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Pubblicato in Scenari il 28 Marzo2019

Da quest’annata i produttori di nocciole di Coldiretti riceveranno dai 20 ai 30 euro in più al quintale rispetto al valore di mercato. 

E’ questo, in estrema sintesi, l’aspetto economico principale dell’accordo stipulato ieri a Novi Ligure dai vertici astigiani e alessandrini dell’organizzazione con il Cavalier Flavio Repetto, patron del gruppo dolciario Novi – Elah – Dufour. “Siamo, ovviamente, molto soddisfatti – rivela il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio – per aver trovato un’unità di intenti con l’azienda dolciaria novese.  Dopo tre anni di collaborazione proficua, abbiamo stretto un accordo quinquennale che punta decisamente sulla qualità per valorizzare al meglio le tante peculiarità della nocciola piemontese”. “Siamo un’azienda che ha e vuole mantenere una patria, quella del nostro meraviglioso territorio”, ha rilevato il cavalier Repetto, nel sottolineare come questa alleanza con gli agricoltori sia figlia di un territorio dalle grandi potenzialità, talvolta inespresse, che sa offrire ai consumatori grandi eccellenze alimentari.

Già in questo triennio di adesione dei corilicoltori astigiani al progetto Coldiretti-Novi c’è stata una crescita esponenziale. Nell'ultima campagna hanno sottoscritto l'accordo di filiera ben 194 imprese agricole dell'Astigiano. La superficie interessata è stata di 100 ettari in più rispetto all'annata precedente ovvero 500 ettari, per una produzione potenziale di 10 mila quintali di nocciole pari al 10% del totale producibile nell’Astigiano. “E’ soprattutto quest’ultimo dato – sottolinea il direttore di Coldiretti Asti, Antonio Ciotta - a determinare il “peso” di questo accordo. Possiamo fare massa critica e incidere sulla media qualitativa, fornendo anche un contributo importantissimo nella formazione della domanda e dell’offerta di prodotto”.

In appendice all’accordo sottoscritto c’è che ogni produttore deve sottostare ad un rigido protocollo produttivo con le indicazioni e gli impegni tecnici per raggiungere una qualità adeguata. “In pratica – evidenzia Reggio – l’azienda dolciaria novese si impegna a riconoscere precise premialità in base alla qualità delle nocciole che andremo a conferire”. Uno sforzo e un impegno già mantenuto in questi anni, ma che il prossimo lustro potrà sicuramente dare ancora più stabilità al settore corilicolo. Ma vediamo nel particolare cosa c’è in più nell’accordo che non era presente in quello precedente.

Il valore di riferimento, o prezzo base, viene sempre preso dal primo bollettino dell’annata diramato dalla Camera di Commercio di Cuneo orientativamente verso il 15 settembre dell’anno. Questo prezzo viene utilizzato per determinare un primo cospicuo acconto che in fase di saldo sarà poi rivalutato in base ad eventuali aumenti (sempre rilevati dai bollettini della Cciaa di Cuneo) registrati fino al termine della campagna, ovvero verso il 15 maggio dell’anno successivo. A questo occorre rilevare come gli aderenti al progetto Coldiretti-Novi debbano seguire il protocollo produttivo tendente all’ottenimento della massima qualità. “Va da sè – rileva Ciotta – che essendo il prezzo della Camera di Commercio espresso con il “punto resa”, ovvero prendendo in considerazione la consistenza reale del frutto depurato di eventuali frutti bacati, i nostri produttori non potranno che ottenere il valore massimo di mercato”.

A questo punto entrano in gioco i premi qualità che vanno dai 5 euro al quintale qualora il valore di riferimento del singolo produttore fosse uguale o superiore ai 350 euro al quintale, ai 10 euro se il prezzo base risultasse inferiore ai 350 euro, fino ai 15 euro nel caso di un prezzo base inferiore ai 250 euro al quintale. Oltre questo, ogni produttore si vedrà poi riconoscere dalla Novi una somma di 15 euro per ogni quintale di nocciola conferito. In pratica, per i prossimi cinque anni, ogni corilicoltore di Coldiretti riceverà dalla Novi dai 20 ai 30 euro al quintale in più rispetto al valore di mercato. “Questo concreto riconoscimento economico garantito da Novi – sottolinea Reggio – apre prospettive molto interessanti per il settore, in quanto fornisce ai corilicoltori la possibilità di una programmazione pluriennale della propria attività. In definitiva, lavorando sulla qualità, i nostri produttori hanno ottenuto non solo un maggiore valore, ma anche una maggiore tranquillità che anche in futuro i propri sforzi possano essere ripagati”.

C.d.G.

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