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Pubblicato in Scenari il 06 Maggio 2020
di Giorgio Vaiana

Nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento 2020/592.

Un documento che dà il via ad alcune misure di supporto, la più importante delle quali, per vignaioli e per tutti i produttori di vino di qualità, riguarda la possibilità di utilizzare lo stoccaggio in alternativa alla distillazione. La questione adesso passa ai governi nazionali, che devono predisporre le misure necessarie per poter utilizzare questa opportunità concessa dall'Unione europea. "Noi temiamo - dicono i vignaioli ideatori del movimento #ilvinononsiferma - che coloro che sostengono a spada tratta la distillazione, in particolare le associazioni di categoria che rappresentano gli interessi dell'agroindustria, delle grandi cooperative e in generale dei produttori di vino generico, esercitino pressioni sul governo italiano per impedire che le stesse risorse destinate alla distillazione vengano destinate allo stoccaggio. D'altronde, le risorse sono scarse e la "coperta" fornita probabilmente non basterà a coprire tutte le esigenze".

E' per questo che il guppo #ilvinononsiferma si sta attivando presso le sedi ufficiali competenti proprio per far sentire la loro voce e "scongiurare che il vino di qualità sia quello che, alla fine, venga più penalizzato", dicono i vignaioli. Anche le aziende più grandi che fanno vini di qualità possono essere interessate dalla misura. "Ad oggi, per quanto risulta, solo una regione italiana si è detta favorevole allo stoccaggio, tutte le altre hanno finora propeso per la distillazione - proseguono i vignaioli - Ma il Regolamento Europeo potrebbe essere in grado di cambiare le cose a patto che gli Assessorati, le Associazioni, i produttori inizino a far sentire la propria voce".

PERCHÉ I VIGNAIOLI SI OPPONGONO

RAGIONI CULTURALI

Il vino è parte della cultura italiana e punta di diamante del Made in Italy, rappresenta l’Italian Lifestyle ed è componente fondamentale della Dieta Mediterranea, tutelata come patrimonio mondiale dell’umanità. Il vino è un valore che va preservato e promosso, non distrutto. In conseguenza di questo, lo Stato non può orientarsi all’adozione di provvedimenti cui consegua la mortificazione di un settore produttivo di eccellenza, punto di riferimento per valore e qualità. La distillazione riduce il valore percepito del vino italiano e danneggia la sua reputazione nel mondo.

RAGIONI FINANZIARIE

Il prezzo di compensazione, che si aggira intorno ai 30 centesimi al litro, non copre i costi di produzione del vino di qualità e impoverisce la struttura finanziaria delle aziende che fanno qualità. Accettare un prezzo così basso creerebbe enormi shock finanziari per le aziende che si ritroveranno a dover distruggere, in perdita, il valore da esse prodotto.

RAGIONI DI EQUITÀ ECONOMICA

La scarsità degli aiuti finanziari destinati al comparto vitivinicolo impone che venga fatta una equa valutazione delle misure disponibili ed una leale suddivisione delle risorse finanziarie fra tutte le misure autorizzate dall’Unione Europea, senza discriminare in maniera pregiudizievole i produttori di vino di qualità.

COSA CHIEDONO I VIGNAIOLI

Più considerazione per il proprio lavoro ed il proprio ruolo sociale. I vignaioli non sono soltanto degli imprenditori che contribuiscono al PIL nazionale con lo stesso orgoglio e la stessa tenacia degli altri operatori del settore vitivinicolo, ma svolgono un ruolo importantissimo di tutela del territorio, conservazione della biodiversità, valorizzazione del paesaggio. Inoltre, con l’impegno a mantenere sempre altissima l’eccellenza delle proprie produzioni, contribuiscono al consolidamento della reputazione dell’Italia nel mondo. Di affiancare, alle risorse destinate alla distillazione, analoga dotazione finanziaria per la misura dello stoccaggio. Tale possibilità è prevista nel Regolamento 2020/592 della Commissione Europea, pubblicato il 4/5/2020. Lo stoccaggio, nel quadro del citato Regolamento, costituisce misura alternativa alla distillazione per le aziende che non intendessero ricorrere alla distillazione stessa, e permetterebbe di destinare all’affinamento il vino al momento detenuto nelle cantine, anziché distruggerlo. In questo modo, il valore della produzione verrebbe preservato, anzi incrementato con l’affinamento, in attesa che si concretizzi una situazione economica generale che possa garantire la vendita degli stock a prezzi più prossimi ai valori di mercato. Che vengano immediatamente e senza indugi emanati i provvedimenti attuativi del citato Regolamento 2020/592 per quanto concerne sia lo stoccaggio, sia le altre misure in discussione, ed in particolare: ristrutturazione e riconversione dei vigneti, assicurazione del raccolto, Ocm investimenti.

C.d.G.


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