spesso ascoltando la voglia di riprendere la strada di casa dopo esperienze nazionali ed estere. È l’idea, condivisa in coppia, di un progetto di vita personale e professionale. Ecco che si investono i risparmi, qualche volta si chiede un microcredito o un familiare mette a disposizione le mura per azzerare, o quasi, la voce affitto. Il loro minimo comune denominatore? Lo spirito di sacrificio, accanto a uno sguardo aperto per cogliere tendenze e cambiamenti in arrivo.
La Sardegna può vantare diversi indirizzi, tra quelli costruiti a quattro mani. I menù sono stagionali o, sempre più, settimanali. E volentieri sposano il concetto di condivisione dei piatti. Si anela a una sostenibilità vera, non solo cercando di usare al meglio le materie prime ma persino nelle soluzioni di risparmio energetico degli ambienti. Alcuni hanno optato per l’insediamento in località vivaci in estate ma che in inverno si spopolano. Da segnalare, per praticità da sud a nord, almeno sette insegne di coppia che muovono in queste direzioni.
Raices Tapas: Simona Balia e Mattia Pusceddu
Raices Tapas – Sant’Antioco
Le radici sono già nel nome dell’insegna Raices Tapas di Sant’Antioco, nel Sulcis, aperta nel 2024. La chef Simona Balia e il marito Mattia Pusceddu, alla salda guida del servizio, hanno cercato la loro dimensione di espressività, guardandosi attorno per gli ingredienti sardi ma concedendosi aggiunte più lontane per realizzare inusuali accostamenti nelle formule delle tapas e della carta. L’esperienza fuori isola si intravede in tanti aspetti, incluse le soluzioni architettoniche del locale: un doppio ingresso che salvaguarda la temperatura interna. Assicurata la comodità del cliente, nella sala ben illuminata e con pochi tavoli, ben distanziati rispetto alla capienza. Il relax è promessa mantenuta e si cede volentieri all’intrigo dei menù degustazione, incontri di stagionalità e creatività con la valorizzazione di alcuni piccoli produttori locali. Nell’aria, voglia di altri progetti, passo dopo passo. Un orto è in arrivo?
Raices, Tapas Restaurant and Wine
Via Nazionale, 61 – 09017 Sant’Antioco (SU)
Telefono: +39 339 814 9871
Mema: Manuele Senis e Melania Carta
Mema – Pula
Sentirsi calati pienamente nel territorio: è prioritario per lo chef Manuele Senis, puntualmente alla ricerca di equilibrio nei sapori di quanto propone. Dopo pregevoli esperienze lavorative, con la sua dolce metà Melania Carta – lei alla direzione di un servizio professionale ma al contempo informale – ha unito anche le prime lettere dei nomi e dato vita al Mema. Lo hanno aperto nel 2019 a Pula, centro turistico sul mare a pochi chilometri da Cagliari, con la voglia di fare una cucina contemporanea basata su eccezionali materie prime, sapute valorizzare. Ecco che le proposte di pesce e quelle di carne sono eseguite con uguale maestria. Inoltre, grande attenzione a ortaggi e frutta e buona selezione del bere. L’ambiente è semplice, tra elementi di riciclo, memorie familiari – distintive le locandine dei film che arrivano dal cinema del nonno di lui – e alcuni dettagli che accompagnano indietro nel tempo mentre si attende di godere dei piatti.
Mema
via Circonvallazione Crocoleddu 38 – 09010 Pula (Cagliari)
Telefono: +39 371 3060253
Email: ristorantemema@gmail.com
Osteria dei Mondin: Danila Perra e Diego Mondin
Osteria dei Mondin – Cagliari
Perché non accogliere i clienti con la sincerità e il calore di casa in un luogo che, pure da fuori, si rivela con discrezione nella sua essenza? Da quest’idea sono partiti Diego Mondin, chef originario di Monza che ha abbracciato il desiderio di ritorno alle radici della moglie Danila Perra, tanti anni fuori ma originaria di Dolianova. Lei, con eleganza, cura alla perfezione la sala di pochi tavoli nell’insegna aperta nel quartiere cagliaritano di San Benedetto nel 2012. L’ambiente è informale e rilassante, l’apparecchiatura sempre impeccabile, il volume della musica giusto. La proposta è pronta a variare in base alla reperibilità dei prodotti, sempre freschi e locali. Incisiva la mano creativa, in grado di unirsi alla tradizione e riportarla al presente in piatti che sanno sorprendere all’assaggio. Nota di merito in più: imbattibile rapporto qualità/prezzo per la città, a partire dal business lunch.
