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Pubblicato in Scenari il 24 Settembre2020
Sebastiano Torcivia - ph Vincenzo Ganci

di Sebastiano Torcivia*

Ormai da diversi anni, senza soluzione di continuità, indaghiamo i principali risultati delle aziende “grandi” vitivinicole siciliane, cioè quelle con prodotto confezionato superiore al milione di pezzi.

Analizziamo le società specificamente che imbottigliano ed immettono il prodotto sul mercato, con esclusione, pertanto, di quelle che rivendono, a valle, alla propria controllata, quale società effettiva di distribuzione (questo il caso di Sibiliana vini, relativamente a Cantine Europa, di Cantine Paolini srl, con riferimento a Cooperativa Paolini, di Firriato Distribuzione con riferimento a Firriato sr). L’analisi è condotta sulle società di capitali, per le quali abbiamo consultato il bilancio disponibile pubblicato, chiuso al 31 dicembre 2019, rilevando i dati ufficiali dagli archivi Cerved-Cciaa, ovvero dai soggetti aziendali (l’unica società non di capitale è la Planeta, società semplice. I dati disponibili di quest’ultima azienda sono stati comunicati da fonti apicali aziendali). I risultati principali che emergono dall’analisi delle 23 aziende indagate (anche se siamo a conoscenza di altre aziende, non società di capitali, che hanno un volume confezionato superiore al milione di pezzi, sulle quali, tuttavia, non avendo i dati disponibili, abbiamo preferito non effettuare stime. Si tratta delle aziende Maremonti, Buccellato, Intorcia Vini, Gorghi Tondi, Cantine Rallo), sono i seguenti.

Vi è un decremento complessivo del fatturato, cioè il dato oggettivo delle vendite, al lordo delle variazioni delle rimanenze che influenzano il valore della produzione, del ’2,18%, influenzato, tuttavia, notevolmente, dal calo di una grossa realtà aziendale, la Cooperativa Colomba Bianca (-33,35%. Le motivazioni dell’elevato decremento di fatturato, invero, come appurato da fonti qualificate aziendali apicali, sono da ricondursi all’eccezionalità dell’esercizio precedente, piuttosto che al presente, oltre ad un calo fisiologico delle vendite di quest’anno) e dell’azienda Sibiliana (- 35,56%), che altrimenti, avrebbe determinato una variazione positiva, del 2,3%, a testimonianza di una crescita nei mercati nazionali ed internazionali delle altre aziende.

Incrementi significativi, in tal senso, a due cifre, sono quelli di Barone Montalto (+14,30%), delle Cantine Paolini srl (+19,89%) e di Tenimenti Zabù (+28,77%), che fa riferimento al Gruppo Farnese Vini, in continuità con la crescita dell’anno precedente, dell’azienda Nicosia (+14,11%) ed Orestiadi (+10,18%). Seguono, ancora, l’azienda Donnafugata (+8,46%), Lombardo (+6,85%), la Cooperativa Ermes (+5,46%) e Firriato Distribuzione (+4,60%). Marginali o quasi costanti gli incrementi delle residuali aziende di cui alla Tabella qui sotto presentata, in particolare di Dds (-0,64%). Conte Tasca (-1,78%), Solsicano (-1,64%). In controtendenza, con un decremento significativo del fatturato, Sibiliana Vini (- 35,56%. Le ragioni del significativo calo di fatturato risiedono nella perdita di un cliente americano primario, al quale erano destinate oltre un milione di pezzi), Grottarossa Vini (-29,11%). Seguono, con percentuali inferiori, Cantine Madaudo (-7,58%), Principe di Corleone (-6,49), sulla quale, bisogna precisare, essendo divenuta srl nel 2019, non sono imputati ricavi derivanti da altre attività, quale l’agriturismo, Cusumano (-5,58%), Settesoli (-2,70%), Cantine Pellegrino (-3,89%)
Importante è precisare il “peso” delle realtà cooperative “grandi” (e delle relative società di distribuzione a queste riconducibili) che incidono, con il proprio fatturato, per circa il 50,%, a testimonianza di come, in Sicilia, tra le grandi, sia rilevante il loro contributo, con un risultato reddituale cumulato positivo per 1.217.592 euro.

