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Pubblicato in Scenari il 09 Luglio 2020
di Giorgio Vaiana
Antonio Benanti e Maurizio Lunetta

Una nuova fase per l'Etna del vino.

Al termine di un'assemblea fiume dei soci del consorzio durata oltre tre ore, ospitata presso Cantine Nicosia, importanti decisioni sono state prese per la Denominazione così come proposto dal cda guidato dal presidente Antonio Benanti insieme al direttore Maurizio Lunetta. La prima importante decisione è la riduzione delle rese di Nerello Mascalese, per la produzione di Etna Rosso ed Etna Rosso Riserva per la vendemmia 2020. Le rese passeranno dunque da 90 quintali a 70 quintali per ettaro. Ma la questione più importante riguarda lo stop ai nuovi impianti. Con una decisione che non è così drastica come era stato immaginato (leggi questo articolo).

La decisione prevede non lo stop ai nuovi impianti, ma lo stop alla rivendicazione alla Doc dei nuovi impianti a partire dell'1 agosto 2021. Questo vuol dire che si potranno creare nuovi impianti e in teoria produrre vini con le uve di questi vigneti ma non potranno essere rivendicati a Doc.

All'assemblea hanno preso parte fisicamente 60 produttori che rappresentano una grande maggioranza di voti. E le decisioni sono state approvate quasi all'unanimità. Alla fine passa la linea del cda del consorzio. Calendari alla mano, chi pianta nuovi vigneti dovrà attendere almeno tre anni per iscriverli alla Doc. Sempre che non subentrino nuove decisioni che modifichino le regole votate questa sera. Ora il passaggio formale alla Regione Siciliana che dovrà recepire quanto deciso dall’assemblea ed emettere un apposito decreto. Poi le decisioni saranno operative. Ma attenzione. C'è una deroga. Perché chi acquisirà i diritti di impianto con la classica graduatoria annuale, potrà iscrivere regolarmente i nuovi vigneti che ne scaturiranno alla Doc. In ballo, ogni anno, ci sono circa 35 ettari di nuovi diritti per l'Etna. Naturalmente lo stop all’iscrizione dei nuovi vigneti alla Doc impedirà da ora in poi il trasferimento di diritti di reimpianto da altre province siciliane. Fenomeno che si è ripetuto spesso negli ultimi tempi e che ha destato qualche allarme. A partire dall’agosto 2021 non sarà più possibile. Insomma si apre un nuovo capitolo per l’Etna del vino. Sulla scia di altri territori italiani che hanno adottato provvedimenti simili. Uno su tutti, Bolgheri. L’Etna come Bolgheri, per l’appunto.

C.d.G.


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