Osteria dei Mondin
Via Giacomo Puccini, 23/A – 09128 Cagliari
Telefono: 327 230 5534
Email: info@osteriadeimondin.it
Bottiglieria del Popolo: Marco Angioni e Clara Gaias
Bottiglieria del Popolo – Cagliari
Ritorno alle radici non vuol dire necessariamente proporre cucina regionale. Può significare, sbarcati in Sardegna dopo dieci anni all’estero, restituire qualcosa di diverso, mettendo a frutto quanto vissuto fuori. La vedono in questo modo i food & wine manager e sommelier Marco Angioni e Clara Gaias, titolari della Bottiglieria del Popolo a Cagliari. A fine 2024 hanno alzato la saracinesca di un posto tutto loro, per una missione di ospitalità improntata sulla diretta gestione del servizio, precisissimo ma sciolto e lontano da certe tensioni da alta ristorazione. Hanno creato un ambiente semplice e coerente con l’idea di locale quasi casual. Per dare vita a piatti contemporanei e classici nazionali rivisitati – affidati allo chef Enrico Obinu – muovono da una filosofia di freschezza e prossimità, con variazioni a seconda di quanto offre il mercato. Fondamentale l’idea di condivisione al tavolo di quanto si ordina. Altro pilastro è la carta dei vini, in perpetuo aggiornamento, per restituire referenze che innanzitutto piacciono a loro.
Bottiglieria del Popolo
Via Goceano, 1 – 09125 Cagliari
Telefono: +39 331 3904100
Coxinendi: Davide Atzeni e Sara Serpiu
Coxinendi – Sanluri
A Sanluri, a una cinquantina di chilometri da Cagliari, dal luglio 2019 c’è un ristorante proprio di fronte al castello giudicale. Si chiama Coxinendi, che in lingua sarda significa “cucinando”. Qui si esprime il patron Davide Atzeni, chef con solide esperienze internazionali di alto livello, che dà vita a piatti belli ma soprattutto di grande equilibrio. A fianco nell’impresa la moglie Sara Serpi, responsabile della sala accudita con attenzione e gentilezza. Tra i fornelli si sperimenta in libertà, cercando le radici della cucina sarda e riportando a galla qualcosa che rischia di essere perduto, come paste tradizionali che non si ritrovano più tanto spesso neanche nei pranzi familiari con le nonne. Si usano selezionate materie del territorio, la stagione è rigorosamente rispettata e il linguaggio è contemporaneo. Piacevole l’atmosfera, giustissima per cogliere appieno il guizzo di una cucina rurale ben interpretata.
Coxinendi
Via Sant’Antioco 1 – Sanluri (SU)
Telefono: 339 26325883
Su Murruai: Jessica Porcu e Ivan Matarese
Su Murruai – Riola Sarda
A poca distanza da Oristano, nel piccolo comune di Riola Sarda, spicca la presenza del ristorante Su Murruai. Il nome riporta al profumo di Vernaccia, patrimonio di calice che si esprime su queste terre. Nasce nel 2022 grazie al progetto in comune dello chef di origini campane Ivan Matarese e della compagna Jessica Porcu, sulcitana di Perdaxius formata alla buona e garbata accoglienza. Hanno dato una nuova identità a un ex mulino, nel centro che non è distante dalle spiagge del Sinis ma comunque non proprio in cima alle rotte turistiche. Hanno compiuto un importante intervento per una mutazione in qualcosa di intimo e affascinante. Luci e arredo elegante preparano all’incontro di armonia inseguito dal patron nei piatti. L’impronta è costantemente stagionale e su prodotti territoriali di mare e di terra. La tradizione sarda diventa contemporanea e a tavola si incontrano felicemente anche memorie campane.
Su Murruai
Via Giuseppe Garibaldi, 36 – 09070 Riola Sarda
Telefono: +39 391 324 9185
Osteria Abbamele: Mauro Ladu e Sara Tavolacci
Osteria Abbamele – Mamoiada
La ricerca dell’autentico di un’insegna di coppia ben calata nel suo contemporaneo può concorrere a trasformare un paese della Barbagia, a forte vocazione enologica, in una destinazione che vale il viaggio. È il grande pregio dell’Osteria Abbamele, nata nel 2020 dallo chef Mauro Ladu che, forte di studi ed esperienze di valore, è tornato dove è nato. Il sogno è condiviso dalla moglie Sara Tavolacci, cagliaritana che si occupa della sala con grandissima cura. Insieme hanno portato una ventata di innovazione nella comunità, sempre più meta enogastronomica tra cantine e nuove insegne, dove il legame con la terra e i valori familiari restano genuini. Pochi tavoli, pareti di pietra e identità anche nella buona carta dei vini. Qui si porta avanti una dimensione di cucina barbaricina contemporanea, ben radicata nel luogo e nel periodo, con severa selezione delle materie prime e abbinamenti che si distaccano dal consueto per dare compimento a una rivisitazione originale e riuscita di ricordo e tradizione.
Osteria Abbamele
Corso V. Emanuele III, 59 – 08024 Mamoiada (NU)
Telefono: 0784 182 1324