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Pubblicato in Dove mangio il 13 Novembre 2018
di C.d.G.

di Stefania Petrotta

C’è una piccola oasi di pace all’interno dell’aeroporto di Milano Linate. Un ristorante che si svela come un’isola felice, lontano dalle voci che annunciano voli in paesi lontani degli altoparlanti e dalle code ai gate. 

Si chiama “Michelangelo Restaurant”. A perdersi inseguendo le indicazioni non molto chiare dell’aeroporto ci si impiega un attimo, col rischio di sentirsi come il protagonista del film “The terminal”, ma questo non fa che rendere più affascinante la meta. Al Michelangelo, invece, arrivi facilmente, dopo il check-in, dopo i controlli, al secondo piano seguendo la strada per i gate 17, 18 e 19. Michelangelo è il nome dell’executive chef, Citino il suo cognome ed è definito ancora oggi emergente, sebbene abbia alle spalle un curriculum di tutto rispetto. Giovane esordiente nelle cucine di Gualtiero Marchesi, viene presto trasferito dallo stesso al Quisisana di Capri. Seguono altre esperienze ricche di soddisfazioni con Davide Oldani, Alain Ducasse, Paola Budel e di nuovo con Oldani, con il quale instaura un sodalizio che prosegue ancora oggi.

Dal 2011 collabora col Gruppo MyChef ed è proprio grazie all’idea del loro amministratore delegato, Sergio Castelli, che parte il progetto su Linate. Inizialmente pensato per Expo 2015, Castelli decide di farne un punto di forza dell’aeroporto e sua è anche l’idea di spostare l’accesso al ristorante oltre il check-in. Ad affiancare Citino in questa avventura, il giovanissimo chef Matteo Varotti, eccellente interprete di lievitati e dessert. La loro proposta si articola in una duplice versione, come due sono le zone in cui è diviso il locale: la parte più suggestiva, quella dalle ampie vetrate sulle piste, è adibita a ristorante; la parte più interna, a bistrot gourmet per i passeggeri che non vogliano rinunciare ad un pasto gourmet. E infatti, oltre ai menu degustazione e a quello à la carte, vi sono le proposte “a tempo”: che abbiate a disposizione solo 10, 15 o 30 minuti, Michelangelo offre tre possibilità di ristoro. L’unico imperativo è “No stress”. Noi avevamo tutto il tempo a nostra disposizione e quindi ci siamo lasciati coccolare da cucina e sala. 




Lo chef ci da il benvenuto con un bocconcino di salmone selvaggio delle Isole Faroe, una bella scoperta. 



Segue il “Gamberi rossi marinati in versione cocktail”, rivisitazione in chiave moderna e light del classico anni '80: gambero crudo, gelatina e maionese alla barbabietola completati da misticanza.

Per primo, riso mantecato al formaggio d’alpeggio, manzo affumicato, polvere di porcini ed erbe aromatiche. Piatto dal sapore a tutto tondo che convince e piace. Porzione forse un po’ troppo abbondante.



Tra il primo e il secondo, fa le veci di un sorbetto il “Gazpacho di pomodoro”: gnocchi di peperone, pasta soffata e culisse di pomodoro. Piatto fresco la cui nota piccante dei peperoni è addolcita da quella del pomodoro. Buonissimo.



Da qui si va dritti alla guancia di maialino, patate, aglio dolce e guanciale pepato. Nuovamente un piatto dal sapore pieno, guancetta cotta a puntino avvolta dal guanciale che le dona ulteriore succulenza. La salsa aioli completa il connubio.
 



Concludiamo con i dessert. Non è raro che ad un buon pasto gourmet seguano proposte dolci non all’altezza. Non è questo il caso. La zuppetta di more con gelato al cioccolato bianco e croccante al caramello è uno dei dessert più buoni mai assaggiati.



Ci conquista anche il “Tiramisù Michelangelo Restaurant” che Citino insiste per farci provare nonostante siamo a questo punto davvero satolli: semplice quadrotto di pan di spagna inzuppato al caffè e coperto da una crema al mascarpone leggera e per nulla stucchevole. A sormontare il tutto una cialda al cioccolato con una nota burrosa che ci manda in visibilio.

Un menù che accelera e rallenta sempre al momento giusto in un susseguirsi di piatti che sono profondamente legati alla tradizione gastronomica della nostra penisola o in chiave italiana rivisitati, come il caso del gazpacho, con una grandissima attenzione alla materia prima. Menù degustazione dai 30 ai 45 euro. Servizio in sala preciso e attento. Carta dei vini di tutto rispetto.

Michelangelo Restaurant
c/o Aeroporto di Milano Linate, viale Enrico Forlanini – Segrate (MI)   
t. 02 76119975
Chiuso: mai
Ferie: mai
Carte di credito: tutte


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