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Il caso

Coldiretti su consorzio Doc Sicilia: bene l’avvio ma i piccoli produttori non sono rappresentati

06 Giugno 2014
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Alessandro Chiarelli

Il 13 giugno il nuovo direttivo del consorzio Doc Sicilia elegge i propri vertici.

Antonio Rallo (Donnafugata) assumerà la presidenza, così come concordato con il resto dei consiglieri. E la nuova governance del vino siciliano suscita già le prime reazioni. Al nuovo direttivo arrivano gli auguri del presidente di Coldiretti Sicilia, Alessandro Chiarelli.

“Sono felice – dice – che la Doc Sicilia abbia adesso un consiglio legittimamente eletto e sia finita la fase di avvio con l'acquisizione dell'erga omnes. Leggo nomi altisonanti e valuteremo l’operato”. Ma Chiarelli un piccolo appunto lo fa. “Spiace però – aggiunge – che in questo direttivo non ci sia nessun rappresentante dei contadini e non ci sia nessuna impresa agricola che produca poche bottiglie, 50 o centomila bottiglie, ovvero la maggior parte delle cantine siciliane. La Doc è uno strumento utile, serve a stabilire le regole e ad innalzare il livello medio qualitativo del vino. Ma deve anche permettere di migliorare le condizioni reddituali dei vignaioli e dei viticoltori, di chi la terra e la vigna le coltiva e con il proprio lavoro contribuisce a produrre quel vino che talvolta i grandi nomi, i grandi gruppi, poi vendono. E sarebbe stato più giusto che ci fosse anche una rappresentatività di questo mondo all'interno del consiglio della Doc Sicilia”.

S.G.