Passando ad analizzare il valore del reddito d’esercizio, che si ricorda viene determinato godendo di rilevanti benefici fiscali derivanti o dall’essere aziende agricole, ovvero società cooperative, tutte le aziende, ad eccezione di Duca di Salaparuta, (perdita di -3,339/milioni di euro), hanno conseguito utili, con alcune aziende con valori significativi, quali Cusumano (+2,163 milioni di euro), Donnafugata (2,293 milioni di euro), Barone Montalto (1,393 milioni di euro), Ermes (836 mila euro), Pellegrino (301,3 mila euro), nonché valori compresi tra i 100 mila e i 200 mila euro per altre otto aziende e valori inferiori ai 100 mila euro per le residue sette aziende, segno questo di una situazione di buona salute reddituale del settore, con un risultato positivo d’esercizio complessivo pari a 4,887 mililoni di euro, che diverrebbe ben 8,226 milioni di euro, non considerando il dato rilevante della perdita di Duca di Salaparuta.

La tabella evidenzia, altresì, le percentuali di export delle aziende che giungono ad un valore complessivo di 111,7 milioni di euro, in cifra tonda, pari ad un valore medio sul fatturato complessivo del 28,10%, con punte che arrivano sino a valori del 92,4% (Arini Curatolo 1875) e Barone Montalto (80,5%). Quest’anno abbiamo voluto effettuare alcune attente analisi sull’export del campione di aziende da noi indagato. Possiamo evidenziare la seguente tassonomia: Aziende con assenza di export; Aziende con export in crescita; Aziende con export in decrescita; Aziende che vendono a proprie controllanti, quindi con valori export pari a zero, ma queste ultime vendono all’estero; Aziende con export stabile

Alla prima voce rientra soltanto l’azienda Grottarossa che effettua solo vendite nei mercati nazionali. Alla seconda abbiamo riscontrato 5 aziende con in testa la Cooperativa Colomba Bianca con un rilevante incremento pari a + 10,07%, quindi seguono “Arini Curatolo 1875”, con + 2,63% e la Cantina Cooperativa Ermes con + 2,22%; a seguire Cusumano con +1,77% e Conte Tasca con + 1,51%. Alla terza voce riscontriamo ben sei aziende, con il maggior valore di decrescita dell’azienda Cantine Pellegrino (-2,13%), seguita da Lombardo (-10,77%, ma bisogna precisare che, come riferito da fonti aziendali, un ulteriore 10%-15% viene venduto a clienti nazionali, ma in realtà giunge direttamente ai mercati esteri, con i container che partono dall’azienda verso il cliente finale), da Cantine Paolini (-10,18%), Dds (-5,4%), Barone Montalto (-3,05%) e Cantine Madaudo-Ivam (-2,85%). Alla quarta voce appartengono Tenute Rapitalà che vende a Giv, Tenimenti Zabù che vende al Gruppo Farnese, Solsicano che vende a Mezzacorona. Alla voce numero 5, ritroviamo le aziende Cooperativa Settesoli, Firriato Distribuzione, Planeta e Donnafugata, quest’ultima con scelta di posizionamento duraturo delle proprie vendite nei mercati esteri, da parecchi anni, sotto il 30%.

In sintesi, dunque, le aziende “grandi” vitivinicole siciliane, differenziate per aziende autonome, aziende controllate, facenti parte di gruppi e/o riferibili alle cantine cooperative (Rapitalà, Solsicano, Duca di Salaparuta, Sibiliana Vini, Cantine Paolini srl, Orestiadi), hanno mostrato, per l’esercizio 2019 valori di mantenimento e consolidamento dello sviluppo e della crescita intrapresa, con risultati reddituali importanti, quasi totalmente accantonati a riserva, soprattutto alla luce della pandemia intervenuta nel 2020 e della quale, ovviamente, la presente analisi esula da considerazioni, in vista dei risultati definitivi, da qui a fine anno e sui quali si ritornerà a breve.

*Ordinario di Economia aziendale nell’Università deli Studi di Palermo e coordinatore del Master Masv

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