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Pubblicato in Scenari il 03 Maggio2021

di Emanuele Scarci

Quattrocento quintali per ettaro o 300 quintali? Abbassiamo a 300 quintali, ma con una deroga per le regioni che producono "storicamente" quei quantitativi.

In primis, Emilia-Romagna, Puglia e Abruzzo e, a seguire, il Veneto. Sarebbe questo il compromesso raggiunto al tavolo della filiera del vino presso il ministero delle Politiche agricole. Presente il sottosegretario Gian Marco Centinaio. La pandemia ha reso non più rinviabile, per i Consorzi di vini Dop e Igt, il problema della iperproduzione di vini da tavola e varietali. Secondo i Consorzi, i produttori di questi vini, con i loro 400 quintali/ettaro e i prezzi bassi, sono i primi concorrenti delle Dop. Insomma, un fuoco amico. Ma a difendere gli interessi dei produttori dei vini da tavoli sono intervenute le cooperative che hanno anche sottolineato come i “loro” territori siano carichi di giacenze: Emilia Romagna ha circa 3,5 milioni di ettolitri (+8,5% rispetto a un anno prima) e l’Abruzzo 911 mila (+22%). Seguono il Veneto con 1,8 milioni (+7%), il Piemonte con 1,1 milioni (stabile) e la Sicilia con 527 mila (+31%). La Puglia con quasi 2 milioni registra un calo del 7%. Nel complesso in Italia, allo scorso 31 marzo, c’erano secondo il Mipaaf, stock di vini comuni e varietali per circa 12,5 milioni di ettolitri. Sul tema che ne pensa Luca Rigotti, coordinatore di Alleanza cooperative italiane per il settore vino? Il dirigente si sottrae alle domande nonostante sia stato più volte interpellato.

Rese e distillazione
Il nodo delle rese si lega con la richiesta della distillazione di crisi, sostenuta dalle cooperative e da Assoenologi (leggi questo articolo e questo) ma avversata da Unione italiana vini e Federvini (leggi questo articolo)che non hanno nessuna intenzione di “distruggere il loro vino di valore”. In ballo c’è una quota dei 300 milioni del decreto Sostegni destinati dal Governo alle filiere in crisi. Nel complesso analizzando i dati, non ci sarebbero le condizioni per una distillazione dei vini Dop e comuni/varietali. Le giacenze al 31 marzo non sembrano mediamente molto più elevate di un anno fa, specie per i vini di pregio: i Dop segnano +1,8%, gli Igp +6,3% e i comuni/varietali +4,4%. Le giacenze sono superiori allo stesso mese dell’anno scorso del +3,6%. Tenendo conto però che l’ultima vendemmia era cresciuta del 3,2%, il dato finale non è particolarmente significativo.

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