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Pubblicato in Scenari il 15 Maggio2020
Un momento della puntata extra de La Bella Italia dedicata al turismo siciliano

Il confronto tra il sindaco di Taormina, Oscar Farinetti, lo chef Ciccio Sultano e l’assessore Manlio Messina. “Subito una comunicazione adeguata, tanta gente al Nord non conosce l’Isola”. L’idea del voucher già partita e l’annuncio di Rocco Forte: “Voglio comprare un hotel a Taormina e farò altri investimenti in Sicilia”

Il lockdown non blocca le idee. E nemmeno l'intraprendenza. C'è Rocco Forte, reduce da una vittoriosa battaglia contro il coronavirus, ritenuto il più grande operatore di hotel extralusso in Europa, che dalla campagna di Londra dove è asserragliato con la famiglia da otto settimane progetta altre iniziative in Sicilia e “non mi dispiacerebbe possedere un albergo a Taormina”. Il sindaco della Perla dello Jonio, Mario Bolognari, non perde il suo aplomb nemmeno in collegamento da remoto, ma è contento della “notizia” e coglie al balzo il desiderio di Forte, invitandolo.

Accade anche questo alla puntata Extra de La Bella Italia il format live di Cronache di Gusto dedicato all’accoglienza e al turismo e che ha radunato questa mattina alcuni ospiti d'eccezione per parlare di vacanze e di idee nuove per la ripartenza della Sicilia. Argomento delicato, scivoloso, difficile e che addirittura può rischiare di essere velleitario con una pandemia ancora in agguato e lontana dall'essere risolta. Ma rispondere alla domanda del direttore Fabrizio Carrera, “che estate sarà?”, è un passaggio obbligato per commercianti, imprenditori, tour operator, albergatori, politici.

“Rispondere non è facile – spiega Bolognari – perché in questo momento nessuno ci sa dire ad esempio quando potranno arrivare i turisti stranieri”. E racconta di una cittadina stralunata, solitaria, silenziosa “che mai abbiamo visto così, nemmeno nella più fredda giornata del più freddo inverno”. E in un fazzoletto di terra baciato da un destino di successo, in cui sono concentrati 150 alberghi, di cui 11 a 5 stelle extralusso (forse la più alta concentrazione in Italia in rapporto alla popolazione), la botta è molto forte. Il primo cittadino sembra proprio volere dire questo a chi decide: “Se in tempi normali siamo fortunati, in tempi come questi soffriamo di più”.

Uno al quale non difetta l'ottimismo è Oscar Farinetti, imprenditore di successo, patron di Eataly, che in collegamento da Fontanafredda, suo quartier generale nelle Langhe, ha spronato tutti a “cercare parole e sentimenti nuovi”. Lui è certo che gli stranieri torneranno “a frotte”. Ma, certamente, ormai il 2020 è andato. “Bisogna concentrarsi sul turismo italiano – sostiene -. Ci sono italiani che sono stati a Ibiza o a Formentera e non conoscono la Sicilia. Ecco, questo è il momento giusto per raggiungere questo tipo di clientela”. E propone di organizzare uno spot che promuova la Sicilia nel suo complesso “investendo dieci milioni di euro per le tv, inondandole di messaggi pubblicitari che utilizzino persone comuni o siciliani famosi che danno alla vostra Isola una marcia in più”.

Sir Rocco Forte, dall'Inghilterra, in qualche modo annuisce. Ma non può fare a meno di notare “che fino a quando l'Italia non riapre, sino a quando l'Europa non riapre, i turisti non potranno arrivare nemmeno se lo volessero; senza aerei non si arriva in Sicilia visto peraltro che la clientela di alta gamma arriva soprattutto da Francia, Germania e Svizzera”. Concetto pragmatico di chi gestisce il più lussuoso resort della regione, a Sciacca in provincia di Agrigento, nel quale il 70 per cento di clientela è straniero. Ha annunciato che aprirà il “Verdura” il 20 giugno, se tutto va bene; mentre ha definitivamente dovuto rinviare al 2021 l'apertura di Villa Igiea, a Palermo, altro polo dell'accoglienza extralusso che porterà la sua impronta.

Manlio Messina, assessore regionale siciliano al Turismo, rispetto alle proposte emerse è soddisfatto “perché stiamo facendo in fondo le stesse cose”. E spiega: “Fra dieci giorni partirà una campagna di comunicazione emozionale sulla Sicilia che speriamo vada nella direzione di accelerare l'attrattività per le nostre cose”. Messina è anche l'inventore di una giornata di vacanza a carico della Regione per coloro che almeno ne faranno tre, “Ma stiamo anche acquistando voucher da offrire agli ospiti per i musei, per le escursioni subacquee, per i parchi archeologici. Insomma – conclude Messina – non ci arrendiamo e non ne abbiamo l'intenzione. Lo dimostrano i 15 milioni di euro a disposizione delle compagnie aeree per le attività di comarketing che possano portare in Sicilia nuove rotte”. Insomma, il virus ha sì rallentato le nostre attività quotidiane, cambierà sicuramente tutte le nostre abitudini. Ma è certo che i protagonisti di un certo milieu turistico-gastronomico non se ne stanno con le mani in mano.

“Certo – racconta Ciccio Sultano, chef e patron del ristorante due stelle Michelin Il Duomo a Ragusa – in questo momento siamo tutti a terra a quattro zampe, in difficoltà, provati. E' dura in queste condizioni”. Lo chef bistellato annuncia che aprirà i battenti un hotel nel territorio di Noto che nasce anche con il suo contributo. Se ne parlerà entro l’anno e saranno 35 camere di un’altra struttura di lusso che servirà a migliorare l’offerta per un turismo di qualità. E alla domanda se lunedì il suo regno gastronomico riaprirà i battenti, Sultano è perentorio: “No. È come chiedere a qualcuno di buttarsi dal terzo piano garantendogli che non si farà male. Impossibile”. Come a dire: la voglia di ricominciare c'è, ma non bisogna fare passi affrettati. Anche se bisogna fare attenzione all'avvertimento di Farinetti: “Avere paura è necessario perché da essa nasce il coraggio. Ma se si trasforma in panico diventa un casino incontrollabile”.

Questo il link per rivedere l'intera puntata

C.d.G.

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