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Il personaggio

Da Messina all’Europa, Pellegrino porta la Sicilia ai grandi eventi del cocktail

28 Gennaio 2026
Giuseppe Pellegrino Giuseppe Pellegrino

Classe 2000, originario della città dello Stretto, ha scelto Taormina come quartier generale ma da lì si muove oltre confine per promuovere il suo lavoro di mixologist: "il mio è un mondo in continua evoluzione"

Da Messina all’Europa, inseguendo la passione per i cocktail. Giuseppe Pellegrino, classe 2000, originario della città dello Stretto, ha scelto Taormina come quartier generale ma da lì si muove oltre confine per promuovere il suo lavoro di mixologist. Dopo un corso di studi alla scuola alberghiera ed esperienze in locali di rilievo come quella al celebre Morgana di Taormina, Pellegrino si è lasciato ammaliare dal flair, l’arte di preparare cocktail attraverso tecniche acrobatiche: “facevo tante gare per confrontarmi con altri colleghi ma presto ho capito che il lancio delle bottiglie, da solo non mi bastava più”, racconta. Ha iniziato così un percorso di approfondimento con corsi mirati “per imparare davvero a fare i cocktail”.

Seguendo la sua passione ha creato Pevi catering, azienda che si occupa della promozione di eventi e all’interno della quale la mixology ha, naturalmente, un posto di riguardo: “Il nome nasce dalla parola bevi che ho voluto mettere in connessione con le iniziali del mio cognome – spiega -. Con Pevi ho curato eventi importanti come, ad esempio, quello per Bulgari Polychroma, l’ultimo lancio dell’alta gioielleria Bulgari che si è svolto a Taormina”. La sua abilità nel miscelare ha molto a che fare con la creatività: “il mio è un mondo in continua evoluzione – dice – e cerco di richiamare nei miei cocktail esperienze vissute o luoghi che mi hanno particolarmente colpito o in cui mi trovo e mi affascinano”.

È nato così Nido incantato, cocktail che è diventato anche il suo signature, un twist sull’Aperol Spritz realizzato con vino alle carote homemade, Aperol, limone e magic velvet. “Nel cuore della foresta antica, quando il sole e la luna si sfiorano per un istante nell’equinozio, si racconta che appaia un nido incantato, sospeso tra i rami intrecciati di un albero millenario. Non ospita uccelli, ma sogni. Colmo di essenze rare e profumi dimenticati, è protetto da spiriti della natura e streghe gentili. Un connubio magico tra la terra e l’incanto – racconta Pellegrino -. Il vino alle carote, dorato e terroso, è il nettare rubato alle radici; l’aperol, con le sue note agrumate e amaricanti, rappresenta la luce del tramonto che filtra tra le fronde; il succo di limone dona la freschezza del vento che annuncia il cambiamento delle stagioni; infine, il tocco misterioso del Magic Velvet, una carezza vellutata, quasi ultraterrena, che avvolge il palato come un incantesimo sussurrato”.

E mentre porta avanti nuovi progetti per il 2026, come dare forza alla sua azienda di catering, allestire un pop up raffinato in cui la mixology sia protagonista e dar vita ad un locale tutto suo”ancora non so se a Catania o Taormina”, Pellegrino si prepara ad affrontare la St. Moritz cocktail week in Svizzera, dove nel 2024 si è classificato terzo. Qui presenterà la sua nuova creazione, Après la Funivia, “cocktail nato dall’idea dell’après-ski a St. Moritz: sospeso tra pista e aperitivo. La dolcezza del vino di carote richiama il sole di fine giornata, il Campari l’amaro dell’aria fredda e il pino mugo la montagna che ti circonda. E come garnish, uno sciatore di zucchero perché rappresenta l’energia residua dopo lo sci, ma anche la fragilità del momento: come lo zucchero, l’après-ski è effimero, dura poco e va gustato subito. Un cocktail con un attacco dolce-terroso, cuore amaricante, finale secco e resinoso.
Persistenza balsamica, pulita, da aperitivo alpino”.